Leonardo De Andreis, autore di Soltero: «Vorrei fare un duetto con Tony Pitony e a Sanremo tifo per le Bambole di Pezza». L’intervista

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Quasi 550mila ascolti su Spotify, più di tanti extrabig della musica italiana, ma il repertorio include solo cinque canzoni. Tutto possibile se una di queste si intitola Soltero ed è sicuramente la prima hit del 2026. A proporla è Leonardo De Andreis, ma non oggi, bensì nel maggio del 2024, senza che nessuno se ne accorgesse. Poi, come succede improvvisamente ma sempre più spesso, l’improvvisa impennata virale, colleghi artisti affermati, da Alfa a Sarah Toscano, passando per Samurai Jay, che la cantano sui propri profili e ai loro follower piace da pazzi. Il brano ha sonorità molto inizio 2000, è efficace, ficcante, brillante, frizzante, ma anche significativo. Insomma: una vera e propria hit che ci svela l’esistenza di un ragazzo dalla voce sottile e molto interessante, con le idee molto chiare in termini di sound, che fino al raggiungimento della vetta della classifica Viral Italy di Spotify avevamo solo intravisto sul palco di Sanremo Young, l’unico sul quale è riuscito a salire dato che tutti i talent italiani gli avevano sbattuto la porta in faccia. Oggi invece è inseguito dai vip, i complimentoni fioccano e le prospettive sono decisamente più rosee. L’abbiamo incontrato per voi.Effettivamente c’è un motivo per cui Soltero piace così tanto, ci sono riferimenti al pop dei primi 2000, ma è una cosa che oggi non si sente tanto in giro…«Io non mi aspettavo assolutamente questo successo. Successo…diciamo che è un primo risultato, non chiamiamolo successo. Però comunque ringrazio molto tutti del supporto e dell’affetto che sto ricevendo in questi giorni. Veramente».È una storia quasi cinematografica, c’è stato un momento esatto in cui ti sei reso conto che questo pezzo stava intraprendendo questo percorso?«Io ho caricato questi 23 secondi di video e mi sono detto: “Vediamo come va”. I primi minuti nulla, poi vedo che sale sempre di più: 72mila, 80mila, 100mila; poi verso sera un milione su Instagram. Non me l’aspettavo proprio. Non ti so dire il perché sia successo, magari potrebbe essere stato il fatto che ho seguito proprio le regole del social, quindi 23 secondi con quel ritornello che è andato subito virale. Ma l’avevo già fatto altre volte, perché la canzone è uscita un anno fa, ho provato comunque a promuoverla, ma niente. Non so perché sia successo solamente adesso, un anno dopo. Questo per me rimane un mistero».Ma tu quando la canzone era finita, confezionata, un anno fa, ti aspettavi che avesse queste potenzialità pop?«No, no, no. Non mi aspettavo che avesse questo potenziale, perché sapevo che comunque insieme a Francesco avevamo prodotto un brano che non era proprio in linea con i tempi. Ma non in linea con i tempi perché era un brano vintage, ma perché forse erano un po’ troppo R&B, un po’ troppo soul. Invece poi è stata veramente una sorpresa, perché un anno dopo si è rivelata essere proprio questa l’arma vincente. Se andiamo a leggere i commenti la gente apprezza anche proprio questo, quindi veramente per me è una doppia gratificazione. Ripeto: è troppo presto per parlare di successo, perché chiaramente non bisogna mai montarsi la testa».Ma secondo te cos’è che piace così tanto di questa canzone?«Secondo me quello che piace è il concetto dietro Soltero, che significa essere “single”, nel mio caso non significa stare soli per forza ma scegliersi bene le persone con cui stare per evitare di incappare in relazioni tossiche. La mia opinione è che ha fatto scattare nelle persone questa bellissima voglia di dire quello che pensano, dagli argomenti più comuni a magari argomenti un po’ più seri. La libertà di espressione è un valore che non va assolutamente trascurato, perché è il pilastro fondamentale che muove tutto».Il fatto che il tuo successo derivi dai social è una cosa che ti fa anche paura? Sappiamo che sui social la gente sa essere crudele…«Beh, sì, io ho avuto un’esperienza prima di Soltero, quando ho partecipato a Sanremo Young nel 2018 e i video delle mie esibizioni sono stati caricati sia su YouTube che su Instagram, perché TikTok non era ancora esploso. Diciamo che ci sono stati dei commenti, soprattutto su YouTube, molto molto cattivi. Quindi i social in generale sono un’arma a doppio taglio, perché se da una parte ti danno la possibilità di salire alla ribalta, dall’altra possono ostacolarti, perché poi tu non vivi più una vita serena. Quindi bisogna stare attenti, non dare troppo adito a ciò che la gente commenta, perché quello che fai non va bene mai. Quindi il mio consiglio è non lasciarsi traviare da da queste dinamiche e perseguire il proprio obiettivo».Un altro aspetto controverso della viralità è che si tratta di un successo abbastanza sfuggente, stai calcolando l’eventualità che il prossimo singolo non funzioni come questo?«Io lavorerò affinché sia un bellissimo singolo, chiaramente non mi aspetto che il prossimo singolo replicherà il successo di Soltero. In realtà io non mi aspetto nulla, io lavoro a testa bassa e poi guardo il risultato, mi auguro possa avere un certo tipo di risonanza a livello musicale, che possa piacere a molte persone, ma non vivo con la paura che non possa piacere».Spesso in questi casi si casca nel tranello del voler replicare una ricetta vincente…«Allora, io non posso spoilerare nulla, però ti dico che ho molte produzioni musicali che ho già elaborato in tempi non sospetti, prima del successo di Soltero. Starà alle persone giudicare, però credo di no, perché Soltero non l’ho fatta con la convinzione che doveva essere Soltero, l’ho fatta per fare quello che mi piace e voglio vedere se questa cosa che mi piace, piace anche ad altri. Un anno dopo abbiamo visto che per fortuna è successo».C’è qualcosa di questa super hit che senti che ancora non sia stata capita?«In realtà sì, c’è un fattore. Molti mi chiedono: “Ma quindi a te non piacciono le persone che si innamorano? Non ti piacciono le persone che hanno relazioni?”. C’è anche un trend su TikTok che hanno fatto, tra virgolette, con antagonismo, che dice (e qui canta, ndr): “C’è gente che si ama sul serio”. Ma io non ho mai detto che l’amore non è una cosa seria, anzi Soltero è proprio quello, Soltero significa che l’amore è una cosa seria, quindi scegli bene con chi vuoi avere una relazione, perché altrimenti non è un qualcosa di serio, è solamente qualcosa che ti fa male, e piuttosto che avere qualcosa che ti fa male allora è meglio essere Soltero. E questo è il senso, io non sono assolutamente contro le relazioni amorose, perché non avrebbe senso, ma il concetto è stato travisato. Ma va bene così, perché se io dico chiaramente che le relazioni non sono nulla di vero, è una frase provocatoria e forte, quindi ci sta che una persona possa capire male».Stamattina pensando all’intervista mi sono detto che questa Soltero ti avrà reso sicuramente meno Soltero…«Sì, insomma questo mi fa molto piacere. Ripeto: ricevere affetto dalle persone, che sono il motore che fa andare avanti la musica, è molto bello. Ho avuto contatti anche con alcuni musicisti, quindi ho altri contatti con gente con cui magari suonare, con cui vivere la musica. E questo è molto bello, perché quello che dico io sempre anche se può sembrare una frase dozzinale, è che la musica unisce. È vero che la musica unisce e quindi diciamo che mi sento molto meno Soltero, sì devo dirlo».Io in realtà mi riferivo più a tutte le ragazze che ti staranno scrivendo…«Aaaahhh! Ti dirò che al momento non c’è tutta questa richiesta ecco, non sono molto richiesto su questo fronte, da questo punto di vista (e ride, ndr)».Siamo ufficialmente entrati in clima Sanremo, il tuo sogno è chiaro che passa anche da lì, no?«Beh sì, ritornare sul palco dell’Ariston per me sarebbe come un cerchio che si chiude, perché io praticamente, se possiamo dire una frase forte, ho iniziato su quel palco e vorrei continuare a esibirmi su quel palco, per me sarebbe un onore immenso, quindi spero veramente che ci sia l’opportunità di ricalcarlo un giorno».In un’intervista ho letto che ti sarebbe piaciuto anche tornare non in gara ma come ospite…«Credo che questa affermazione sia stata travisata, perché fare l’ospite è una cosa grossa, io non sono nessuno, mi piacerebbe semplicemente ritornare sul palco dell’Ariston per cantare la mia musica».Come superospite in effetti ancora è presto, però i Festival di Amadeus e Conti puntano proprio a cogliere l’attimo, non sarebbe del tutto sconclusionato se ti chiamassero per cantare Soltero quest’anno….«Per me sarebbe un grandissimo regalo».Ma Conti non ti ha chiamato, giusto?«No, no, io non ho ricevuto nessuna chiamata».Su chi senti di puntare per Sanremo ’26?«Io punto sulle Bambole di Pezza, perché mi piacciono molto. Po mi aspetto grandi cose anche da Fedez/Masini, e anche da Serena Brancale».…Che è stata tua insegnante, no?«Mi ha fatto solo un esame e infatti ero agitatissimo, ho detto: “Devo fare bella figura!”. Lei è una persona fantastica, veramente una persona molto, molto, molto umana, molto, molto affettuosa, veramente una bella persona».Se tu dovessi consigliare un altro brano del tuo repertorio, quale sarebbe?«Io consiglierei I Move My Soul, che è un brano che ho prodotto interamente io, un brano in inglese che ha delle sonorità che si rifanno ai suoni attuali di The Weeknd, Bruno Mars, mescolando anche la stessa scuola di pensiero, ma degli anni ‘80, quindi Prince e Michael Jackson; lo consiglierei per tutti gli appassionati di questo sound. Per gli appassionati dell’urban consiglierei Un limite non c’è, che è un brano dalle sonorità molto molto molto attuali. Per i romantici c’è Turn around, che è una ballad. Poi per le persone che vogliono essere indipendenti e scegliere con chi stare consiglierei Soltero».C’è qualcuno tra gli artisti che ti hanno contattato che ti ha in qualche modo stupito?«Mi hanno scritto in molti, mi ha scritto anche Tony Pitony l’altra sera. Molti ci stanno chiedendo perché non facciamo un duetto. Non ti nascondo che a me piacerebbe moltissimo, perché lui è anche molto funk, quindi un duetto, secondo me, verrebbe molto bene. Poi mi ha scritto Alfa, che è veramente una grandissima persona. Mi hanno scritto anche le Bambole di Pezza, mi ha scritto un sacco di gente. Poi quando ho visto che Sarah Toscano ha riproposto la mia canzone in un video, ho detto: “Oddio! Addirittura Sarah Toscano!”, perché a me piace molto lei. Poi lo zio Gerry Scotti mi ha fatto gli auguri di Natale; mi ha scritto Fru dei The Jackal, insomma, tante, tante, tante persone».L'articolo Leonardo De Andreis, autore di Soltero: «Vorrei fare un duetto con Tony Pitony e a Sanremo tifo per le Bambole di Pezza». L’intervista proviene da Open.