Minneapolis, agente dell’Ice spara e ferisce un immigrato venezuelano: esplodono di nuovo le proteste. Trump: «In città c’è solo frode»

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Non si placano le tensioni a Minneapolis a pochi giorni dall’uccisione di Renée Good da parte di un agente dell’Immigration and Customs Enforcement (Ice). Anzi, si riaccendono ancora più violente dopo che nella notte un agente federale ha sparato a un cittadino venezuelano, ferendolo a una gamba, durante un’operazione nel nord della città. L’uomo è sopravvissuto, ma l’accaduto ha innescato nuovi scontri tra manifestanti e forze dell’ordine.January 15, 2026 Cosa è successo a MinneapolisA confermare l’intervento è stata la stessa amministrazione cittadina. «Siamo a conoscenza di segnalazioni di una sparatoria che ha coinvolto le forze dell’ordine federali a North Minneapolis. Stiamo lavorando per confermare ulteriori dettagli», ha scritto su X la Città di Minneapolis. Secondo la ricostruzione fornita dal Dipartimento della Sicurezza Nazionale, gli agenti stavano tentando di fermare un uomo proveniente dal Venezuela, presente illegalmente negli Stati Uniti, che avrebbe cercato di fuggire al momento del controllo. Tricia McLaughlin, portavoce del Dipartimento, ha spiegato che «quando è stato raggiunto ha iniziato a opporre resistenza e ad aggredire violentemente l’agente». Alla colluttazione, ha aggiunto, si sarebbero unite anche altre persone. A quel punto l’agente avrebbe aperto il fuoco, colpendo il migrante. Sia l’uomo ferito sia l’agente sono stati trasportati in ospedale.January 15, 2026 Trump: «In città non c’è cibo, né pulizia, né servizi, ma solo frode»Sul caso è intervenuto anche il presidente Donald Trump, che ha attaccato duramente Minneapolis in una serie di post su Truth. Secondo il presidente, nella città «non c’è cibo, non c’è pulizia, non ci sono servizi, ma solo frode». Trump ha inoltre sostenuto che «le persone ricevono milioni di dollari dei soldi dei contribuenti e ridono di quanto siano stupidi gli americani, ma non accadrà più». Trump ha poi ribadito la sua linea dura contro l’immigrazione, prendendo di mira in particolare la comunità somala. «Queste persone dovrebbero essere rispedite in Somalia o in qualsiasi altro Paese provengano», ha scritto, estendendo le critiche anche ad altri Stati democratici: «La California, New York, l’Illinois e molti altri posti che sono altrettanto pessimi».La famiglia di Renée Good si affida allo studio legale che ha rappresentato la famiglia di George FloydIntanto, sul fronte giudiziario, la famiglia di Renée Good ha deciso di muoversi contro le autorità federali. A una settimana dalla morte della 37enne, la sua compagna, i genitori e i quattro fratelli hanno incaricato uno studio legale che in passato ha rappresentato anche la famiglia di George Floyd. «Quanto accaduto a Renée è sbagliato, contrario alle pratiche e alle procedure consolidate di polizia, e non dovrebbe mai accadere nell’America di oggi», ha dichiarato in una nota inviata al Washington Post lo studio legale Romanucci & Blandin, con sede a Chicago.Tra i fondatori dello studio c’è infatti Antonio M. Romanucci, avvocato per i diritti civili che nel 2020 assistette i familiari di George Floyd dopo la sua uccisione da parte dell’ex agente di polizia di Minneapolis Derek Chauvin. La causa contro la città di Minneapolis e i quattro agenti coinvolti si concluse nel 2021 con un risarcimento record da 27 milioni di dollari per la famiglia Floyd, il più alto mai riconosciuto in un caso di cattiva condotta della polizia.L'articolo Minneapolis, agente dell’Ice spara e ferisce un immigrato venezuelano: esplodono di nuovo le proteste. Trump: «In città c’è solo frode» proviene da Open.