Trump porrà fine all’umanità? Non è del tutto sprovveduto, sugli Stati Uniti vari pericoli

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L’umanità finirà malamente la sua esistenza plurimillenaria per colpa di un anziano speculatore dal capello arancione che tenta di sopperire all’inevitabile deperimento della sua potenza sessuale dando sfogo ai suoi megalomaniaci deliri di onnipotenza e al suo narcisismo infinito ammazzando la gente? Ci sono purtroppo ad oggi buone possibilità che ciò avvenga. Secondo l’istituto di ricerca indipendente sui conflitti violenti Acled, in un solo anno di presidenza Trump ha effettuato 573 attacchi aerei o con droni (658 prendendo in considerazione anche quelli in concorso con altri) a fronte di 494 (694 anche con alleati) effettuati da Biden durante tutti e quattro gli anni del suo mandato.Come ho già avuto più volte occasione di constatare, tale innegabile incremento del ricorso agli strumenti bellici è direttamente proporzionale al calo del peso degli Stati Uniti nella politica internazionale dovuto all’ascesa della Cina e dei BRICS. In chiara difficoltà sul piano dell’economia e dell’egemonia politica Trump mette sempre più spesso la mano alla fondina e tenta disperatamente di puntellare il claudicante predominio statunitense a partire dal tradizionale cortile di casa latinoamericano, senza disdegnare incursioni in Medio Oriente dove la crisi dell’Iran apparentemente sull’orlo della guerra civile sembrerebbe offrire a lui e a Netanyahu insperate occasioni per ridisegnare la mappa del Medio Oriente e del potere mondiale.Ma Trump non è del tutto sprovveduto e si spera che sappia contenere i momenti di euforia militaresca che lo assalgono mentre contempla l’innegabile potenza della sua macchina bellica. Incombono infatti sugli Stati Uniti vari pericoli. L’overstretching militare in presenza del declino economico e finanziario, l’inconsistenza totale delle alternative di governo da mettere in campo nei Paesi bersaglio, si tratti della patetica Nobel per la guerra Machado o del Carneade Reza Pahlavi junior, ma anche il conflitto tra l’anima MAGA e quella Neocon e soprattutto un fronte interno sempre più agguerrito e combattivo di fronte ai misfatti criminali delle milizie fascistoidi dell’ICE ma anche alle altrettanto criminali imprese in Venezuela ed altrove.Quello che è certo è che il satrapo dai capelli arancione, pur annaspando nell’accennato mare di difficoltà interne e internazionali, sta buttando a mare molti decenni di civiltà giuridica e che occorre attivare efficaci anticorpi senza assecondare lo slittamento, che in certo momenti sembra prossimo e inevitabile, verso la Terza e definitiva Guerra Mondiale. In questo senso va la denuncia presentata alla Corte penale internazionale contro lo stesso Trump e altri membri del governo statunitense per i numerosi crimini compiuti nell’area caraibica da agosto in poi e culminati nell’assalto piratesco al Venezuela durante il quale si è verificato il sequestro in stile mafioso del presidente Nicolas Maduro e di sua moglie Cilia Flores. Così come occorre sostenere il ruolo della Corte internazionale di giustizia e quello dei Relatori indipendenti delle Nazioni Unite come la nostra Francesca Albanese.Il diritto infatti costituisce oggi, come sempre, l’unica alternativa alla guerra e alla distruzione totale dell’umanità, come sosterremo in un dibattito con autorevoli rappresentanti della Cina, che avrà luogo martedì 20 gennaio alle ore 16 presso la Fondazione Di Vittorio, organizzato fra gli altri da Centro di ricerca ed elaborazione per la democrazia (CRED) e Costituente Terra, il meritorio progetto normativo globale promosso da Luigi Ferrajoli e altri.In questo quadro, certo per nulla confortante, un’ulteriore e per certi versi decisiva nota dolente è poi costituita dal totale nullismo dell’Unione Europea, scomparsa dai radar proprio nel momento in cui sarebbe stato più necessario un suo ruolo positivo, per contenere le spinte alla guerra e promuovere il dialogo con la Cina e i BRICS. Le attuali classi dominanti europee, impersonate da personaggi di assoluto squallore intellettuale, politico e morale, tentano di scimmiottare gli Stati Uniti, spingendo l’acceleratore sul riarmo, ovviamente a beneficio del complesso militare-industriale che le controlla.Pur prendendo atto che le velleità espansionistiche di Trump non rispettano certo le frontiere europee (vedi Groenlandia) e parlando, per bocca del ministro degli Esteri tedesco di relazioni transatlantiche “in via dì dissoluzione”, i pavidi e stolidi governanti europei fanno l’opposto di ciò che sarebbe necessario ed urgente fare a vantaggio dei loro sfortunati popoli e della pace mondiale. E cioè abbandonare definitivamente Stati Uniti e Nato, dimissionare Zelensky e la sua cricca per salvare l’Ucraina, riprendere l’iniziativa per fermare il genocidio e affermare il diritto all’autodeterminazione del popolo palestinese, consentire una rifondazione democratica e pacifica dell’Iran nel rispetto dei suoi orientamenti internazionali, rilanciare più in generale la cooperazione internazionale per avviare a soluzione i problemi epocali delle guerre e del riarmo, della salvaguardia climatica e ambientale, della miseria crescente di strati enormi della popolazione, anche nell'”opulento” Occidente.Queste le sfide da affrontare se abbiamo a cuore il futuro, che o sarà condiviso o non sarà.L'articolo Trump porrà fine all’umanità? Non è del tutto sprovveduto, sugli Stati Uniti vari pericoli proviene da Il Fatto Quotidiano.