La battaglia legale sull’eredità di Michael Jackson continua a infiammare i tribunali di Los Angeles e a dividere l’opinione pubblica: gli avvocati degli esecutori testamentari del Re del Pop hanno chiesto oltre 115mila dollari tra spese e parcelle legali, riaccendendo lo scontro con la figlia Paris Jackson, che da mesi accusa i responsabili del patrimonio ereditario di irregolarità e gestione poco trasparente dell’eredità del padre.La richiesta degli esecutori: conti alla manoSecondo quanto emerge dai documenti depositati lo scorso 9 gennaio, gli avvocati di John Branca e John McClain, storici esecutori testamentari dell’eredità di Michael Jackson, hanno presentato una dettagliata rendicontazione delle spese sostenute nel corso della causa.Nel dettaglio, vengono richiesti 93.924,63 dollari in parcelle legali e 1.238,39 dollari di costi accessori, relativi in gran parte alla anti-SLAPP motion presentata e vinta lo scorso anno. Questo tipo di mozione, prevista dalla legge californiana, serve a bloccare cause ritenute infondate o finalizzate a intimidire la controparte, e garantisce a chi vince il rimborso delle spese legali. Proprio la vittoria su questo fronte ha dato agli esecutori il diritto di chiedere la restituzione dei costi sostenuti, ora formalmente quantificati davanti al giudice.Nicola Peltz e Brooklyn Beckham: è stata lei ad allontanarlo dai genitori? Tutta la veritàLe accuse di Paris Jackson e la risposta degli erediTutto nasce dalle accuse mosse da Paris Jackson nel luglio 2025, quando la 27enne aveva presentato una petizione sostenendo che gli esecutori avessero abusato del loro ruolo, gonfiando compensi e parcelle a proprio vantaggio. Secondo Paris, solo nel 2021 Branca e McClain avrebbero incassato oltre 10 milioni di dollari, una cifra che, a suo dire, avrebbe superato di gran lunga quanto distribuito ai membri della famiglia attraverso i fondi previsti per i beneficiari.Accuse pesanti, che sono state però in parte respinte dal tribunale proprio grazie alla anti-SLAPP motion accolta lo scorso novembre. Si tratta di una decisione che ha rappresentato un punto a favore per gli esecutori testamentari Branca e McClain, ma certamente non la fine del conflitto con Paris.Foto: Instagram @parisjackson“Una manovra per arricchirsi”: la replica della figlia di MIchaelLa risposta di Paris Jackson non si è fatta attendere: attraverso un portavoce, la figlia del Re del Pop ha definito la richiesta dei 115mila dollari l’ennesimo tentativo di drenare risorse dall’eredità di famiglia, accusando i due esecutori testamentari e i loro legali di usare “ogni strumento possibile” per continuare a incassare denaro. Paris ha ribadito di non voler arretrare di un passo e di essere determinata a proseguire la battaglia legale per ottenere trasparenza, correttezza e responsabilità nella gestione del patrimonio del padre.Un’eredità da record: da debiti a imperoAlla morte di Michael Jackson, avvenuta il 25 giugno 2009, la situazione finanziaria dell’artista era tutt’altro che rosea. Il cantante lasciò oltre 500 milioni di dollari di debiti, un fardello che sembrava destinato a travolgere definitivamente il suo patrimonio.Gli esecutori testamentari rivendicano però di aver trasformato quella che definiscono una “eredità in crisi” in un colosso dell’industria musicale, grazie a operazioni commerciali, accordi sui diritti e una gestione che avrebbe moltiplicato il valore del catalogo del Re del Pop. Secondo i documenti presentati in tribunale, inoltre, Paris Jackson avrebbe già ricevuto circa 65 milioni di dollari in benefici complessivi, una cifra che gli Branca e McClain citano come prova per difendere la legittimità del loro operato.Pandorogate, Chiara Ferragni prosciolta: cade l’accusa di truffa aggravataFoto: Instagram @parisjacksonUna battaglia che divide l’opinione pubblicaL’opinione pubblica si divide: da una parte chi sostiene Paris, convinto che la figlia del Re del Pop abbia il diritto di chiedere chiarezza su come viene gestito uno dei patrimoni più importanti della storia della musica. Dall’altra parte c’è chi invece difende gli esecutori testamentari Branca e McClain, ritenuti responsabili del clamoroso rilancio economico del marchio Michael Jackson dopo la sua scomparsa.Molti sono i dubbi, quel che è certo è che la battaglia tra le due parti è tutt’altro che conclusa. Tra documenti, parcelle milionarie e accuse incrociate, l’eredità del Re del Pop continua a dividere e a far parlare quasi diciassette anni dopo la sua morte. E mentre i giudici sono chiamati a fare chiarezza, il nome Jackson resta ancora una volta al centro di una storia fatta di fama, denaro e conflitti familiari che sembrano non avere fine.Police, Sting e la causa da 3 milioni di dollari: la battaglia legale si riaccende| Da Rumors.it