AGI - La cultura è "il motore e il collante della civiltà" ed è il principale "strumento di convivenza, di dialogo e dunque di pace". Sergio Mattarella partecipa all'inaugurazione de L'Aquila Capitale italiana della Cultura 2026 e ricorda i tanti motivi di preoccupazione che l'attualità propone: dalle guerre in atto che portano morte e devastazione, alla "volontà di dominio sugli altri", al riapparire di "strategie predatorie che pensavamo archiviate dal Novecento". L'invito del Presidente della Repubblica è dunque quello di consentire alla cultura "di svilupparsi, di farsi strada, di seminare e lasciare tracce" perché, insiste, "investire in cultura vuol dire investire nella comunità, nello sviluppo della coscienza civile, vuol dire investire in democrazia". Il Capo dello Stato saluta e ringrazia le tante autorità presenti, dal ministro della Cultura, Alessandro Giuli, al titolare dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, e ricorda anche "i benefici che l'economia trae dalla cultura".Aree interne, nuove tecnologie e sostenibilitàNel suo intervento non dimentica l'importanza delle aree interne, il loro ruolo per lo sviluppo del Paese, e le sfide che attendono risposte, a iniziare da quelle imposte dalle nuove tecnologie che "devono aiutarci anche a rendere più vivibili e connessi i luoghi più lontani, devono aprire la porta a modi di produrre e di vivere più sostenibili". Il cambiamento va però "affrontato preservando e attualizzando i valori umani e civili che sono frutto di grandi conquiste e grandi sacrifici", avverte Mattarella che sprona tutti a contrastare anche "le esclusioni, le marginalità, gli squilibri territoriali e ambientali" per "rafforzare la coesione e dunque l'unità dell'Italia".L'Aquila 2009: ricostruzione e capitale del perdonoRicordando poi il devastante terremoto che colpì la città nel 2009, il Presidente della Repubblica si dice certo che il titolo di Capitale della Cultura contribuirà a completare l'opera di ricostruzione e di pieno rilancio dell'Aquila, "un'impresa di successo che appartiene anzitutto ai suoi cittadini e che sta a cuore a tutto il Paese", afferma. Cita poi Papa Francesco e il rito della Perdonanza "segno universale che rappresenta questa città nella storia" e che fa dell'Aquila "capitale del perdono, e dunque capitale di pace e riconciliazione", come disse il Pontefice nel 2022.Cultura come rifiuto dell'ostilità e seme di fiducia"C'è tanto bisogno di questo seme nel mondo in cui ci troviamo. Un seme che può rendere ancora più prezioso e affascinante l'anno da Capitale italiana della cultura. Cultura - scandisce - è rifiuto di ogni forza ostile che cerchi di comprimere l'umanesimo e dobbiamo saper attingere e ispirarci alle nostre radici". L'augurio che infine lascia a chi lo ascolta è quello "di contribuire a riempire sapientemente i vuoti di questo cambiamento d'epoca. Le arti, gli spettacoli, le iniziative a carattere educativo e sociale - conclude - produrranno certamente opportunità per dare fiducia e per immetterla nella comunità".