Donald Trump ha annunciato la formazione del Board of Peace per Gaza. Un’organismo internazionale che, nelle intenzioni del presidente statunitense, dovrebbe rappresentare un «nuovo e audace approccio» alla risoluzione dei conflitti globali, a partire dal Medio Oriente. Gli inviti sono stati spediti due giorni fa e la composizione del Consiglio è stata selezionata personalmente da Trump, che ne assumerà la presidenza. La lettera di invito, firmata dal presidente americano e indirizzata ai membri chiamati a far parte del Consiglio, è stata resa pubblica su X dal presidente argentino Javier Milei. «È un grande onore aver ricevuto l’invito», ha commentato Milei, confermando la disponibilità dell’Argentina a partecipare come Stato membro fondatore. Nel testo, Trump richiama il «Piano globale per porre fine al conflitto a Gaza», annunciato il 29 settembre 2025 e articolato in una roadmap di 20 punti. Secondo quanto riportato nella lettera, il piano avrebbe ottenuto un’ampia adesione internazionale, culminata con l’adozione della Risoluzione 2803 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite il 17 novembre successivo.«Ora è giunto il momento di trasformare questi sogni in realtà», scrive Trump nella missiva. Il Board of Peace viene descritto come «il più impressionante e determinante Consiglio mai assemblato», destinato a operare sia come nuova organizzazione internazionale sia come amministrazione di governo transitoria. «Il nostro sforzo – si legge – riunirà un gruppo distinto di nazioni pronte ad assumersi la nobile responsabilità di costruire una pace duratura, un onore riservato a coloro che sono pronti a guidare con l’esempio e a investire in un futuro sicuro e prospero per le generazioni a venire». Trump conclude la sua lettera esprimendo l’auspicio di una cooperazione di lungo periodo, finalizzata al raggiungimento di «pace mondiale, prosperità e grandezza durature per tutti».January 17, 2026 Da Tony Blair a Marc Rowan fino a Ajay BangaDel consiglio direttivo fondatore faranno parte Marc Rowan, a capo di una grande società di private equity, il presidente della Banca Mondiale Ajay Banga e il consigliere per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti, Robert Gabriel. Secondo una dichiarazione della Casa Bianca, a ciascun membro sarà affidato un portafoglio «essenziale per la stabilizzazione di Gaza e per il suo successo a lungo termine». Dentro anche l’ex primo ministro britannico Tony Blair, che ha fatto sapere di sentirsi «onorato» per la scelta del presidente statunitense Trump di includerlo nel nuovo consiglio direttivo incaricato di contribuire alla ricostruzione di Gaza. «Ringrazio il presidente per la sua leadership nell’istituzione del Board of Peace e sono onorato di essere stato nominato nel suo Consiglio esecutivo», ha dichiarato Blair all’Afp. Il suo nome, inizialmente indicato come uno dei più probabili membri del Consiglio di Pace, era stato tuttavia oggetto di ripetute incertezze nelle settimane successive all’annuncio del piano di pace in 20 punti per la Striscia.Erdogan, Al-Sisi e l’emiro del Qatar nel ConsiglioTra i leader invitati a far parte del Board of Peace figurerebbe anche il presidente turco Recep Tayyip Erdogan. La notizia è stata riferita da fonti diplomatiche citate dal quotidiano israeliano Haaretz. Oltre alla Turchia, l’invito sarebbe stato esteso anche agli altri due Paesi che svolgono un ruolo di mediazione nella crisi di Gaza: l’Egitto e il Qatar. Il presidente egiziano Abdel Fattah Al-Sisi, secondo quanto reso noto dal ministro degli Esteri del Cairo, starebbe attualmente esaminando «tutti i documenti ricevuti», mentre il Qatar dovrebbe essere rappresentato dall’emiro Tamim bin Hamad Al Thani.Gli altri membri Il Consiglio, previsto nella fase due del piano statunitense per Gaza, dovrebbe comprendere anche leader o rappresentanti di diversi Paesi occidentali. Tra questi figura l’Italia, rappresentata dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha sottolineato come «l’Italia abbia sempre dato e continui a dare la propria disponibilità a svolgere un ruolo di primo piano». In base a quanto riferisce la Bbc, citando media canadesi e alti funzionari governativi, al primo ministro canadese Mark Carney sarebbe stato chiesto di entrare a far parte del Consiglio e avrebbe manifestato l’intenzione di accettare l’invito.L’iniziativa si colloca all’interno di un più ampio percorso diplomatico promosso dagli Stati Uniti per il dopoguerra. In questo contesto, al Cairo hanno preso il via anche le prime riunioni del Comitato Nazionale Palestinese incaricato della gestione della Striscia di Gaza, un organismo composto da 15 membri e guidato da Ali Shaath, ex viceministro dell’Autorità Nazionale Palestinese. A tenere i rapporti tra il Board of Peace e il comitato tecnico sarà Nickolay Mladenov, ex inviato Onu per la pace in Medio Oriente (dal 2015 al 2020) ed ex ministro degli Esteri bulgaro.Il possibile allargamento a Ucraina e VenezuelaSecondo quanto riportato dal Financial Times, l’amministrazione Trump starebbe inoltre valutando l’ipotesi di ampliare il mandato del Board oltre Gaza, includendo altri scenari di crisi come l’Ucraina e il Venezuela. Un’ipotesi che, tuttavia, avrebbe suscitato perplessità tra diplomatici occidentali e arabi, preoccupati per l’estensione di un mandato considerato già molto ambizioso. Per la Casa Bianca, invece, il nuovo organismo potrebbe rappresentare un «potenziale sostituto dell’Onu», una sorta di piattaforma parallela e non ufficiale per la gestione dei conflitti internazionali.Foto copertina: ANSA/EPA/SHAWN THEW / POOL | Il presidente Usa, Donald Trump, durante un punto stampa, 13 gennaio 2026L'articolo L’invito di Trump per il Board of Peace per Gaza, la lettera svelata da Milei: cosa c’è scritto e chi non ha ancora accettato proviene da Open.