Protesta dei giornalisti di Repubblica contro il patron del gruppo editoriale Gedi John Elkann alla mostra per i 50 anni del giornale inaugurata mercoledì all’Ex Mattatoio di Roma. Il comitato di redazione e un gruppo di redattori hanno atteso l’arrivo del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, accolto dal presidente di Exor, esponendo striscioni con le scritte “La Repubblica siamo noi. Giornalismo, dignità, indipendenza” e “Elkann non è la tua festa”, suonando fischietti e intonando il coro “Fatti vedere, Elkann fatti vedere”. Poi un sit in contro la gestione del gruppo e l’intenzione di vendere al magnate greco Theodore Kyriakou. “Dopo quasi sei anni di gestione disastrosa del gruppo editoriale”, recita un volantino distribuito dai cronisti, “l’attuale proprietario John Elkann ha deciso di vendere quel che resta di Gedi a una società di un armatore greco. È un suo diritto ed è nostro diritto e dovere pretendere alcune cose”. Seguono richieste su occupazione, garanzie democratiche e trasparenza.La rappresentanza sindacale dei giornalisti ha nel frattempo diffuso un comunicato che definisce la presenza di Elkann alla festa “un vergognoso schiaffo in faccia a Repubblica e alle sue lavoratrici e lavoratori. Siamo stati lasciati fuori dalla inaugurazione della mostra al mattatoio per i 50 anni dalla fondazione di Repubblica. Quindi chi vuole disfarsene è dentro a festeggiare, chi Repubblica la fa ogni giorno è fuori alla stregua di fastidiosi disturbatori. Probabilmente per non infastidire un editore che non si è mai degnato di incontrare le rappresentanze sindacali nel pieno della vertenza per la cessione di Gedi”, si legge.Sempre mercoledì il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all’Editoria, Alberto Barachini, è stato audito in commissione Cultura della Camera sulle trattative per la vendita del gruppo. “Ci muoviamo su notizie ufficiali, non possiamo stimolare confronti o incontri, anche se articoli di giornali ogni giorno parlano di potenziali cordate”, ha detto. “C’è la volontà ferma di tutelare i livelli occupazionali, il governo è in fase di vigilanza e ascolto. Abbiamo alcuni strumenti, come gli articoli 30, 31 e 32 del contratto di lavoro giornalistico che tutelano i trasferimenti di proprietà e gli occupati”. Il Gruppo Antenna di Kyriakou, ha ricordato, “in fase preliminare ha assicurato l’intenzione di rilevare l’intero gruppo Gedi, Stampa compresa, facendo capire che alcuni asset sono ritenuti strategici” e altri potrebbero essere “oggetto di eventuali manifestazioni di interesse” da parte di terzi. “A domanda precisa – ha poi aggiunto riferendosi all’incontro con l’editore Kyriakou – mi ha risposto che un imprenditore che arriva per la prima volta in un Paese non arriva per licenziare”.L'articolo Protesta dei giornalisti di Repubblica contro Elkann alla festa per i 50 anni del giornale: “Chi vuol disfarsi del giornale festeggia, noi fuori” proviene da Il Fatto Quotidiano.