Durissima invettiva del filosofo Massimo Cacciari contro la destra di governo, con una poderosa frecciata aggiuntiva al centrosinistra. Ospite di Otto e mezzo (La7), Cacciari commenta le parole del leader di Italia Viva, Matteo Renzi, sui 23 milioni di euro che la presidenza del Consiglio ha destinato agli uffici di diretta collaborazione e ai ministri senza portafogli, raddoppiando i livelli di 10 anni fa e sfondando così il tetto delle uscite.Amaro il commento dell’ex sindaco di Venezia: “I lavoratori a reddito fisso e pensionati in questo paese hanno un potere d’acquisto paragonabile a quello del 1990. E questo non è una crisi generale, perché in tutti gli altri paesi europei gli stipendi in termini reali sono più o meno aumentati. È un paese in decadenza da tutti i punti di vista: sociale, economico, tecnologico, culturale. E la Meloni viene a raccontarci dalla mattina alla sera le frottole più incredibili, descrivendo una situazione che non esiste, che non esiste”.E rincara, citando la celebre frase della commedia filosofica “La vida es sueño”, scritta nel 1635 da Pedro Calderón de la Barca: “Con questa narrazione, assieme all’impotenza delle opposizioni, raccatta pure voti. “La vita è sogno”, diceva quel tipo. La Meloni a narrare la nostra vita come un sogno. E la gente ci crede. Qui abbiamo Matteo Renzi. Bisognerebbe fare anche a lui questa domanda: perché? Perché forse perché dall’altra parte non c’è una narrazione del reale sufficientemente forte e con una proposta alternativa sufficientemente credibile”.Il filosofo poi si sofferma sui nuovi fondi stanziati dal governo Meloni sulla sicurezza: “L’indirizzo culturale e politico che emerge da questi provvedimenti è quanto di più arcaico, di decrepito dal punto di vista culturale, di più reazionario nel senso tecnico del termine, si possa immaginare, cioè l’idea che, incrementando le pene, tu riesca a combattere i fenomeni di delinquenza. È una palla. È una colossale palla statistica e culturale. È dimostrato in tutto il mondo che non c’è nessuna corrispondenza tra una strategia di aumento delle pene e la riduzione dei fenomeni di delinquenza“.Cacciari spiega: “È evidente nello spirito del dispositivo che lì si mira a poter perquisire e prendere rapidamente la gente, anche andando nelle case di coloro che sono sospettati di poter poi essere pericolosi nel corso di una manifestazione. Cioè è un provvedimento totalmente di destra, pura e semplice, contro la quale o l’opposizione fa un’opposizione radicale oppure vada a casa anche lei“.Il filosofo infine allerta sulla catastrofe culturale e giuridica causata dalle destre: “Il problema della sicurezza va impostato in modo serio. Ad esempio, , la questione drammatica dei femminicidi: aumentando le pene, tu riduci questo fenomeno culturalmente complesso e straordinariamente grave? Non lo affronti con le pene, lo affronti con altri strumenti e così per ogni forma di reato ci possono essere strumenti alternativi alla pena. Questa – conclude – è cultura giuridica normale in questo benedetto Occidente e l’ondata di destra che ci sta travolgendo sta mandando a puttane anche questi fattori elementari di una cultura giuridica che si era affermata in Occidente e anche negli stessi Stati Uniti fino ai Trump”.L'articolo Cacciari a La7: “Da Meloni solo frottole incredibili. La destra sta mandando a pu**ane la nostra cultura giuridica” proviene da Il Fatto Quotidiano.