L’aumento più inspiegabile è quello per le spese della struttura di missione per il contrasto alla scarsità idrica. Nel bilancio della presidenza del Consiglio dei ministri pubblicato a metà gennaio da Giorgia Meloni erano indicati 252.352 euro nel 2025. La previsione per il 2026 è invece di 252.353 euro, un euro in più (il prezzo di una bottiglietta d’acqua).È davvero difficile immaginare a chi sia venuto in mente di concedere quell’euro extra e perché. Non si sa nemmeno con chiarezza chi ne potrà beneficiare. Perché il commissario in carica, Nicola Dell’Acqua, che con quel cognome deve essere sembrato l’uomo giusto per combattere la siccità, era stato prorogato fino al 31 dicembre 2025. Ma alla vigilia di Natale il Consiglio dei ministri ha nominato Dell’Acqua alla guida di Arera, dove ha preso servizio dal primo gennaio scorso. E non è stato nominato ancora un suo successore all’emergenza idrica: sul sito del commissariato Dell’Acqua risulta ancora al suo vecchio posto, pronto a godersi quell’euro extra.Nicola Dell’Acqua, Commissario per l’emergenza idrica e presidente Arera. Foto AnsaIl tesoretto di Giorgia è di 5,7 miliardi di euro, con un aumento di 331,7 milioni rispetto al 2025Il bilancio di Palazzo Chigi ammonta a circa 5,7 miliardi di euro, con un aumento di 331,7 milioni di euro rispetto all’anno precedente in gran parte dovuti ai maggiori investimenti in alcuni settori decisi dalla legge di bilancio. Così 19 milioni extra vanno a Casa Italia, mentre aumentano di 17,5 milioni i fondi per le pari opportunità, di 63,5 milioni alle politiche per la famiglia, di 47,2 milioni alle politiche giovanili, di 47,5 milioni allo sport, di 39,3 milioni alla Protezione civile e di poco meno di 10 milioni alle politiche del mare. In compenso vengono tagliati di 3,8 milioni i fondi per la funzione pubblica, di quasi 2 milioni di euro i fondi per gli affari regionali, di 14,78 milioni di euro quelli per l’innovazione tecnologica, di 29,8 milioni quelli per le politiche spaziali ed aerospaziali e di 30,5 milioni di euro.Nonostante la spending review di Giorgetti salgono le spese voluttuarie della presidenzaA fare la parte del leone però è il segretariato generale di Palazzo Chigi, la struttura che sovrintende al personale, alle esigenze della Meloni e dei ministri e sottosegretari della presidenza del Consiglio, cui va nel 2026 uno stanziamento di 734,4 milioni di euro contro i 571,073 milioni del 2025. Gran parte di questa somma extra – 109 milioni di euro – è per interventi che seguono la legge di Bilancio, ma non è piccolo nemmeno l’aumento per le spese di funzionamento, che sono quelle tipiche della struttura di supporto alla premier, personale compreso: lo stanziamento per l’anno in corso è di 388,5 milioni di euro contro i 366,8 milioni del 2025, con un aumento quindi di 21,7 milioni di euro nonostante il taglio del 5% che il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha imposto alla spesa voluttuaria di tutti i ministri, Meloni compresa.Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti (Foto Ansa)L’inflazione morde anche la Meloni: su tutte le bollette, aumenta anche il costo della benzinaAumenta il costo della struttura di vertice della presidenza del Consiglio che per segretario generale e suoi vice passa da 476.491 a 610.881 euro. I 134.390 euro più dell’anno precedente si spiegano con il numero dei vicesegretari generali, passato da 3 a 4. Poi anche nel cuore del governo si sente il tema inflazione: le spese per utenze gas, acqua ed elettricità aumentano di 659.114 euro passando da 7,34 a 8 milioni di euro. In compenso scendono quelle telefoniche di 230 mila euro grazie a contratti meno onerosi sulla telefonia mobile. Sale però la spesa per carburante e pedaggi autostradali delle auto blu: passa da 135 mila a 175 mila euro (40 mila euro in più). E cresce un pochino (32.400 euro) anche quella per le pulizie del palazzo e per la derattizzazione.Anche se si lamenta spesso dei giornalisti, la Meloni non si perde un loro articolo: la spesa per acquisto di giornali cartacei e per abbonamenti a testate on line lievita di 15 mila euro, passando da 90 mila a 105 mila euro. Se si pensa che era di 65 mila euro nel 2024, in due anni è lievitata del 61,53%.Rifornimento di benzina. Foto AnsaDerrate alimentari e buoni pasto, a Palazzo «è tutto un magna-magna»C’è poi un capitolo di spesa che letteralmente esplode, ed è quello per l’«acquisto di beni di consumo e servizi strumentali al funzionamento degli uffici e per le esigenze istituzionali e di decoro delle autorità politiche presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri», che passa da 1,450 a 2,7 milioni di euro con un aumento di 1,250 milioni di euro che si somma ai 250 mila euro di aumento dell’anno precedente.La ragione non è spiegata nella nota che accompagna il bilancio, ed è difficile da comprendere anche perché questo era il capitolo di spesa per eccellenza sottoposto alla spending review di Giorgetti, e quindi avrebbe dovuto essere tagliato del 5%. Dentro però c’è un po’ di tutto: dalle derrate alimentari per i frigo bar, alle capsule di caffè per le macchinette, agli arredi degli uffici. Certo il costo dei beni alimentari è esplodo in questi anni, ma non spiega questo scostamento. E visto che sale di 500 mila euro anche la spesa per i buoni pasto del personale, che passa da 4,5 a 5 milioni di euro (erano 3,8 nel 2024), non ci si deve sorprendere se poi si rafforza l’antico detto secondo cui a Palazzo «è tutto un magna-magna».L'articolo Le scorte alimentari e i buoni pasto che schizzano, le bollette luce e gas che esplodono e la benzina più cara: ecco perché nel 2026 Giorgia Meloni a Palazzo Chigi costa più di sempre proviene da Open.