Lega Serie A sfida Cloudflare. Stretta sul calcio pirata dopo la multa Agcom

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Lega Serie A contro i giganti del web: la stretta sul calcio pirata non ammette eccezioni. Sfida a Cloudflare dopo la multa Agcom da 14 milioni, rafforzando la stretta sul calcio pirata e chiedendo responsabilità diretta ai giganti del web La battaglia per la legalità nel calcio italiano ha raggiunto un nuovo, tesissimo livello di scontro, trasformandosi in una vera e propria sfida aperta tra le istituzioni sportive nazionali e i colossi tecnologici globali. Al centro della contesa si staglia il duro botta e risposta tra la Lega Serie A e Cloudflare, uno dei principali fornitori mondiali di servizi di rete, recentemente sanzionato dall'Agcom con una multa di 14 milioni di euro per aver ripetutamente ignorato le norme a tutela del diritto d'autore online. La reazione di Matthew Prince, CEO dell'azienda statunitense, che attraverso i social ha evocato una possibile sospensione degli investimenti sul mercato italiano, ha scatenato la ferma replica di Luigi De Siervo, Amministratore Delegato della Lega Serie A. De Siervo al Sole 24 Ore nell'intervista raccolta da Andrea Biondi, non ha usato giri di parole per definire inaccettabile la posizione assunta dal vertice di Cloudflare, riscontrando nelle parole di Prince un approccio che rasenta la sfida alle sovranità nazionali. L'amministratore delegato ha infatti evidenziato come l'atteggiamento dell'azienda rifletta una pericolosa pretesa di estraneità rispetto al quadro normativo comunitario. «Ho visto solo molta aggressività e un senso di superiorità rispetto a un sistema di regole europee. Nessuna azienda può pensare di essere al di sopra delle leggi», ha dichiarato De Siervo, ribadendo con forza che il confronto non può essere inquinato da minacce di ritorsione. Per la Lega, il punto focale non è una disputa tecnica, ma una questione di responsabilità civile e giuridica nell'era digitale: l'obiettivo non è la censura, ma la garanzia che le infrastrutture tecnologiche non diventino porti franchi per l'illegalità. Il cuore della strategia di De Siervo risiede nella demistificazione del concetto di neutralità tecnologica, spesso utilizzato dai provider per sottrarsi a controlli più stringenti. Secondo l'AD della Serie A, evocare vendette o ritorsioni commerciali dimostra solo un atteggiamento arrogante che complica inutilmente il dialogo istituzionale. Il contrasto alla pirateria deve essere inteso come la difesa di un'economia legale contro un'industria criminale che muove miliardi di dollari su scala globale. «Contrastarla non ha nulla a che vedere con la libertà di parola o con questioni geopolitiche: riguarda solo profitti enormi costruiti sull'illegalità», ha precisato il dirigente, aggiungendo che la tecnologia per bloccare i flussi illegali in modo mirato esiste già, come dimostrato dalla collaborazione di altri fornitori, ma necessita di una reale volontà di cooperazione. Questa linea di fermezza non si limita però ai soli grandi distributori di contenuti, ma scende in profondità fino a colpire l'utente finale, rompendo quel velo di apparente impunità che ha protetto per anni i consumatori di piattaforme illegali. La Lega Serie A ha infatti avviato una massiccia operazione di risarcimento danni, inviando oltre duemila comunicazioni formali ad altrettanti utenti identificati dalle indagini della Guardia di Finanza. A ciascuno di loro viene chiesta una somma di mille euro come ristoro per i danni causati al sistema calcio. Si tratta di un passo decisivo per eliminare quelle "zone grigie" in cui molti appassionati hanno creduto di poter agire indisturbati. Oltre all'aspetto economico, De Siervo ha sollevato un tema cruciale legato alla sicurezza informatica e alla protezione dei dati personali, spesso sottovalutato da chi usufruisce di servizi pirata. L'illusione di restare invisibili dietro uno schermo è destinata a infrangersi contro la realtà delle tracce digitali, che restano indelebili e ricostruibili anche a distanza di anni. Utilizzare canali illeciti non solo danneggia il calcio, ma espone gli utenti a rischi concreti: «Ogni volta che si compie una transazione illegale online si consegnano i propri dati a circuiti opachi, che possono usarli o rivenderli», ha avvertito l'AD, mettendo in guardia sulla natura oscura dei soggetti che gestiscono queste piattaforme. I dati economici, d'altronde, giustificano questo investimento massiccio nel contrasto alla pirateria, dato che i diritti televisivi e radiofonici rappresentano circa il 38% del valore della produzione per la Serie A. Nonostante lo scetticismo di chi riteneva che la linea dura non avrebbe portato nuovi abbonati, i risultati di questa stagione sembrano dare ragione ai vertici della Lega. I numeri indicano una netta inversione di tendenza: gli abbonati alla piattaforma Dazn sono in crescita a doppia cifra e l'audience complessiva della Serie A ha registrato un incremento compreso tra il 15% e il 20%. Questi indicatori confermano che il prodotto calcio mantiene un alto valore di mercato e che, quando l'accesso illegale viene reso complesso e rischioso, una fetta significativa di pubblico sceglie consapevolmente di tornare nei binari della legalità.L'articolo Lega Serie A sfida Cloudflare. Stretta sul calcio pirata dopo la multa Agcom proviene da Digital-News.it.