Friedkin-Gasp: il summit che ridisegna la Roma

Wait 5 sec.

L’aereo è ripartito per Londra, ma Ryan Friedkin è ancora qui. O almeno così si suppone. Da quando il vicepresidente giallorosso è sbarcato a Ciampino venerdì sera, la sua presenza nella Capitale è rimasta avvolta in una strana nebulosità: nessuno lo ha visto a Trigoria, mentre il fratello Corbin è stato avvistato nei corridoi del centro sportivo. Apparizioni e sparizioni che non fanno che alimentare la curiosità intorno a un incontro che tutti, a partire da Gian Piero Gasperini, considerano urgente e improcrastinabile.Perché la Roma, al di là della corsa Champions che ancora anima le ultime giornate di campionato, ha un cantiere aperto di proporzioni notevoli. E il tempo stringe. Gasperini vuole risposte. Il tecnico bergamasco ha preso la panchina giallorossa con l’autorevolezza di chi non si accontenta di gestire l’ordinaria amministrazione. In poche settimane ha già ridisegnato gli equilibri interni, ottenuto la sfiducia pubblica nei confronti del ds Massara e convinto la proprietà che la Roma del futuro debba costruirsi attorno alla sua visione. Ma una visione, per diventare progetto, ha bisogno di strutture. E Gasperini le strutture non le ha ancora.La prima, urgentissima, è quella del direttore sportivo. Massara è in uscita — una situazione a dir poco anomala, sfiduciato ma ancora al suo posto — e il tecnico preme per accelerare la nomina del suo successore. I nomi in cima alla lista restano due: Tony D’Amico, con cui Gasperini ha lavorato all’Atalanta tra contrasti accesi e risultati straordinari, e Giovanni Manna, apprezzato per il lavoro svolto al Napoli a fianco di Antonio Conte. Profili di altissimo livello, ma entrambi blindati dai rispettivi club: D’Amico ha ancora un anno di contratto con l’Atalanta, Manna addirittura tre con il Napoli. Liberarli non sarà semplice né economico.  In calo, nel frattempo, le quotazioni di Paratici, ormai centrale nel progetto Fiorentina, e di Giuntoli, che pure — essendo senza contratto — potrebbe rappresentare una soluzione rapida e di curriculum inattaccabile, se le prime scelte dovessero restare bloccate.Il summit tra Friedkin e Gasperini dovrà affrontare almeno cinque fronti aperti. Il primo è appunto quello del ds. Il secondo riguarda i rinnovi: dopo le fibrillazioni delle scorse settimane, Cristante e Mancini hanno già trovato l’accordo, Hermoso aspetta solo che scatti la clausola unilaterale entro il 30 giugno. Ma i casi più delicati restano Pellegrini e Dybala.Sul capitano giallorosso, Gasperini ha da sempre espresso una preferenza netta: il numero 7 rientra nel suo progetto tattico e umano. Trovare un’intesa sembra possibile, anche se i 6 milioni attuali (bonus compresi) verranno inevitabilmente ridiscussi. Per Dybala il discorso è più articolato: l’argentino non ha alcuna voglia di lasciare Roma, e il club sta ragionando su una formula mista — base fissa intorno ai 2 milioni, poi bonus legati a presenze, gol, assist e obiettivi. Un contratto a gettone, in sostanza, che rispecchia la discontinuità fisica della Joya e che potrebbe accontentare entrambe le parti.La terza questione è quella, spinosa, del Settlement Agreement con la UEFA: entro il 30 giugno la Roma dovrà centrare una quota di plusvalenze, inferiore agli 80 milioni ma comunque significativa. I candidati alla partenza? Koné è il principale indiziato, ma occhio anche a Soulé — che a bilancio vale ancora una quindicina di milioni e ha mercato in Premier League, con l’Aston Villa in prima fila — e ad altri profili già ampiamente ammortizzati come Pisilli, Ndicka e Svilar.LEGGI ANCHE – Soulè, la Premier si fa avanti: la Roma fissa il prezzoIl quarto nodo è quello dello staff: almeno il 60% di quello attuale è composto da uomini di Ranieri. Una transizione che andrà gestita con delicatezza. Infine, il mercato: Gasperini ha già le idee chiare. Servono un terzino sinistro (Angeliño partirà), due esterni d’attacco a sinistra e uno a destra, e — se dovesse partire Koné — un centrocampista con caratteristiche diverse ma di pari rendimento.C’è però una domanda che aleggia su tutto il resto, e che la scelta del ds contribuirà a chiarire: i Friedkin intendono inserire anche un Ceo, vacante da un anno e mezzo dopo l’addio della Souloukou? Se la risposta fosse no, la Roma sarebbe di fatto nelle mani di Gasperini. Un modello inedito per i proprietari americani, anomalo per il calcio italiano, ma tutt’altro che sconosciuto nel panorama europeo: il tecnico-manager che governa club e spogliatoio è una figura che in Premier League ha già prodotto capolavori. Per ora, però, bisogna ancora sedersi allo stesso tavolo. E che Ryan Friedkin lo faccia presto è, più che una speranza, una necessità.LEGGI ANCHE – Alajbegovic, Friedkin dice sì: parte l’assalto da 30 milioniFonti: Il Tempo / Il Messaggero/ Corriere della Sera / GasportL'articolo Friedkin-Gasp: il summit che ridisegna la Roma proviene da Giallorossi.net | Notizie AS Roma, Calciomercato ed Esclusive.