Garlasco, l’altra verità su Sempio: “Non è Chiara: chi è la ragazza delle chat”

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Sapete perché su questo nostro sito predichiamo sempre calma e gesso, quando si parla di Garlasco, delle nuove rivelazioni e delle accuse contro Andrea Sempio? Perché dalla mostrificazione dell’assassino perfetto ci siamo già passati ai tempi di Alberto Stasi, il ragazzo “dagli occhi di ghiaccio”, dipinto da tutti come il killer e infine pure condannato da un tribunale in via definitiva. Ma se oggi l’abito da assassino sembra calzare a pennello su Andrea Sempio, e tutti i giornali sono lì a correre dietro alle chat di quando era un ragazzino, allora 18 anni fa qualcuno si era sbagliato. Oppure si sta sbagliando oggi. Quindi calma, gesso e sangue freddo.Ieri i quotidiani erano pieni zeppi dei messaggi che il giovane Sempio scriveva nel forum “Italian Seduction” col nickname di Andreas, dal 7 novembre 2009 al 1° novembre 2016. Titoli a caratteri cubitali su quella frase “l’unica volta che mi sono innamorato è capitato in un momento oscuro della mia vita, tra i 18 e i 20”. Cioè ai tempi dell’omicidio di Chiara Poggi. Oppure: “Quando la mia one-itis mi ha rifiutato e la conseguente figura di m…. storica. Ragazzi che batosta”. E ancora: “Quando la mia one-itis ci ha provato disperatamente con me” ma a quel punto “non la cag..o praticamente più”. Automatico, nel lettore, pensare che quella ragazza di cui era “ossessionato” fosse proprio la sorella dell’amico Marco il cui presunto rifiuto sessuale, ipotizzano i pm, sarebbe alla base dell’assassinio. Il punto è che, come vanno spiegando da qualche ora i legali di Sempio, quella ragazza per cui si era preso una cotta non era Chiara. E a dimostrarlo non ci sarebbe solo la testimonianza di Angela Taccia, oggi suo avvocato ma al tempo anche sua amica, che conosceva la giovane di cui Andrea si era invaghito. Ma lo si capisce anche dalle stesse chat, riportate però solo parzialmente ieri dalla stampa.“Siamo di fronte a una strumentale mostrizzazione di Andrea Sempio, nell’imminenza dell’interrogatorio che lo riguarda. È un dato di cui terremo conto nello scegliere se farlo o non farlo rispondere”, ha detto l’avvocato Liborio Cataliotti. “Questo tentativo di mostrizzarlo è fondato sulla sua partecipazione a un forum che nulla ha a che vedere né con l’omicidio néè con la possibilità di ascrivere ai post di Andrea Sempio una personalità allineata con l’ipotesi che abbia commesso quell’omicidio“. In fondo quel forum ospitava dei post “di ragazzi timidi, introversi e con difficoltà nell’approcciarsi nel rapporto con ragazze. Il tentativo era di affidarsi a, chiamamoli maestri, che potessero insegnare a vivere rapporti interpersonali e comunque di seduzione con le ragazze con il modello dell’uomo macho, che rifugge da ogni tentativo o tendenza a rendere sentimentale la relazione”.Quei post sono un tantino ridicoli per un 20enne? Forse sì. Ma non tutti abbiamo le stesse capacità relazionali e se uno leggesse con la stessa leggerezza interpretativa i commenti odierni ai post su Istagram, probabilmente in cinque minuti troverebbe almeno 200 potenziali assassini.”Oltretutto – ha proseguito il legale – i singoli post che su alcuni giornali o siti sono stati esaltati come rappresentativi di una possibilità di movente di Sempio rispetto all’omicidio, in realtà non riguardano minimamente Chiara Poggi“. Ed ecco un esempio. Quando Andreas parla di una “passione per una ragazza”, spiega l’avvocato, “solo la lettura del prosieguo dei post rispetto a quello rappresentato mediaticamente consentono di capire molto chiaramente che non si trattava di Chiara”, ma “di una barista di una birreria”. Lo si legge proprio nelle chat. Il 15 agosto del 2012, infatti, Andreas scrive: : “Allora one itis disastrosa per una barista di una birreria, palo secco, mi dò da fare miglioro e tanto”.Intanto mancano 2 giorni alla convocazioni di Sempio di fronte ai pm di Pavia. I legali assicurano che il loro assistito si presenterà, ma non è detto che risponderà alle domande (come suo diritto). A firmare l’invito a comparire sono stati i pm pavesi Giuliana Rizza, Valentina De Stefano e Stefano Civardi. La Procura è convinta di aver raccolto prove sufficienti a localizzare Sempio sulla scena del crimine (contro di lui ci sarebbero: il Dna trovato sulle unghie della vittima, anche se per il perito non è possibile stabilire se deriva da contatto diretto o meno; la famosa impronta 33 sulla scala; i dubbi sullo scontrino che forniva a Sempio un alibi). Vedremo se saranno abbastanza solide da reggere il processo. E le contro-deduzioni della difesa.L'articolo Garlasco, l’altra verità su Sempio: “Non è Chiara: chi è la ragazza delle chat” proviene da Nicolaporro.it.