C’è un’immagine che racconta meglio di qualsiasi numero la stagione dell’Inter campione d’Italia 2025/26: Marcus Thuram che lucida la scarpa di Federico Dimarco allo Stadio Olimpico Grande Torino dopo il 18esimo assist collezionato dall’italiano (superato il record del Papu Gomez, 16, con l’Atalanta nella stagione 2019/20). Un gesto che rimanda inevitabilmente alla coppia Moriero-Ronaldo e che racchiude il senso profondo di quest’annata nerazzurra: il 21esimo scudetto porta anche la firma del ragazzo di Porta Romana.In Serie A, Dimarco ha fatto qualcosa che raramente si era visto. Non solo ha primeggiato tra i difensori, ma ha superato persino un attaccante come Lautaro Martinez per partecipazioni al gol: 6 reti e 18 assist, per un totale di 24. Un dato storico: mai nessun difensore, nell’era del campionato a 20 squadre, aveva raggiunto numeri simili. Superato anche il primato di Massimo Oddo, 20 partecipazioni nel 2005/06 con 7 gol e 13 assist.Ma Dimarco dove ha fatto il vero salto di qualità? Nel suo modo di stare in campo. Se nello scorso campionato era già un esterno di alto livello (4 gol e 9 assist), quest’anno è diventato qualcosa di diverso: un trequartista mascherato da quinto di centrocampo. I dati parlano chiaro: passaggi in avanti aumentati dal 31% al 38%, occasioni create quasi raddoppiate (da 1,5 a 2,9 a partita), big chances generate per match salite da 0,69 a 1,3. Il cambiamento più evidente è avvenuto sotto il profilo atletico. Dimarco oggi corre di più, meglio e più a lungo. I minuti medi in campo sono aumentati da 68 a 78, con ben 19 partite giocate per intero. L’anno scorso furono solo 5.Non è solo una questione di resistenza: è continuità ad alta intensità. I dati raccontano di 121 palloni recuperati, di cui 20 nella metà campo avversaria: il segno di un giocatore capace di pressare alto e incidere anche senza palla. E dietro questa evoluzione c’è la mano di Cristian Chivu. Dal suo arrivo Dimarco è stato liberato da molti compiti difensivi (uno dei suoi pochi limiti) e spinto stabilmente più avanti. Protetto dall’allargamento di Bastoni e dall’equilibrio garantito sulla fascia destra, ha potuto concentrarsi su ciò che sa fare meglio: creare gioco. E lo ha fatto con una varietà impressionante di soluzioni. Cross in movimento, passaggi filtranti, calci piazzati: ogni pallone sembra avere una traiettoria già scritta.Dei suoi 18 assist, 10 sono arrivati su azione, mentre 8 da calcio d’angolo, contribuendo a un altro record dell’Inter: 17 gol da palla inattiva. A livello europeo, solo Bruno Fernandes (19) e Michael Olise (20) hanno fatto meglio in termini di assist. Un dettaglio che rende ancora più straordinario il rendimento di un giocatore che, almeno sulla carta, dovrebbe essere un difensore. E poi c’è la continuità. Dimarco ha servito almeno un assist in 13 partite su 32, distribuendo palloni decisivi a 7 compagni diversi. Un’orchestra intera diretta dal suo piede sinistro, capace di adattarsi a ogni spartito.E c’è di più. Quest’anno Dimarco è stato anche il primo difensore a fornire almeno 5 assist (facendone persino 8) in 5 presenze consecutive nelle ultime 20 stagioni in Serie A. Prima di lui ci erano riusciti solo Antonio Cassano, Gianni Munari, Miralem Pjanic e Lorenzo Insigne. Ma ogni trasformazione ha una sua origine. Dopo l’amarissimo finale della scorsa stagione, Dimarco ha lavorato molto su se stesso: “Ho azzerato tutto per ripartire il più forte possibile. Mi sono isolato anche dai miei amici perché avevo bisogno di riflettere, pensare a cosa potevo fare diversamente e migliorare. Non solo in campo, anche a livello personale”, raccontò dopo Inter-Pisa. E in quel reset c’è probabilmente la chiave della sua rinascita: una dedizione totale, mentale prima ancora che tecnica. Nel grande racconto dello scudetto nerazzurro, il nome di Dimarco emerge come protagonista assoluto. Non solo per ciò che ha fatto, ma per ciò che rappresenta: l’evoluzione di un ruolo. E quando il pallone parte dal suo sinistro, la sensazione resta sempre la stessa: qualcosa di magico sta per succedere.L'articolo Un trequartista travestito da difensore: così il sinistro di Dimarco ha firmato lo scudetto all’Inter proviene da Il Fatto Quotidiano.