Interventi per protesi al seno in Italia, quasi 1 su 2 per motivi estetici

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Tra il primo agosto 2023 e il 31 dicembre 2025 il 44,3% degli interventi per protesi al seno in Italia è stato effettuato per finalità estetiche, contro il 55,7% per fini ricostruttivi dopo un’operazione chirurgica. La sede di Lungotevere Ripa del ministero della Salute ha ospitato il Rapporto 2025 del Registro nazionale protesi mammarie. Il Registro nazionale protesi mammarie “Il registro è un fiore all’occhio di questo ministero: uno strumento a supporto della sicurezza delle pazienti”, esordisce Francesco Saverio Mennini, capo del dipartimento della Programmazione, dei dispositivi medici, del farmaco e delle politiche in favore del Ssn. Istituito con una legge del 2012 ed entrato in vigore nel 2023, il registro prevede l’obbligo per tutti gli operatori sanitari di registrare le procedure chirurgiche effettuate entro tre giorni dall’intervento. Unicum a livello europeo, il registro consente il monitoraggio clinico delle pazienti e la possibilità di rintracciarle tempestivamente in caso di necessità. I dati sugli interventi al seno Nei primi due anni e mezzo di raccolta dei dati, sono stati rilevati 68.776 interventi realizzati da 1.672 chirurghi. Nel 97% dei casi – 66.796 interventi – è stata impiantata una protesi mammaria, mentre le restanti 1.980 operazioni hanno riguardato la rimozione della protesi. L’età media delle pazienti è di 46 anni, un dato che sale a 51,9 per gli interventi eseguiti per ragioni ricostruttive e che si attesta invece a 38,5 anni per le pazienti che si sono operate per motivi estetici. Il 37,4% degli interventi è stato eseguito in strutture pubbliche, il 33,6% in strutture private e il 29% in strutture private accreditate.Migliorare le performance del Ssn“Dal 2019 a oggi abbiamo incrementato il Fondo sanitario nazionale, passato da 114,5 a 143 miliardi . Ma accanto a maggiori risorse servono nuovi modelli organizzativi che migliorino le performance del Ssn. Il registro nazionale degli impianti protesici mammaria si inserisce in questa visione”, evidenzia il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato. Poter contare su dati certi consente infatti di “migliorare le performance sanitarie ed economiche. Ogni atto del ministero deve essere mirato alla cura, secondo il principio universalistico. Ma non possiamo dimenticare il tema della sostenibilità: avere un sistema universalistico comporta la difficoltà di renderlo sostenibile”, aggiunge Gemmato. “Questo registro è importante per la pluralità di fini che può aiutarci a perseguire”, assicura Daria Perrotta, ragioniera generale dello Stato. Non solo quindi monitoraggio clinico, controllo e rintracciabilità degli impianti, ma anche “uno strumento per la raccolta di dati necessari per valutare e monitorare la spesa pubblica: leggere i dati – conclude Perrotta – ci consente di capire come spendere al meglio le risorse a disposizione”. Un momento dell’evento al ministero della Salute. Foto: LaPresseQuesto articolo Interventi per protesi al seno in Italia, quasi 1 su 2 per motivi estetici proviene da LaPresse