Paolo Rotelli, erede del gruppo della sanità privata San Donato: “Lascio gli incarichi, faccio il rapper in Francia”

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Paolo Rotelli, erede del re della sanità privata Giuseppe e fino a pochi giorni fa presidente del primo gruppo italiano del settore, Gruppo San Donato (2,7 miliardi di fatturato), e dell’Università Vita-Salute San Raffaele, ha lasciato tutti gli incarichi per dedicarsi a tempo pieno al rap. In Francia suona nel gruppo Tracopelle Musik con il nome d’arte Mc Pao. Ha un’etichetta discografica, TractoLabel, e si esibisce indossando vistose catene d’oro e orologi tempestati di brillanti. “Confermo, lascio perché il gruppo e l’università sono per me due missioni compiute”, racconta al Corriere della Sera. “Lascio perché il mio lavoro è sempre stato creare cose nuove: anzitutto il brand, perché quando sono arrivato, la gente non sapeva che il Galeazzi, il San Raffaele, il policlinico San Donato e anche la Madonnina, insieme ad altre 16 strutture tutte accreditate, fossero parte di uno stesso gruppo d’eccellenza”.“Poi, con la tragedia della pandemia, abbiamo dimostrato di poter creare in due settimane i protocolli di cura di una malattia ignota, condividerli con tutta Europa e convertire tutti i nostri ospedali in ospedali quasi solo Covid in tre settimane”, è la sua ricostruzione. “Dopo questa crisi, il welfare è cambiato in tutta Europa e siamo dovuti diventare più attrattivi verso i pazienti solventi e assicurati. Missione compiuta anche qui e questo ciclo non cambierà per anni. Stiamo anche superando gli obiettivi del piano industriale 2030. Insomma, restava solo da lavorare bene sul quotidiano e io avevo voglia di esprimermi in altro. L’università, poi, è ormai la seconda Medical School del Paese. Tutto questo senza neanche un mio gran coinvolgimento negli ultimi due anni, perché abbiamo costruito una governance solida ed efficiente”.Alla domanda sul perché durante l’intervista non indossi l’armamentario da rapper spiega: “Quello è il personaggio, non la persona. Però, una catena ce l’ho sempre a portata di mano, la metto quando accompagno i miei artisti in discoteca o se ho una performance o se viene a trovarmi qualche rapper americano. Funziona come per i cardinali: se il cardinale ti apprezza, verrà con una croce semplice e abiti quasi civili, se vuole incutere timore reverenziale, arriva con la croce d’oro e la porpora. Lo stesso i rapper: se sono “in chill” con te, vengono in maglietta, se vogliono metterti soggezione, arrivano con ori, diamanti e il look “full catene”. Nel caso, tiro fuori anch’io la collana”.“Non so stare fermo – afferma ancora Rotelli – e nel 2022 mi è sembrato di avere tanto tempo libero. Ho ripreso a suonare con un amico dell’università e, piano piano, la cosa si è fatta più seria”. Nell’ottobre 2022, a Los Angeles, “mi dicono che si era liberato uno studio in Paramount, già pagato, disdetto all’ultimo. Vado col mio amico Antoine De Clos e facciamo tre canzoni nuove. Torniamo il giorno dopo e quello dopo ancora: nove canzoni in tre giorni. Insieme, siamo poi diventati i Tractopelle Musik. Tractopelle sta per ruspa, perché la ruspa distrugge il vecchio e costruisce il nuovo”. Poi, un mese fa, “ho sollevato il tema di lasciare il Gruppo San Donato: mi sembrava inopportuno accostargli la mia nuova immagine di artista e produttore musicale”.Dopo la sua uscita nel gruppo restano “come vicepresidente mio fratello Marco, attentissimo all’attività, e Kamel Ghribi, che è tutti i giorni sul fronte soprattutto per l’internazionalizzazione. All’università, è stata scelta una figura istituzionalmente forte, che ha accettato: l’ex ministro dell’Interno Luciana Lamorgese”.L'articolo Paolo Rotelli, erede del gruppo della sanità privata San Donato: “Lascio gli incarichi, faccio il rapper in Francia” proviene da Il Fatto Quotidiano.