Mamdani è già game over

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Zohran Mamdani, il sindaco di New York eletto nel novembre 2025 proponendo un’agenda politica di chiara ispirazione socialista, tra le tante mirabolanti promesse aveva assicurato ai suoi elettori di tassare i ricchi per risolvere il gigantesco cratere nel bilancio della città. Sono passati pochi mesi dal suo insediamento e la sua politica fiscale si è già schiantata contro la dura realtà economica. Qualche settimana fa, Mamdani ha annunciato con enfasi la prima “pied-à-terre tax” dello Stato: una tassa annuale sulle seconde case di lusso del valore superiore ai 5 milioni di dollari possedute da non residenti. L’obiettivo dichiarato era far pagare gli ultra-ricchi e le elite globali per chiudere un buco di oltre 5,4 miliardi di dollari.Il sindaco ha scelto di girare il video di annuncio proprio davanti alla penthouse da oltre 200 milioni di dollari di Ken Griffin, fondatore di Citadel, uno dei più grandi fondi speculativi al mondo. Un gesto provocatorio che ha scatenato la reazione immediata del magnate: pochi giorni dopo, Citadel ha fatto sapere che potrebbe ripensare il progetto di espansione da 6 miliardi di dollari a Midtown Manhattan, che avrebbe creato ben 15.000 nuovi posti di lavoro permanenti. In una mail aziendale, il fondo ha ricordato che i dipendenti e i manager di Citadel hanno versato 2,3 miliardi di tasse alla città e allo Stato negli ultimi cinque anni, mentre Griffin ha donato oltre 650 milioni in opere di beneficenza.  Un messaggio chiaro: se New York diventa ostile e i suoi politici sputano sui soldi che le grandi compagnie portano alle casse pubbliche, i capitali se ne vanno altrove.Griffin, che aveva già trasferito la sede di Citadel da Chicago a Miami per ragioni fiscali, non ha nascosto il fastidio. Ha addirittura programmato un incontro urgente con la governatrice dello Stato di New York, bypassando il sindaco. Ma quello di Citadel e del suo patron non è affatto un caso isolato. Sono tanti i super ricchi che stanno abbandonando New York: l’aumento progressivo della tassazione sui redditi alti, le property taxes e ora questa nuova tassa sulle seconde case stanno accelerando un esodo che erode il gettito fiscale.Secondo stime recenti, la città ha già perso miliardi in entrate tributarie proprio perché i contribuenti più facoltosi stanno iniziando a scegliere Florida, Texas o altri Stati senza imposte sul reddito. Un principio finanziario basilare, che evidentemente i socialisti ignorano: alzare le aliquote oltre un certo livello non aumenta le entrate, ma le riduce perché i contribuenti si spostano o riducono l’attività economica. Mamdani si trova ora in una condizione di difficoltà estrema. Il bilancio è in rosso, i tagli ai servizi pubblici incombono e la sua popolarità è in netto calo. La promessa di autobus gratuiti, asili nido universali e supermercati pubblici finanziati con le tasse sui ricchi si scontra con la fuga di capitali.Invece di colpire solo “gli oligarchi stranieri”, la sua politica sta colpendo l’intera economia cittadina. E così anche Javier Milei, presidente argentino e voce del liberismo internazionale, ha affondato il colpo su X. In un post e in interventi pubblici (tra cui un discorso a Mar-a-Lago), Milei ha definito Mamdani un “zurdo” (sinistro) responsabile di un disastro annunciato: “Questo è ciò che succede quando si applica il socialismo del ventunesimo secolo. I newyorkesi che vogliono prosperare saranno accolti a braccia aperte in Argentina”. Milei ha ricordato che solo eliminando il deficit e l’inflazione si crea vera ricchezza, non tassando chi la genera.Leggi anche: Buona tassa pied-à-terre a tutti Mamdani avvia la jihad contro i ricchiRicetta di un disastro economico: il sindaco Mamdani affosa New YorkLa vicenda potrebbe essere la pietra tombale delle politiche fiscali di Mamdani, che oggi inizia a lamentare una mancanza di finanziamenti da parte del governo centrale cercando così di spostare lo scontro su una disputa con Trump. Ma negli USA l’assistenzialismo statale non è mai stato ben visto. Certamente il nuovo sindaco capirà che non si può pretendere di spremere i ricchi senza che questi reagiscano spostando risorse altrove. New York rischia di trasformarsi in un monito: il socialismo non funziona nella culla di capitalismo. Mamdani invece potrebbe palesarsi come quella cometa di Halley che con cadenza ventennale si affaccia sulla politica USA: un socialista destinato a fallire così da far desistere gli elettori fino alla allucinante cometa successiva.Alessandro Bonelli, 3 maggio 2026L'articolo Mamdani è già game over proviene da Nicolaporro.it.