Una società fantasma al vertice di una rete d’imprese sulla quale far gravare il carico degli oneri tributari, contributivi e previdenziali, sistematicamente non assolti, a vantaggio delle società operative.E’ la maxi frode scoperta dai Finanzieri del Comando Provinciale di Roma che hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo, finalizzato alla confisca anche per equivalente, per un valore complessivo di circa 4,5 milioni di euro.Secondo un comunicato stampa diffuso oggi, lunedì 4 maggio, il provvedimento, emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Tivoli su richiesta della locale Procura della Repubblica, ha interessato cinque persone fisiche e tre entità societarie coinvolte in un articolato sistema di frode fiscale e contributiva.L’attività investigativa, condotta dalle “fiamme gialle” della Compagnia di Colleferro in stretta sinergia con la Direzione Provinciale III dell’Agenzia delle Entrate, è scaturita da una serie di verifiche fiscali nei confronti di imprese operanti nel settore dei supermercati tra Palestrina, Tivoli e Roma.Le indagini hanno permesso di acclarare l’esistenza di una compagine societaria priva di reale struttura operativa (c.d. “cartiera”), posta a capo di una rete d’imprese finalizzata alla somministrazione illecita di manodopera.Lo schema fraudolento era preordinato a far convergere sulla società “capofila” l’intero carico degli oneri tributari, contributivi e previdenziali, sistematicamente non assolti, a vantaggio delle società operative.L’analisi della documentazione contabile e dei dati informatici acquisiti presso una centrale operativa in zona Romanina ha consentito di individuare i registi occulti del sodalizio.Le indagini finanziarie hanno documentato sistematici prelevamenti di contante e flussi finanziari verso l’estero, giustificati da fittizi contratti di agenzia e collaborazione, volti a svuotare le casse sociali a favore degli indagati.In ragione degli illeciti tributari e fallimentari contestati, è stato eseguito il sequestro di disponibilità finanziarie, immobili, autoveicoli e preziosi per circa 3 milioni di euro.Contestualmente, in relazione alla responsabilità amministrativa degli enti (ex D.Lgs. 231/2001), il Giudice ha disposto il sequestro impeditivo delle quote societarie di due imprese titolari di supermercati, con la contestuale nomina di un Amministratore Giudiziario per garantire la continuità aziendale e la legalità dei flussi finanziari.L'articolo TIVOLI – Frode da 4,5 milioni di euro nella catena di supermercati: sequestrati conti e quote proviene da Tiburno Tv.