L’IA è già cosciente? “Non accettate mai questi termini”

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Parlare di “intelligenza artificiale” senza alcuna riserva significa accettare un concetto che non regge. Ecco perché davanti a quelle parole va messo sempre “cosiddetta”: non per vezzo stilistico, ma per rivendicare una posizione precisa. Sono macchine che eseguono ordini. Lo fanno in modo molto efficiente, certo. Ma rimangono macchine.Come funziona davvero la cosiddetta IAPer smontare l’inganno bisogna capire il meccanismo. La macchina spezzetta ogni testo in input, in tantissimi piccoli frammenti — i cosiddetti token — e interroga una memoria centrale per trovare le associazioni di risposte legate a quel sistema di pezzettini. Il confronto avviene su miliardi di discorsi già memorizzati, prodotti da persone comuni, e il risultato è quello che statisticamente “fa scopa” con la domanda ricevuta.Il prodotto finale? Una risposta plausibile dal punto di vista discorsivo, ben costruita nella forma e nei verbi. Ma non è verità: è la risposta più probabile, filtrata dall’interesse di chi ha costruito la macchina. L’inganno nasce esattamente qui.Il pensiero unico passa da lìEd è qui che emerge il nodo politico. Sono gli utenti stessi ad addestrare queste macchine, gratuitamente, per poi ritrovarsi a consumare risposte orientate verso il pensiero di chi le detiene. Chi sono i cattivi secondo queste macchine? Chi sono i buoni?Perché è quello il sistema per indottrinare su larga scala. E chi può permettersi di gestire quei sistemi, se non i super ricchi della terra?The post L’IA è già cosciente? “Non accettate mai questi termini” appeared first on Radio Radio.