Oltre al danno, la beffa. Una docente di 62 anni residente a Pordenone, già provata da una disabilità e dalla responsabilità di accudire la madre 90enne, si trova oggi in una morsa amministrativa. Dopo aver perso il posto di lavoro nel febbraio 2025, a seguito di un lungo periodo di assenza per motivi di salute, la donna ha ricevuto una notifica dal ministero dell’Economia che le intima di restituire 18.078,23 euro lordi (circa 13.900 euro netti) per stipendi che lo Stato le ha versato per errore.Perché l’insegnante continuava a ricevere gli stipendiTutto è accaduto tra il 2023 e il 2025, come ricostruisce Il Messaggero. A causa della sua disabilità e dell’impossibilità di garantire continuità didattica agli alunni, l’insegnante era stata spostata a lavorare nella biblioteca scolastica, ma le sue condizioni l’hanno costretta comunque a sommare 330 giorni di malattia (11 mesi) e 223 di aspettativa (7 mesi e mezzo). Secondo le norme attuali, dopo i primi mesi lo stipendio avrebbe dovuto subire una decurtazione progressiva, fino ad azzerarsi totalmente durante l’aspettativa. Ma, nonostante la prof avesse presentato regolarmente tutta la documentazione, la ragioneria dello Stato ha continuato a darle lo stipendio per intero. E oggi, a distanza di tempo, la ragioneria di Trieste-Gorizia ne ha chiesto la restituzione.Le difficoltà economicheLa situazione economica della donna, però, è problematica. Senza entrate da oltre un anno a causa del licenziamento e con le spese fisse per l’assistenza alla madre anziana, saldare il debito è problematico. Per questo, la donna si è rivolta al sindacato della scuola Flc Cgil. «A causa di lungaggini burocratiche la collega si ritrova a dover pagare 14mila euro tutti insieme», spiega il sindacalista Giuseppe Mancaniello. «Una persona con difficoltà di salute può non avere contezza ogni mese dello stipendio che le viene accreditato. La decurtazione dovrebbe avvenire subito, con il protrarsi dei giorni di malattia e non richiedere soldi a distanza di anni. L’insegnante chiederà la rateizzazione, ma dopo più di un anno senza lavoro è difficile comunque saldare il debito», aggiunge. «È vicina all’età pensionabile, ma ha bisogno di lavorare. Se qualcuno ha un impiego da offrirle può rivolgersi al nostro sindacato», fa appello il sindacalista. L'articolo La prof disabile licenziata per troppe assenze per malattia, l’ultima beffa sugli stipendi: perché rischia di ridare 18mila euro proviene da Open.