Hantavirus, i rischi per la popolazione e l’analisi della specialista

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“Stiamo agendo con urgenza per supportare la risposta all’epidemia di hantavirus a bordo di una nave da crociera nell’Atlantico, in seguito alla tragica perdita di vite umane”. Ad assicurarlo in una nota è il direttore regionale dell’Organizzazione mondiale della sanità per l’Europa, Hans Henri P. Kluge, dopo la morte di tre persone. Kluge puntualizza: “Il rischio per la popolazione generale rimane basso. Non c’è motivo di panico, né di imporre restrizioni di viaggio”.La trasmissione dell’hantavirus all’uomoÈ d’accordo con il numero uno dell’Oms Europa Cristina Mussini, presidente della Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit). “La trasmissione dell’hantavirus da uomo a uomo è piuttosto rara. Si tratta di virus trasmessi all’uomo da vettori animali, come i roditori. Possono causare un’infezione polmonare grave con patologie come polmonite interstiziale, come sembra sia accaduto a bordo della nave da crociera, ma anche grave insufficienza renale. Li conosciamo abbastanza bene: sono presenti da anni nei Paesi balcanici e piuttosto frequenti in Serbia e in Bosnia. Ma non ci sono mai stati casi autoctoni nel nostro Paese”, precisa l’esperta.Dunque “la situazione va tenuta sotto controllo ed è fondamentale l’indagine epidemiologica per chiarire la dinamica dei casi che si sono verificati a bordo della nave da crociera. L’hantavirus ha un periodo di incubazione che varia da 2 a 20 giorni: è quindi probabile che uno o più passeggeri fossero già infetti al momento dell’imbarco, ma – ribadisce la specialista – attendiamo l’esito dell’indagine epidemiologica. Teniamo la guardia alta, senza allarmismi ingiustificati”.Cosa sta facendo l’OmsNel frattempo l’Oms Europa sta collaborando con i Paesi coinvolti “per fornire assistenza medica, evacuazione, indagini e valutazione del rischio per la salute pubblica. Sono in stretto contatto con i nostri team per garantire una risposta coordinata e basata su evidenze scientifiche. Ringrazio le autorità sudafricane per il loro rapido supporto, compresa l’assistenza a un paziente del Regno Unito”, chiarisce Kluge.Le infezioni da hantavirus “sono rare e solitamente legate all’esposizione a roditori infetti. Sebbene in alcuni casi possano essere gravi, non si trasmettono facilmente da persona a persona”, evidenzia il Dg Oms Europa.‘Le minacce per la salute non conoscono confini’“Essendo appena rientrato dal continente africano, dove ho discusso di una maggiore collaborazione in materia di emergenze sanitarie, questo è un promemoria opportuno: le minacce alla salute non conoscono confini. Lavorare insieme è il modo in cui proteggiamo le persone”, conclude Hans Kluge.Questo articolo Hantavirus, i rischi per la popolazione e l’analisi della specialista proviene da LaPresse