Il governo punta sui pensionati per contrastare lo spopolamento dei piccoli comuni italiani e riportare nel Paese una parte di quei cittadini che negli ultimi anni hanno scelto di trasferire la propria residenza fiscale all’estero. La proposta, contenuta in un emendamento di Fratelli d’Italia al decreto Fiscale, prevede infatti una aliquota agevolata al 4% per quindici anni destinata ai pensionati residenti fuori dall’Italia che decidano di trasferirsi stabilmente in comuni con meno di 5mila abitanti situati nelle aree interne.L’obiettivo è duplice: da una parte rendere l’Italia più competitiva rispetto ad altre destinazioni europee ed extraeuropee che negli ultimi anni hanno attirato migliaia di pensionati grazie a regimi fiscali favorevoli, dall’altra sostenere economicamente territori marginali che soffrono un costante calo demografico.Come funzionerebbe il nuovo regime fiscale agevolatoLa misura si rivolgerebbe ai titolari di pensioni erogate da enti previdenziali italiani che oggi vivono all’estero e scelgano di trasferire la loro residenza fiscale in Italia. In cambio, potrebbero beneficiare di una tassazione sostitutiva ridotta al 4%, una percentuale significativamente inferiore rispetto ai regimi ordinari.Il requisito principale riguarda la destinazione: non grandi città o mete turistiche consolidate, ma piccoli centri sotto i 5mila abitanti, individuati secondo la Strategia nazionale per le aree interne. Rispetto alla proposta originaria depositata al Senato, il limite demografico sarebbe stato ampliato dai 3mila ai 5mila abitanti, aumentando così il numero dei comuni potenzialmente coinvolti.Il ritorno dell’Italia nella competizione fiscale europeaNegli ultimi anni Paesi come Portogallo, Spagna e Tunisia hanno rappresentato mete privilegiate per molti pensionati italiani in cerca di una fiscalità più leggera e di un costo della vita più sostenibile. Il Portogallo, in particolare, ha beneficiato a lungo del regime dei residenti non abituali, mentre la Spagna si è imposta come alternativa strategica grazie alla vicinanza geografica e culturale.Con questa nuova proposta, l’Italia prova a rientrare nella partita con condizioni ancora più favorevoli. Già dal 2019 esiste una tassazione agevolata al 7% per chi trasferisce la residenza nel Mezzogiorno, ma il nuovo piano abbasserebbe ulteriormente l’aliquota, puntando su un target più selezionato e su territori specifici.I numeri delle pensioni all’esteroSecondo i dati Inps, nel 2025 le pensioni in regime internazionale hanno raggiunto quota 675mila, segnando una crescita rispetto all’anno precedente. Una parte significativa di questa platea potrebbe essere interessata a valutare il rientro, soprattutto quella fascia con assegni medio-alti che renderebbe economicamente vantaggiosa l’operazione.La scommessa del legislatore è che il minor gettito fiscale iniziale venga compensato dall’indotto generato da nuovi residenti, tra consumi, acquisto di immobili, servizi locali e sostegno alle economie dei territori più fragili.Le criticità della misuraSe sul piano fiscale la proposta appare competitiva, restano interrogativi importanti sulla sua reale attrattività. Trasferirsi in piccoli borghi può rappresentare una scelta complessa per pensionati abituati a standard elevati in termini di sanità, trasporti e servizi.Il rischio è che il vantaggio fiscale da solo non basti a compensare eventuali carenze infrastrutturali. Per questo il successo della misura potrebbe dipendere anche dalla capacità di accompagnare l’incentivo con investimenti concreti nei territori interessati.Il percorso parlamentareL’emendamento è ancora in fase di discussione e il testo potrebbe subire modifiche prima dell’approvazione definitiva. Come spesso accade per le misure fiscali, il nodo centrale sarà trovare un equilibrio tra sostenibilità finanziaria e obiettivi politici.Se approvata, l’iniziativa potrebbe rappresentare uno dei più ambiziosi tentativi italiani di utilizzare la leva fiscale non solo per attrarre contribuenti, ma anche per affrontare il problema strutturale dello spopolamento dei borghi. Una strategia che guarda contemporaneamente al rilancio economico locale e alla competizione internazionale per attrarre pensionati, trasformando una tendenza migratoria in una possibile opportunità per il Paese.Enrico Foscarini, 4 maggio 2026L'articolo Pensionati “emigrati”, il piano del governo per riportarli in Italia proviene da Nicolaporro.it.