AGI - A Barcellona, al Mobile World Congress 2026, le “reti” tornano al centro del dibattito. Il filo conduttore delle novità presentate da telco e fornitori è chiaro: con l’espansione dell’intelligenza artificiale e dei dispositivi connessi, la connettività deve diventare più reattiva, più gestibile e più affidabile. Non basta aumentare la banda: servono tempi di risposta ridotti, capacità di adattarsi ai diversi usi e strumenti che semplifichino la vita a operatori e utenti.Mettendo insieme le novità, il MWC 2026 racconta una rete che cambia ruolo: diventa più “vicina” ai dati, più automatizzata, più aperta grazie a standard e interoperabilità e più orientata alla continuità del servizio.E se le grandi architetture telco puntano a sostenere l’A e l’industria con tempi di risposta ridotti, il mondo del networking domestico prova a portare gli stessi concetti dentro le case: copertura più stabile, gestione più semplice e connessioni che non si fermano al primo imprevisto.FiberCop: il cloud si avvicina al territorioIn questa direzione va la sperimentazione annunciata da FiberCop con Microsoft, Dell Technologies e 6WIND. L’idea, raccontata con parole semplici, è accorciare la strada che i dati devono fare: spostare una parte dell’elaborazione più vicino al punto in cui nasce il traffico. In questo modo applicazioni come robotica, automazione industriale, logistica avanzata e digital twin, che devono reagire quasi in tempo reale, possono funzionare meglio.La prova sul campo ruota attorno a un nodo Edge Cloud installato con tecnologia Microsoft Azure Local e supporto infrastrutturale Dell, con funzioni di rete virtualizzate 6WIND integrate direttamente nella rete di accesso. Un elemento chiave è la Selective Local Breakout: la rete sceglie di gestire localmente solo il traffico che richiede prestazioni elevate, mentre il resto resta nella gestione centralizzata.Il risultato, secondo l’azienda, è un’architettura più efficiente e flessibile, con latenze tipicamente tra 1 e 5 millisecondi. Un aspetto rilevante è la possibilità di implementare questa architettura anche in centrali di piccole dimensioni, valorizzando la capillarità della rete sul territorio come base per servizi digitali di nuova generazione.Ericsson: dal 5G Standalone al 6G AI-nativeUn altro grande tema del congresso è l’evoluzione delle reti mobili verso architetture sempre più “cloud-based” e pronte per l’A. Ericsson insiste sul passaggio al 5G Standalone, considerato cruciale per abilitare funzioni avanzate e una rete più “programmabile”. In parallelo, l’azienda guarda oltre: con Intel annuncia una collaborazione per accelerare la costruzione di un ecosistema capace di accompagnare la transizione al 6G AI-native, cioè reti concepite fin dall’inizio per distribuire intelligenza artificiale tra dispositivi, edge e cloud. L’obiettivo dichiarato è portare più rapidamente la ricerca verso soluzioni implementabili e commerciali, lavorando su connettività, cloud e computing e rafforzando l’allineamento dell’ecosistema sugli standard.Standard aperti e reti più autonome: l’intesa Ericsson–NokiaPer rendere le reti più automatiche serve anche un linguaggio comune tra piattaforme e fornitori. Qui si inserisce la collaborazione tra Ericsson e Nokia: le due aziende puntano a promuovere compatibilità e standard aperti per le rAPP (applicazioni software che aiutano a gestire e ottimizzare la rete radio) e per gli ambienti di Service Management and Orchestration (SMO).In concreto, l’obiettivo è facilitare ecosistemi multi-vendor – quindi più scelta per gli operatori – e accelerare l’evoluzione verso reti autonome, in cui molte operazioni di ottimizzazione e gestione avvengono con minore intervento manuale.Samsung e AMD: reti più software, più flessibiliAnche Samsung spinge sulla trasformazione “software-first” delle infrastrutture di rete. Con AMD annuncia progressi su 5G Core, vRAN e reti private, e soprattutto il passaggio dalla fase di verifica alle implementazioni commerciali. L’attenzione è su una vRAN potenziata dall’AI e su test multi-cella che nelle intenzioni rendono l’adozione più scalabile e meno dipendente da componenti hardware specializzati. In fiera viene mostrata anche “Network in a Server”, proposta come soluzione edge-AI virtualizzata, con casi d’uso che includono analisi video e servizi basati su sensori.TP-Link la connettività come “servizio”Sul fronte provider, TP-Link con Aginet prova a spostare l’attenzione dalla sola connettività ai servizi: una piattaforma che richiama il concetto di “app store” per i router, con funzioni distribuibili più rapidamente e strumenti che, grazie a modelli AI, promettono diagnosi e risoluzione proattiva dei problemi di rete. L’obiettivo, dal punto di vista degli operatori, è ridurre complessità e costi operativi, migliorando l’esperienza degli utenti.Fritz! presenta invece nuove soluzioni Wi-Fi 7, modelli 5G/4G per il fixed wireless access e anticipazioni sul Wi-Fi 8, con un focus su gestione da remoto e continuità del servizio anche in caso di guasti della linea principale.