Difesa anti-aerea e anti-missilistica per aiutare i Paesi del Golfo colpiti dai missili iraniani e i nostri contingenti militari sul terreno. Schierare assetti nazionali (probabilmente una nave) per tutelare gli Stati Europei da Teheran, cioè Cipro. Ma soprattutto dare il via libera all’utilizzo delle basi americane sul territorio italiano, seppur rispettando i trattati tra Roma e Washington includendo “l’attività addestrativa e di supporto tecnico-logistico”. Sono questi i tre impegni che la maggioranza di centrodestra giovedì mattina chiederà al governo nella risoluzione, con voto, che seguirà alle comunicazioni dei ministri Antonio Tajani (Esteri) e Guido Crosetto (Difesa) sulla crisi in Medio-Oriente.Il testo, che Il Fatto ha letto, ricalca il modello della “cornice” con cui nel marzo 2022 il Parlamento concesse gli aiuti militari all’Ucraina dopo l’invasione della Russia. La risoluzione è stata scritta nelle ultime ore dai ministeri della Difesa, Esteri e Palazzo Chigi e presentata nella serata di mercoledì in un incontro al Quirinale tra Crosetto e il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che poi ha visto anche la premier Giorgia Meloni.Tra le premesse della risoluzione non ci sono condanne all’attacco di Stati Uniti e Israele all’Iran, ma si parla solo di “aggravamento delle tensioni e da un ampiamento dei focolai di crisi in diverse aree di rilevanza strategica per l’Italia e l’Europa”. Poi i capigruppo di maggioranza, a proposito dell’escalation, fanno riferimento solo al lancio di missili “da parte dell’Iran verso Paesi non coinvolti nell’attacco, che hanno determinato la necessità di rivalutare la sicurezza del personale militare schierato nell’area e dei cittadini italiani presenti”. Inoltre si ricorda che il Parlamento nel 2025 ha già autorizzato la missione dei nostri militari in Iraq, Emirati Arabi, Kuwait e Qatar volta a “contribuire alla realizzazione di un ambiente sicuro e alla stabilità regionale”. Dunque, in linea con quanto stanno facendo altri Paesi europei, “il contesto rende necessarie tempestivamente ulteriori capacità di protezione dei concittadini e delle forze italiane impiegate nei territori operativi”.Da qui i tre impegni: in primis, quello di “rafforzare tempestivamente le capacità di difesa e protezione delle missioni italiane in Medio Oriente” con il “dispiegamento e il rischieramento di sistemi di difesa aerea e antimissilistica e di sorveglianza geografica di intervento” a tutela degli italiani, dei Paesi partner, delle infrastrutture strategiche e degli “interessi primari nazionali”. In secondo luogo, la partecipazione con assetti nazionali allo “sforzo comune in ambito Ue per sostenere, in caso di richiesta, Stati membri Ue nella difesa del proprio territorio da attacchi iraniani”. Infine, la conferma del rispetto nell’utilizzo delle basi americane “del quadro giuridico definito dagli accordi internazionali vigenti, che include fra l’altro l’attività addestrativa e di supporto tecnico-logistico”. Questo è stabilito, conclude la risoluzione, in tre trattati del 1951, 1954 e 1995: per gli aspetti logistici gli Stati Uniti non devono chiedere niente all’Italia, mentre per l’utilizzo delle basi per attacchi dovrà essere fatta una richiesta formale.L'articolo Guerra in Iran, ecco la risoluzione del governo sugli aiuti militari: ok alle basi americane e alla difesa anti-aerea proviene da Il Fatto Quotidiano.