Gio, 5 Mar 2026La Federazione Italiana Tennis e Padel figura tra gli investitori del Gruppo Sae per l’acquisto del quotidiano torinese. Il piano industriale resta ancora senza conferma ufficiale.DiAnna BottonCondividi l'articoloJannik Sinner e Angelo Binaghi, presidente della FITP (foto Nicolo Campo / Insidefoto)C’è anche la Federazione Italiana Tennis e Padel (FITP) nella cordata che acquisterà il quotidiano La Stampa dal gruppo Gedi (controllato da Exor, la holding della famiglia Agnelli-Elkann). Secondo quanto anticipato da La Moneta – testata economica del gruppo editoriale che comprende Il Giornale, Libero Quotidiano e Il Tempo – la FITP infatti figura tra gli investitori della cordata che sostiene l’operazione di acquisizione del quotidiano torinese da parte del gruppo Sae fondato da Alberto Leonardis. I dettagli dell’operazioneI contorni precisi dell’accordo non trovano ancora conferma ufficiale, ma le indiscrezioni che circolano negli ambienti finanziari ed editoriali delineano un quadro preciso.La principale artefice del coinvolgimento federale sarebbe Chiara Appendino, vicepresidente della FITP, ex sindaca di Torino e oggi deputata del Movimento 5 Stelle. Un nome che non è casuale: con il suo arrivo in Federazione, il legame tra la FITP e il capoluogo piemontese si è ulteriormente consolidato, dopo il successo delle ATP Finals che hanno trasformato Torino in una delle capitali mondiali del tennis.Secondo quanto riportato da diverse fonti, la Federazione avrebbe messo sul piatto 5 milioni di euro, contributo necessario per raggiungere la soglia complessiva di 40-50 milioni stimata per portare a termine il closing. Il nodo centrale è proprio questo: Alberto Leonardis, patron di Sae, non avrebbe ancora raccolto l’intera provvista finanziaria necessaria, e si troverebbe quindi a dover costruire una cordata allargata, assemblando contributi da più soggetti.Una struttura che non convince gli operatori del settore. Il Comitato di Redazione del giornale ha già alzato la voce, chiedendo con una nota ufficiale la presentazione immediata del piano industriale e del progetto editoriale. «Con la firma del contratto preliminare di cessione al gruppo Sae, il gruppo Gedi compie l’ennesima dismissione di una stagione che ha già impoverito il panorama editoriale italiano – si legge nella nota -. La Stampa, che da oltre un secolo rappresenta un presidio di informazione per il Nord Ovest e per l’intero Paese, viene ceduta senza che siano state fornite garanzie chiare e vincolanti a chi ogni giorno la realizza e ai lettori che la sostengono. È inaccettabile. Per la nostra testata si apre un futuro carico di incognite. L’operazione sarà perfezionata entro il semestre, ma a oggi non esistono impegni concreti su occupazione, salari, assetti organizzativi, linea editoriale e investimenti. Non una qualche pratica amministrativa da sbrigare, ma una rivoluzione che può compromettere identità, autonomia e qualità del nostro lavoro», conclude il CDR.Developed by 3x1010