Inquinamento, rumore, luce, microplastiche e Pfas: il cocktail tossico per il cuore 

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Purificatori d’aria, cuffie per le orecchie, sensori di movimento e timer per contenere l’eccesso di luce. È proprio il caso di correre ai ripari, perché inquinamento acustico e luminoso, insieme a plastica e Pfas, fanno male al cuore. Ad accendere i riflettori su queste insidie sono gli specialisti dell’European Society of Cardiology (Esc), che – in un documento in corso di pubblicazione sull’European Heart Journal – aggiornano le linee guida europee aggiungendo per la prima volta nuovi fattori di rischio ambientale ai ‘nemici del cuore’. Solo lo smog, per dire, comporta una riduzione media dell’aspettativa di vita di più di 2 anni.Parliamo di insidie che spiegano oltre 5,5 milioni dei 20 milioni di decessi per malattie cardiache che si verificano ogni anno nel mondo. Il documento inedito è stato presentato al seminario internazionale “RESPIRAMI: Recenti progressi sull’inquinamento atmosferico e sulla salute” appena concluso a Milano. “Il nuovo documento evidenzia che l’esposizione a particolato fine e ultrafine può comportare un aumento cumulativo del rischio di diabete, ictus e infarto. Inoltre, vi sono prove crescenti che l’inquinamento atmosferico sia associato a un aumento dell’obesità e del diabete causando alterazioni del Dna di alcune cellule del tessuto adiposo brucia-calorie”, ha detto Stefano Del Prato, presidente di Fondazione Menarini (che ha promosso l’incontro) e professore emerito di Endocrinologia all’Università di Pisa e alla Scuola Superiore Sant’Anna.L’impatto dell’inquinamento su cuore e cervelloMa andiamo per ordine. “L’inquinamento atmosferico ha un costo complessivo globale stimato di circa 8 mila miliardi di dollari, pari a quasi l’8% del Pil mondiale annuo. Continuiamo ad accumulare sempre più prove del fatto che lo smog non è solo dannoso per i nostri polmoni, ma gioca un ruolo chiave nello sviluppo di problemi cardiovascolari, provocando da solo oltre 2 mln di decessi l’anno per infarto e ictus, con una riduzione media dell’aspettativa di vita di più di 2 anni”, ha affermato Sergio Harari, co-presidente del congresso, della Unità Operativa di Pneumologia e di Medicina Interna dell’Ospedale San Giuseppe MultiMedica Irccs e dell’Università di Milano.“Lo smog agisce attraverso precisi meccanismi biologici: una volta inalate, le particelle più piccole penetrano in profondità nei polmoni, entrano nel circolo sanguigno e provocano infiammazione sistemica, stress ossidativo e disfunzione dell’endotelio, il rivestimento interno dei vasi. Questo favorisce l’aterosclerosi e aumenta il rischio di eventi acuti”, ha chiarito Massimo Piepoli, autore principale delle nuove linee guida e professore di Cardiologia all’Università Statale di Milano.In particolare nei contesti urbani, a quello dell’aria possono sommarsi “l’inquinamento acustico e luminoso, agenti chimici, microplastiche e ondate di calore, un cocktail tossico che contribuisce in modo sinergico al rischio cardiovascolare”, ha aggiunto Harari. “È dunque fondamentale che la ricerca continui a esplorare gli effetti negativi dello smog sul cuore”, ha affermato Giuseppe Caracciolo, direttore scientifico della Fondazione Menarini e cardiologo. “Da qui la nostra particolare attenzione al tema dell’inquinamento e la spinta a sostenere anche nel futuro questo importante meeting”. Ma c’è di più. Una revisione pubblicata di recente su Lancet Planet Health, che ha preso in esame 51 studi, “ha evidenziato un maggior rischio di sviluppare malattie neurodegenerative. I ricercatori ipotizzano che le particelle ultrafini possono raggiungere direttamente il cervello attraverso il nervo olfattivo o tramite la circolazione sanguigna, contribuendo alla neuroinfiammazione e ad alterazioni delle funzioni cognitive”, ha chiarito Harari. Rumore, cuore e pressioneQuanto al rumore eccessivo, secondo gli esperti causa oltre 12.000 decessi ogni anno. Ma come ha chiarito Pier Mannuccio Mannucci, co-presidente del congresso, “al di là dei danni all’udito, l’inquinamento acustico danneggia soprattutto il cuore. Ha infatti effetti diretti sulla pressione arteriosa, aumentando il rischio di malattie cardiache e mortalità, indipendentemente dallo smog e da altri fattori di rischio”. In particolare l’esposizione cronica al rumore legato al traffico anche notturno impatta sui livelli di ormoni come cortisolo e adrenalina, “che a loro volta vanno ad aumentare la pressione arteriosa, la frequenza cardiaca e lo stress ossidativo, favorendo uno stato di infiammazione persistente, anche quando il rumore non viene percepito come fastidioso”, ha detto Mannucci. Oltre agli effetti diretti sul cuore e sui vasi, l’inquinamento acustico ha ricadute importanti anche su altri aspetti della salute. “La frammentazione del sonno indotta dal rumore altera i ritmi biologici e il metabolismo, aumentando il rischio di insulino-resistenza e diabete di tipo 2, e favorendo l’aumento di peso. Lo stress continuo legato al rumore è associato inoltre a una maggiore incidenza di ansia, depressione e disturbi dell’umore, oltre a difficoltà di concentrazione e peggioramento delle funzioni cognitive, soprattutto durante la gravidanza e nei bambini e negli anziani”, ha chiarito lo specialista. Come difendersi? “È importante che vengano introdotte misure pubbliche come barriere acustiche in zone densamente popolate e in prossimità di scuole e ospedali. Ma possono essere utili anche piccoli cambiamenti nelle abitudini personali come usare cuffie e tappi per le orecchie per ridurre rumori forti, chiudere le porte quando si utilizzano lavatrice o lavastoviglie, abbassare il volume durante l’ascolto da cuffie”, ha detto Mannucci.Anche la luce inquinaQuanto all’eccesso di luce artificiale da illuminazione stradale e commerciale nelle ore notturne, si tratta di una fonte di stress per il cuore. “La luce artificiale impedisce il normale abbassamento notturno della pressione arteriosa, un fenomeno fisiologico essenziale per il recupero cardiovascolare, la cui perdita è associata a un aumento del rischio di infarto, ictus, scompenso cardiaco, arrivando addirittura a provocare 10mila decessi ogni anno”, ha chiarito Harari.“Anche il cervello risulta vulnerabile alla luce artificiale notturna che causa un aumento di disturbi dell’umore, sintomi depressivi e alterazioni cognitive. L’alterazione del ritmo circadiano e la soppressione della melatonina sono associati a depressione, ansia, declino cognitivo, ma anche a malattie neurodegenerative. Un’analisi italiana del 2024 su 53 persone affette da lieve deterioramento cognitivo seguite per circa 8 anni ha mostrato che gli individui più esposti alla luce artificiale esterna notturna hanno un rischio di oltre il 260% più alto di sviluppare demenza, un’associazione confermata anche per l’Alzheimer”.Pfas e microplastiche colpiscono al cuoreCi sono poi agenti chimici come, ad esempio, i Pfas e le sostanze come microplastiche e nanoplastiche a minacciare la salute del cuore. Stando agli esperti provocano quasi 3 milioni di morti ogni anno solo per malattie cardiache.Le iniziative per contrastare l’impatto dell’inquinamentoCosa fare? Bene le iniziative com Ztl, piste ciclabili, elettrificazione del trasporto pubblico e piani per ridurre il traffico in città. E anche le iniziative di prevenzione individuale, con interventi per difendersi da inquinamento acustico e luminoso. Ma non basta. “Occorre agire con pari priorità su emissioni domestiche e agricole: ridurre l’uso di stufe e caldaie a legna e pellet, da sostituire con sistemi a basse emissioni, contenere le emissioni di ammoniaca dagli allevamenti intensivi con migliori pratiche di gestione”, ha concluso Harari. Il nostro cuore ringrazierà.Questo articolo Inquinamento, rumore, luce, microplastiche e Pfas: il cocktail tossico per il cuore  proviene da LaPresse