Cs –“I droni (malevoli) sono alle porte dell’Europa. Noi siamo pronti?” Con queste parole Simone Lo Russo, amministratore delegato di Impianti s.p.a, società che sviluppa soluzioni tecnologiche per i settori della difesa e della mobilità aerea avanzata, richiama l’attenzione su una minaccia ormai concreta. Gli attacchi alle infrastrutture strategiche nei recenti scenari di crisi dimostrano che anche Paesi con grandi capacità militari sono vulnerabili.“La difficoltà nel neutralizzare il GPS, il deficit di coordinamento tra difese aeree e la complessità nel contrastare sciami di droni e missili evidenziano una realtà chiara: la minaccia è asimmetrica, accessibile, persistente e a basso costo. Non è teoria. È la realtà”.L’attacco con drone alla base RAF Akrotiri a Cipro, territorio sovrano britannico all’interno dell’Unione Europea, secondo Lo Russo, conferma che il rischio non è più lontano.“Oggi i droni sono economici, scalabili e comprimono drasticamente il tempo decisionale – prosegue – non è uno scenario al 2035, è adesso. Aeroporti, porti, rigassificatori, raffinerie, centrali elettriche e siti governativi sono obiettivi sensibili anche in contesti ibridi di sabotaggio e destabilizzazione. La sicurezza aerea non è solo una questione militare. È sicurezza nazionale e resilienza infrastrutturale”.Per Lo Russo è urgente implementare sistemi anti-drone (C-UAS) immediatamente operativi: “non bastano roadmap o approvazioni in attesa. Servono capacità integrate, disponibili oggi. Prevenire costa meno che riparare — e protegge economia, energia e servizi essenziali”.