Così l’impunità di Netanyahu da parte dell’Occidente gli ha permesso di continuare ad agire. E l’Europa tace

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di Rosamaria FumarolaMi chiedevo da tempo che conseguenze avrebbe avuto l’oscena impunità del primo ministro israeliano dopo la pace farsa orchestrata con Donald Trump, quando ho pensato (mi sia consentita l’amara ironia) che tutte le volte in cui il saggio indica Netanyahu lo stolto sanziona Putin.Ho cominciato a pormi domande sul futuro di Bibi dopo aver ascoltato l’intervento del tycoon alla Knesset, proprio in occasione dell’annuncio del definitivo cessate il fuoco a Gaza, intervento grondante di macabra ironia sull’uso delle armi adoperate per il genocidio dei palestinesi, in cui ha persino trovato spazio la grottesca intermediazione pubblica di Trump affinché Netanyahu fosse sollevato dalle sue pendenze giudiziarie, ricevendo quella che riteneva essere la “meritata” grazia.In tutta la mia vita, nella quale ho avuto la fortuna di non conoscere la guerra, tanta impunità l’ho vista garantita solo nei film ai criminali, mentre puntano una pistola alla tempia del proprio nemico. Sappiamo tutti che a Gaza lo sterminio continua, così come la violenza dei coloni in Cisgiordania, eppure le malefatte di Netanyahu non hanno trovato e non trovano da parte dell’Occidente condanna, se non nelle timide parole di circostanza pronunciate fuori tempo massimo da qualche capo di stato come Giorgia Meloni, che di recente non ha avuto alcuna ritrosia a lavorare ad uno spot in sostegno di Viktor Orbàn, in vista delle elezioni ungheresi di aprile, mostrando la sua faccia accanto appunto a quella del primo ministro israeliano. Eppure su Netanyahu pende una condanna internazionale.La conseguenza di tutto questo laissez faire la vediamo palesarsi nell’attacco sferrato all’Iran assieme, neanche a dirlo, a Donald Trump. Non aver assicurato alla giustizia un individuo che è accusato di genocidio gli ha consentito di continuare non solo a godere di una libertà alla quale non può più avere diritto, ma di rilanciare, nel tentativo di realizzare le ambizioni egemoni di un governo sionista e di neutralizzare ogni accusa a suo carico dentro e fuori Israele, come peraltro l’alleato Trump a casa propria.L’abdicare al diritto di manifestare il proprio dissenso, come l’intero occidente fa, a parte i rappresentanti di Spagna ed Inghilterra, annulla poi ogni mediazione che nei secoli faticosamente le leggi erano riuscite a garantire e ci espone tutti al rischio estremo di vedere bruciato il futuro nostro e quello delle generazioni a venire.Lo scontro tra Usa-Israele ed Iran non è dunque uno scontro tra democrazia e tirannide, ma una guerra tra despoti che agiscono tutti fuori da ogni limite giuridico e che non esitano a reprimere ferocemente anche il dissenso interno (le recenti uccisioni da parte dell’Ice a Minneapolis di cittadini americani lo testimoniano).Va peraltro sottolineato che il rapporto tra Netanyahu e Trump non è da considerarsi come improntato al sacro vincolo dell’amicizia, quanto più realisticamente al ricatto che non è difficile leggere nelle pagine, anche nelle 50 fatte sparire, degli Epstein files. La rete intessuta da Epstein, persino ad una lettura superficiale, a cosa porta se non ad una supremazia israeliana, ottenuta anche grazie ad un abile uso dello strumento ricattatorio e alla corruzione che hanno tra l’altro dato forza alle destre occidentali e spaccato l’Europa?Fa rabbrividire poi il discorso di Netanyahu agli iraniani, durante il quale si guarda bene dal menzionare l’inferno che li attende con la destabilizzazione dell’intera area e con la riproposizione del colonialismo tanto caro a quella che è ancora considerata la sola democrazia mediorientale. Nel frattempo a Gaza i varchi per l’approvvigionamento sono stati chiusi e non se ne comprende la ragione, se non quella ben sintetizzata nella massima napoletana “o’ cane mozzeca o’ stracciato”.Nessuna sanzione dall’Europa per fermare la folle corsa di un criminale a cancellare ogni principio di civiltà, nessuna voce si è udita contro l’oscenità del male che si dichiara tale.Il blog Sostenitore ospita i post scritti dai lettori che hanno deciso di contribuire alla crescita de ilfattoquotidiano.it, sottoscrivendo l’offerta Sostenitore e diventando così parte attiva della nostra community. Tra i post inviati, Peter Gomez e la redazione selezioneranno e pubblicheranno quelli più interessanti. Questo blog nasce da un’idea dei lettori, continuate a renderlo il vostro spazio. Diventare Sostenitore significa anche metterci la faccia, la firma o l’impegno: aderisci alle nostre campagne, pensate perché tu abbia un ruolo attivo! Se vuoi partecipare, al prezzo di “un cappuccino alla settimana” potrai anche seguire in diretta streaming la riunione di redazione del giovedì – mandandoci in tempo reale suggerimenti, notizie e idee – e accedere al Forum riservato dove discutere e interagire con la redazione.L'articolo Così l’impunità di Netanyahu da parte dell’Occidente gli ha permesso di continuare ad agire. E l’Europa tace proviene da Il Fatto Quotidiano.