La concessione delle basi in Italia alle forze statunitensi impegnati nelle operazioni militari in Iran. La mancata condanna, da parte del governo, dell’intervento americano e israeliano. Ma anche l’assenza in Parlamento della premier Giorgia Meloni. Sono i punti cardine del duro scontro politico tra esecutivo e opposizioni andato in scena nelle aule di Camera e Senato, dove oggi sono andate in scena le comunicazioni del ministro della Difesa Guido Crosetto e del vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani. A Montecitorio è stata approvata la risoluzione di maggioranza, che non cita mai né gli Usa né Israele: non sono mancati momenti di tensioni, tra urla, interruzioni e dibatti accessi. È servita la protesta delle opposizioni per portare il ministro Crosetto a definire “fuori dalle regole internazionali” gli attacchi di Washington e Tel Aviv. Una posizione inedita da parte del governo, espressa solamente sei giorni dopo lo scoppio della guerra.La risoluzione di maggioranzaDifesa anti-aerea e anti-missilistica per aiutare i Paesi del Golfo colpiti dai missili iraniani e i nostri contingenti militari sul terreno. Schierare assetti nazionali (probabilmente una nave) per tutelare gli Stati Europei da Teheran, cioè Cipro. Ma soprattutto dare il via libera all’utilizzo delle basi americane sul territorio italiano, seppur rispettando i trattati tra Roma e Washington includendo “l’attività addestrativa e di supporto tecnico-logistico”. Sono questi i tre impegni della risoluzione di maggioranza approvata a Montecitorio, che impegna il governo “a partecipare” allo “sforzo comune in ambito Ue per sostenere, in caso di richiesta, stati membri Ue nella difesa del proprio territorio da attacchi missilistici o via droni da parte iraniana” e a “confermare il rispetto, nell’utilizzo delle installazioni militari presenti sul territorio nazionale e concesse alle forze statunitensi, del quadro giuridico definito dagli accordi internazionali vigenti”. La risoluzione parla anche del “dispiegamento e il rischieramento di sistemi di difesa aerea e antimissilistica e di sorveglianza, nel perimetro di quanto autorizzato nell’area geografica di intervento, a protezione dei cittadini italiani, a supporto dei Paesi partner dell’area del Golfo e per la salvaguardia delle infrastrutture strategiche presenti nell’area, a tutela degli interessi primari nazionali“.Conte: “Meloni scappa dal Parlamento”La giornata politica era cominciata con la premier Meloni ospite di Rtl 102.5, dove aveva solamente anticipato la concessione delle basi italiane agli Usa, senza condannare l’attacco. “Meloni scappa dal Parlamento e fa monologhi alla radio. E su una crisi internazionale di tale portata, manda i due ministri della Difesa e degli Esteri in Parlamento, tra varie approssimazioni e ferie a Dubai. La realtà è che non abbiamo avuto ancora nessuna parola di condanna degli attacchi armati degli Stati Uniti e di Israele, che sono in violazione del diritto internazionale”, ha detto il presidente del M5s, Giuseppe Conte, in un punto stampa alla Camera. Denunciando appunto la “grande ambiguità sulla concessione delle nostre basi che, dicono, in questo momento servono per sostenere i Paesi amici del Golfo. Ma è chiaro che attendiamo la richiesta americana per piegarci anche a questo”. Conte ha poi aggiunto: “Intanto i cittadini italiani pagano il prezzo di questa crisi con un caro bollette, un caro energia e l’aumento dell’inflazione“.Schlein e Avs: “Dovete dire no all’uso delle basi”La preoccupazione sul tema delle basi militari è condiviso anche dalla segretaria del Pd Elly Schlein: “Noi diciamo no all’autorizzazione delle basi per appoggiare in un nessun modo questa guerra che viola il diritto internazionale. Il punto non è che tornerete qui se ve le chiedono. Dovete dire di no già adesso, perché sarebbe contro l’articolo 11 della Costituzione“, dice ai ministri la segretaria dem in Aula. “Ministro Crosetto, le è sfuggito che gli attacchi erano fuori dal diritto internazionale. Ci ha messo sei giorni. Vorrei sapere: è la posizione del governo è solo la sua posizione? Mi interesserebbe capire cosa ne pensa Meloni. Non potete rimanere schiacciati dalle strategie di Trump e Netanyahu“, ha continuato Schlein, parlando di “un governo che non chiarisce qual è la posizione ufficiale dell’Italia, che si è affezionato al ruolo di mero osservatore che prende atto di ciò che accade e che non ha il coraggio di dire agli alleati quando sbagliano”. “Il governo deve impegnarsi per fermare questi attacchi militari. Deve impegnarsi per ottenere un cessate il fuoco immediato. Deve insistere per tornare alla via negoziale politica per scongiurare un allargamento ulteriore della guerra dalle conseguenze incalcolabili”, prosegue Schlein sintetizzando il contenuto della risoluzione unitaria di Pd, M5S e Avs.Duro l’attacco anche da parte di Avs: “Ho letto e riletto la risoluzione che” il centrodestra “presenta al Parlamento e non c’è mai la parola ‘attacco militare israelo-americano all’Iran‘. Fatemi capire, ma che è successo? Teheran ha bruciato per autocombustione?”, ha affermato il deputato di Avs, Nicola Fratoianni, lanciando un appello alla maggioranza: “Diteci qualcosa, non lo rimuovete. Che cos’è? Avete così paura di dire che cosa ne pensate, che lo cancellate? È sparito, non c’è più l’attacco. Ma guardate che questo è il cuore della questione ed è da questo che dipende tutto il resto”. Pd, M5S e Avs sono uniti appunto sul “non autorizzare l’utilizzo delle basi concesse in uso alle forze armate americane presenti sul territorio italiano per attacchi militari contro l’Iran e, comunque, a non fornire alcun tipo di supporto militare“. Ma la loro risoluzione è stata bocciata dall’Aula.Le parole di Crosetto e Tajani“Certo che è stata al di fuori delle regole del diritto internazionale”, ha detto Crosetto nella sua replica alla Camera, dopo le sue comunicazioni sulla crisi in Iran, rispondendo alle proteste dei parlamentari dell’opposizione che accusavano gli Usa e Israele di aver agito fuori dal diritto internazionale. “L’attacco israeliano è partito nel momento in cui la posizione di Khamenei è diventata nota, è una guerra che è partita all’insaputa del mondo e che ora ci si trova a gestire – ha aggiunto – Il problema nostro è gestire le conseguenze di una crisi che è esplosa e che non abbiamo voluto”. Mentre il ministro Tajani ha difeso la premier Meloni: “Per quanto riguarda il Presidente del Consiglio, non credo che direbbe cose diverse da quelle che abbiamo detto il ministro Crosetto ed io. Né l’altro giorno né oggi. Quindi, se riterrà opportuno venire prima del dibattito previsto, sarà una sua decisione in base allo sviluppo della situazione. Quindi io credo che si debba continuare a lavorare per impedire che la situazione degeneri, che ci sia un allargamento del conflitto in aree differenti dal Medio Oriente e perché ci possa essere una conclusione nei tempi più rapidi possibili del conflitto”.Lo scontro tra Renzi e TajaniIl dibattito si è infuocato anche al Senato. Proteste a Palazzo Madama da parte del gruppo di Iv contro il ministro degli Esteri Antonio Tajani. Dopo l’intervento sull’Iran di Matteo Renzi, che aveva criticato duramente il titolare degli Esteri, quest’ultimo ha gesticolato facendo infuriare i senatori renziani. Il presidente del Senato, Ignazio La Russa a quel punto ha cercato di riportare la calma. Le tensioni in Aula tra Renzi e Tajani si sono registrate a più riprese durante il dibattito sull’Iran: “È facile andare nel Golfo per fare conferenze ben pagate, è più difficile tutelare gli italiani”, ha detto il ministro. La replica dell’ex premier non si è fatta attendere: prima ha definito “raccapricciante per mediocrità” l’intervento di Tajani. Quindi ha ironizzato: “È difficile che qualcuno paghi Tajani per parlare, al massimo lo pagano per non farlo“.L'articolo Approvata la risoluzione sull’Iran. Crosetto: “Attacco Usa fuori dal diritto internazionale”. Conte: “Meloni scappa”. Schlein: “No all’uso delle basi” proviene da Il Fatto Quotidiano.