di Simone Frusciante – Manila intende ampliare le proprie partnership a fronte della crescente assertività cinese, mentre gli Stati europei desiderano avere maggior voce in capitolo nell’Indo-Pacifico.Durante l’ultimo decennio, le tensioni nel Mar cinese meridionale sono progressivamente aumentate a causa delle rivendicazioni territoriali confliggenti tra le parti in causa, in particolar modo la Cina e le Filippine, con incidenti nelle acque contese sempre più frequenti. Trovatasi a dover fare i conti con la crescente assertività di Pechino, che ha portato avanti senza esitare una militarizzazione dell’area, Manila ha approfondito il livello di cooperazione con i propri partner nell’Indo-Pacifico, in primis gli Stati Uniti, alleato di lunga data, oltre che con Giappone, Australia e India.Di recente, tuttavia, le Filippine hanno iniziato a rivolgere lo sguardo anche all’Europa, che ha accolto di buon grado l’apertura di Manila, dal momento che i loro obiettivi e interessi appaiono convergenti. Le Filippine, infatti, intendono ampliare e diversificare le partnership con Paesi affini, in quanto anche gli Stati europei condividono le preoccupazioni circa le azioni di Pechino nel Mar cinese meridionale; al contempo, gli Stati europei desiderano essere presenti nelle dinamiche riguardanti l’Indo-Pacifico, una regione rimasta per molto tempo ai margini della loro visione strategica.Il primo Stato preso in esame è la Francia, con cui lo scorso anno le Filippine hanno avviato negoziati per la firma dello Status of Visiting Forces Agreement (SOVFA). Esso prevede una cornice legale per attività militari congiunte, un aumento dell’interoperabilità, dell’addestramento e del coordinamento tra le forze armate, ed una risposta rapida alle crisi regionali e ai disastri naturali. Le Filippine hanno già sottoscritto analoghi accordi con USA, Giappone, Australia e Nuova Zelanda. Dopo i due round di colloqui a giugno e dicembre 2025, il SOVFA potrebbe essere siglato entro quest’anno.Negli ultimi anni, la Francia ha significativamente incrementato la cooperazione in materia di difesa con Manila. Nel febbraio 2025, il Carrier Strike Group francese, formato da cinque navi con a capo la portaerei Charles De Gaulle, fece per la prima volta scalo alle Filippine nell’ambito della missione Clemenceau 25 nell’Indo-Pacifico. In quell’occasione, l’ambasciatrice francese Marie Fontanel riferì che Parigi vuole rafforzare la partnership con le Filippine nel rispetto del diritto internazionale e del multilateralismo, denunciando le azioni di Pechino nel Mar cinese meridionale.Una traiettoria simile è riscontrabile anche nelle relazioni tra le Filippine e il Regno Unito. Lo scorso settembre, durante la visita del Ministro di Stato britannico per la difesa Vernon Coaker a Manila, i due Paesi hanno avviato i negoziati per il SOVFA. Esso fornirà una cornice legale per attività militari congiunte, permettendo alle rispettive forze armate di migliorare la cooperazione e l’interoperabilità. Nella stessa sede è stato enfatizzato l’allineamento tra Manila e Londra circa la protezione dell’ordine internazionale, il rispetto della sovranità e l’impegno a favore della pace globale.Il Regno Unito ha anche espresso opposizione a ogni attività unilaterale che possa cambiare lo status quo e accrescere le tensioni nel Mar cinese meridionale, in un chiaro riferimento alle azioni compiute da Pechino. La visita del ministro Coaker nelle Filippine è coincisa con lo scalo della HMS Richmond a Manila come parte dell’Operation Highmast, consistente in un dispiegamento della durata di 8 mesi del Carrier Strike Group britannico nella regione dell’Indo-Pacifico.Nel 2025 è stato anche siglato un accordo in tema di difesa tra le Filippine e la Germania. Il Ministro degli esteri filippino Gilberto Teodoro ed il suo omologo tedesco Boris Pistorius hanno concordato di espandere la cooperazione esistente nei settori della cybersicurezza, degli armamenti e della logistica per la difesa. L’accordo segue la visita del ministro Pistorius a Manila nel 2024, quando i due Stati si erano impegnati a potenziare i rapporti a lungo termine tra le rispettive forze armate.Berlino, così come gli altri Stati europei, non riconosce le rivendicazioni di Pechino nel Mar cinese meridionale e ha rivolto diversi appelli affinché si rispetti la sentenza emessa dalla Corte Permanente di Arbitrato nel 2016, secondo cui le motivazioni presentate da Pechino per sostenere le rivendicazioni non hanno alcuna base giuridica. Il ministro Pistorius, durante l’incontro con il suo omologo filippino, ha tenuto a precisare che la sentenza resta valida, senza alcuna eccezione.Cresce, infine, anche la cooperazione tra le Filippine e l’Italia; lo scorso 14 febbraio, a margine della Conferenza sulla sicurezza di Monaco, Manila e Roma hanno raggiunto un nuovo accordo di difesa in sostituzione del precedente siglato nel 2016. Il patto copre aree come approvvigionamenti militari, produzione congiunta di armamenti, logistica e technology transfer, in cui l’Italia ha una significativa presenza. Leonardo ha fornito a Manila ricognitori ed elicotteri navali, con ulteriori consegne attese, mentre Fincantieri è coinvolta nel piano di modernizzazione della marina filippina.L’approfondimento della cooperazione strategica è vantaggioso per ambo le parti, giacché esso rientra nel più ampio programma del governo italiano per rafforzare la presenza in una regione cruciale per il commercio globale e promuovere le proprie industrie chiave, mentre nella prospettiva filippina, gli accordi con l’Italia e gli altri Stati europei consolidano la rete di supporto internazionale in una fase estremamente delicata delle tensioni con Pechino nel Mar cinese meridionale.