Notre Dame de Paris, il musical di cui Riccardo Cocciante è autore delle musiche, si appresta a compiere 25 anni e torna anche nel 2026 con una tournè nei principali teatri italiani. Ieri sera grande successo per la ‘serata di gala’ organizzata al teatro Arcimboldi di Milano, alla presenza dello stesso Cocciante e di numerosi vip e personaggi del mondo dello spettacolo: dal fresco vincitore del Festival di Sanremo Sal da Vinci ad Antonella Clerici, da Valeria Marini a Giulia Salemi, da Nicola Savino al celebre pasticcere Ernst Knam, da Enzo Miccio all’ex calciatore Alessandro Matri con la compagna Federica Nargi. L’emozione di Cocciante“Mai avrei immaginato dopo 25 anni di essere ancora qui”, ha detto un emozionato Riccardo Cocciante dopo lo spettacolo. Il pubblico ha tributato al cantante e al cast dell’opera una autentica ovazione, dopo oltre 2 ore e 30 minuti di show spettacolare per le musiche, le coreografie di Martino Müller e le scenografie di Christian Rätz. Notre Dame de Paris, spettacolo tra i più imponenti mai realizzati, inizia il suo viaggio nei teatri italiani debuttando con oltre 250.000 biglietti già venduti, duplicando le vendite rispetto a quanto annunciato a dicembre 2025. Il tour, iniziato lo scorso 26 febbraio, rimarrà all’Arcimboldi fino al 29 marzo per poi proseguire in tutta Italia.Il docufilm sull’artistaAlcuni dei momenti legati alla storia e alla genesi di Notre Dame de Paris sono stati raccontati e raccolti anche all’interno del ‘Il mio nome è Riccardo Cocciante‘, il primo docufilm sull’artista in onda questa sera in prime time su Rai 1. Prodotto da Daimon Film in collaborazione con Rai Documentari, con la regia di Stefano Salvati, il docufilm sarà disponibile su RaiPlay dal 5 marzo nella sezione Documentari. Un successo travolgenteFin dalla prima messa in scena, Notre Dame de Paris ha conquistato il pubblico italiano, diventando un fenomeno popolare e una delle opere più longeve della cultura italiana, raggiungendo 4,5 milioni di spettatori. La sua forza risiede nei temi universali: la storia mette al centro l’emarginazione, la paura del diverso e il peso dei pregiudizi per ricordarci quanto la diversità rappresenti una risorsa e non una minaccia. Il tutto sollo sfondo dell’amore struggente del ‘gobbo’ Quasimodo (interpretato da Giò Di Tonno) per la bella Esmeralda (Elhaida Dani). A rendere lo spettacolo così attuale è la capacità di restituire la fragilità e le contraddizioni dell’essere umano: la ricerca di un posto nel mondo, il bisogno di giustizia, il desiderio d’amore. Elementi che, dopo decenni, continuano a confermare questa opera popolare moderna come un classico capace di attraversare generazioni e confini.Sapiente la regia di Gilles Maheu, così come i giochi di luce di Alain Lortie e il suono di Manu Guiot. A rendere l’opera senza tempo contribuiscono anche la danza, che fonde balletto classico e breakdance, e la musica, composta da brani diventati vere hit indipendenti dallo spettacolo. Questa combinazione crea una forma di opera popolare contemporanea, che unisce la tradizione europea del dramma in musica alle tecniche moderne dei concerti e delle grandi produzioni live. La versione italiana ha debuttato nel 2002, prodotta da David Zard, figura chiave dello spettacolo dal vivo in Italia che, riconoscendo l’assenza di teatri adatti a un allestimento così innovativo, fece costruire appositamente il GranTeatro di Roma, scelta coraggiosa che segnò una svolta storica. Considerato un vero cult del teatro musicale, Notre Dame de Paris ha superato per presenze molti grandi concerti rock e pop, è stato tradotto in 9 lingue, portato in scena in 24 Paesi, con oltre 5.650 spettacoli e 18 milioni di spettatori nel mondo. In oltre vent’anni in Italia ha toccato 49 città, con 181 tappe e 1.548 repliche. Nel 2026 dopo Milano, sarà in scena nelle principali città italiane da Genova a Palermo, da Napoli a Bari, da Firenze fino al gran finale il 6 gennaio 2027 a Roma.Questo articolo Notre Dame de Paris compie 25 anni. Cocciante: “Bello essere ancora qui” proviene da LaPresse