Lazio-Atalanta in pochi minuti, i botta e risposta portano al 2-2

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Per quanto ormai, in casa Lazio, si sia fatta l’abitudine allo stadio vuoto, riempito a spicchi tra omaggi e scuole a iosa, rimane comunque la percezione di un’aria irrespirabile, sintomo di un rapporto oltre i minimi storici tra la tifoseria biancoceleste e la presidenza targata Claudio Lotito, ormai ultraventennale. Nella Lazio tutto confermato, con il tridente dal primo minuto composto da Isaksen, Maldini e Zaccagni. L’Atalanta risponde con Samardzic e Pasalic alle spalle di Krstovic.PRIMO TEMPOLo stadio vuoto, il tifo da fuori. Così comincia la semifinale tra Lazio e Atalanta, una gara che entra nel vivo dopo pochi secondi di gioco. Gustav Isaksen, lanciato a rete, incespica sul pallone e caracolla davanti a Carnesecchi, per l’arbitro è fallo in attacco. Un primo quarto d’ora fatto di corrente alternata per la Lazio e di fiammate per l’Atalanta, una delle quali diventa quasi decisiva. Su cross di Zappacosta dalla destra arriva il colpo di testa di Krstovic che porta in vantaggio gli orobici. Dopo un controllo al Var, tuttavia, Manganiello annulla la rete per posizione irregolare dell’attaccante della Dea. La gara resta dunque ferma sullo zero a zero. La Lazio si fa viva intorno al minuto venti, con l’imbeccata di Zaccagni per Isaksen che diventa facile preda per Carnesecchi dopo che il danese cicca il pallone davanti all’estremo difensore degli atalantini. Un’incursione dello stesso Zaccagni produce il primo giallo della partita ai danni di De Roon. La Lazio alza il baricentro e prova a uscire dalla morsa della Dea. Qualche protesta per un corner non concesso, un’Atalanta che si abbassa ma che va avanti a sortite offensive, una delle quali rischia di diventare mortifera: cross di Bernasconi, Taveres sbaglia la marcatura e Zappacosta alle sue spalle si coordina colpendo la traversa in mezza sforbiciata. E’ l’occasione più importante della gara togliendo il gol annullato agli ospiti. Proprio all’inizio dei minuti di recupero Pasalic colpisce il pallone di testa sull’ennesimo cross dalla destra ma il pallone finisce alto sopra la traversa. Il primo tempo si spegne così, con le reti inviolate e ritmi spezzati spesso, a onor del vero, a favore dell’Atalanta.SECONDO TEMPOIl secondo tempo per la Lazio comincia con il botto grazie a Dele-Bashiru. Il nigeriano prende palla e strappa in contropiede, serve Maldini che abbassa il baricentro e gestisce il pallone fino a servire un pallone che taglia tutta la difesa. Dele-Bashiru si ritrova, con questo assist, solo davanti a Carnesecchi e batte il portiere con uno scavetto. La Lazio passa in vantaggio a pochi secondi dall’inizio della seconda frazione di gioco. Gli entusiasmi, tuttavia, si freddano subito. L’Atalanta ha una reazione veemente e trova il gol del pareggio dopo un’azione insistita. Bernasconi si inserisce, conclusione di Samardzic respinta da Provedel ma sulla parata del portiere il più lesto di tutti è Pasalic che infila l’estremo difensore con un’incursione che diventa letale per i padroni di casa. 1-1 in pochi minuti. La gara si equilibra fino al tiro di Taylor intorno al sessantesimo minuto ben parato da Carnesecchi, con il portiere che si distende alla sua destra davanti allo sguardo di Buffon, presente in tribuna a monitorare la prestazione degli italiani in campo. Dal corner seguente un colpo di testa di Romagnoli impensierisce la difesa orobica ma il pallone finisce alto sopra la traversa. I primi cambi arrivano intorno al minuto 65, con la Lazio che leva Isaksen per dare spazio a Cancellieri, mentre per l’Atalanta escono Scalvini e De Roon per dare spazio rispettivamente a Kossounou e Musah. Un contrasto tra Zaccagni e il subentrato Kossounou tira fuori ruggini tra Sarri e Palladino che si beccano dopo l’episodio; risultato, entrambi ammoniti, così come Pasalic finisce sul taccuino dei cattivi dopo aver fermato una ripartenza dello stesso Zaccagni. Dopo dieci minuti dai primi cambi l’Atalanta ne fa altri due, inserendo Sulemana e Ahanor al posto, rispettivamente, di Samardzic e Kolasinac. La Lazio risponde alla lavagnetta, con l’uscita di Zaccagni e Maldini per l’ingresso di Noslin e Dia. Dopo poco arriva anche l’ultimo cambio per la Lazio, con l’uscita di Taylor per l’ingresso di Belahyane, stessa cosa per l’Atalanta con il cambio a specchio tra Krstovic e Scamacca. A pochi minuti dal termine della partita il colpo di scena: su un cross di Tavares la palla arriva in mezzo dove c’è Mario Pasalic che stoppa il pallone al centro dell’area ma lo fa malissimo; Dia si avventa come un falco e buca Carnesecchi con il piatto destro, portando nuovamente la Lazio in vantaggio. Un vantaggio sperperato in una frazione di secondo, con Sulemana che dal limite dell’area di rigore si getta a capofitto e mette la palla in mezzo. La sfera arriva a Musah, completamente solo al centro dell’area che infila il pallone con una fucilata alle spalle di un non perfetto Provedel. Copione simile a quello di inizio secondo tempo, con la Dea che acciuffa una Lazio che non riesce a scappare. Nel finale c’è giusto il tempo un’ammonizione a Hien che ferma la ripartenza di Nuno Tavares. Quello di Musah è il gol che chiude una semifinale d’andata spenta nel primo tempo ma molto viva nella seconda frazione. Finisce così 2-2, con tanti rimpianti in casa Lazio. Tutto si deciderà a Bergamo, come se si ripartisse dallo 0-0.