Da un Khamenei all’altro. Mojtaba Khamenei è la nuova Guida Suprema dell’Iran. Il successore dell’ayatollah ucciso sabato in un raid compiuto da Israele e Stati Uniti sarebbe stato scelto, su indicazione delle Guardie Rivoluzionarie, dall’Assemblea degli Esperti iraniana. Mojtaba, gli studi e i legami coi Pasdaran e BasijMojtaba Khamenei, 56enne secondogenito dell’ayatollah Alì, è nato nel 1969 a Mashdad, importante centro religioso dell’Iran. L’uomo, che ha prestito servizio militare nell’ultimo periodo della guerra fra Iran e Iraq durata 1980 al 1988 con il battaglione Habib ibn Mazahir delle Guardie Rivoluzionarie, è noto per i suoi stretti legami con i Pasdaran. Mojtaba Khamenei ha studiato a Qom con i più importanti esponenti del clero religioso iraniano ma è una figura che ha sempre preferito lavorare dietro le quinte, anche quando suo padre è diventato Guida Suprema, senza avere mai cariche governative. I cablogrammi diplomatici statunitensi pubblicati da WikiLeaks alla fine degli anni 2000 parlavano del giovane Khamenei come del “potere dietro la veste“. Uno di essi riportava l’accusa che Khamenei intercettasse persino il telefono del padre e stesse costruendo una propria base di potere nel Paese. Mojtaba ha lavorato a stretto contatto con le Guardie Rivoluzionarie, sia con i comandanti della loro Forza Quds per le operazioni esterne sia con la milizia volontaria Basij per la repressione delle proteste interne. Le accuse dopo l’elezione di AhmadinejadGli Stati Uniti lo hanno sanzionato nel 2019, durante il primo mandato del presidente Donald Trump, per aver contribuito a “promuovere le ambizioni regionali destabilizzanti e gli obiettivi repressivi interni di suo padre”. Tra le accuse vi è quella di aver sostenuto dietro le quinte l’elezione del presidente conservatore Mahmoud Ahmadinejad nel 2005 e la sua controversa rielezione nel 2009, che scatenò le proteste del Movimento Verde. Mahdi Karroubi, candidato presidenziale nel 2005 e nel 2009, denunciò Khamenei come “figlio di un maestro” e lo accusò di aver interferito in entrambe le votazioni. Suo padre rispose all’epoca che Mojtaba era “egli stesso un maestro, non il figlio di un maestro”. La sua scelta come nuova guida suprema – spiega il New York Times – è anche un messaggio da parte dell’ala più estremista dei Pasdaran alla popolazione relativa alla piena volontà di restare al comando del Paese. Già nel 2024 il nome di Mojtaba Khamenei era dato fra i più probabili come nuova Guida Suprema anche se in quella occasione l’ayatollah Khamenei aveva detto di non gradire una successione dinastica. Nel corso dei raid israelo-americani l’uomo ha perso oltre al padre anche la madre Mansoureh Khojasteh Bagherzadeh, e la moglie Zahra Haddad Adel. Il patrimonio immobiliareSecondo quanto riportato da Bloomberg Mojtaba Khamenei avrebbe un portafoglio di immobili di lusso a Londra del valore di oltre 130 milioni di dollari oltre a una villa in un quartiere esclusivo di Dubai e resort di lusso a Maiorca e sulle Alpi austriache. Tutti questi beni – viene spiegato – sarebbero stati acquistati tramite fondi derivanti dalla vendita del petrolio iraniano e sarebbero transitati tramite banche britanniche, svizzere, del Liechtenstein e degli Emirati Arabi Uniti oltre a società di comodo. Nominalmente nessuno di questi beni figurerebbe intestato a Mojtaba. La figura centrale delle operazioni sarebbe il banchiere iraniano Ali Ansari, sotto sanzioni nel Regno Unito a fine 2025 per il suo ruolo di presunto sostenitore dei Pasdaran. Questo articolo Mojtaba Khamenei, chi è la nuova Guida Suprema dell’Iran proviene da LaPresse