Un tavolo senza reali novità sulla cessione, l’ennesimo, mentre il potenziale acquirente smentisce sé stesso e le dichiarazioni di un ministro. L’Ilva sta diventando una farsa, ma la situazione è seria perché in ballo ci sono oltre 10mila posti di lavoro e l’indipendenza dalle importazioni delle filiere dell’industria che campano di acciaio. L’incontro tra i ministeri competenti e i sindacati metalmeccanici si è chiuso con un sostanziale “ci aggiorniamo”. I commissari di Acciaierie d’Italia, in amministrazione straordinaria, e i rappresentanti dei lavoratori si vedranno il 13 marzo a Taranto per parlare di sicurezza insieme agli ispettori dell’Inail, dopo due incidenti mortali in meno di due mesi, mentre il governo riconvocherà le parti entro la fine del mese.Nel mezzo, in teoria, dovrebbe avvicinarsi il closing con Michael Flacks, il finanziere inglese che sta negoziando in esclusiva con il governo. Prima nota: ora è chiaro a tutti che l’esecutivo è ancora a caccia di garanzie riguardanti la solidità finanziaria e la capacità di gestire un’acciaieria, settore sconosciuto al suo family office, tanto da aver richiesto esplicitamente un partner industriale. Secondo punto: la trattativa, a differenza di quanto lasciato intendere dal ministro delle Imprese Adolfo Urso, non ha subito alcun rallentamento dopo la sentenza del tribunale di Milano che ha imposto lo spegnimento degli impianti il 24 agosto se non verranno puntualizzate le tempistiche di alcuni interventi dell’Aia. Flacks ha detto in giornata: “Pur rappresentando un’evoluzione imprevista, la decisione non è considerata dal Gruppo un ostacolo al processo in corso, che viene attentamente valutato per adeguare il piano industriale di conseguenza”. Insomma, nessuna richiesta di scudo penale né volontà di rallentare il closing. Un’opzione che – paradossalmente – era stata adombrata dallo stesso Flacks e anche Urso.Restano, invece, chiare e plastiche le ombre sulla capacità di Flacks di gestire e rilanciare lo stabilimento. Il segretario generale della Uilm Rocco Palombella è tornato a chiedere l’intervento diretto dello Stato, come anche l’Usb. “L’unica soluzione possibile è la gestione pubblica degli impianti per arrivare alla decarbonizzare, garantendo la continuità produttiva e la sicurezza. La soluzione non è il fondo”, ha ribadito Michele De Palma, leader della Fiom. Di “testardaggine del governo” parla Ferdinando Uliano della Fim-Cisl: “Abbiamo ribadito che devono iniziare a pensare a un piano B, un piano B dove il governo è la parte trainante dell’assetto proprietario, poi aggregando gli industriali del paese”. E ha poi accusato i commissari di coltivare “un ottimismo, secondo noi, sfrenato” riguardo le capacità del finanziere.L’acciaieria – che ha chiuso il 2025 producendo appena 2 milioni di tonnellate – va avanti a stento, i commissari hanno ribadito che è necessario procedere alla vendita per garantirsi il prestito ponte, autorizzato dall’Unione Europea solo perché finalizzato alla cessione. La triade nominata da Urso ha ribadito che dal loro insediamento è stato speso quasi 1 miliardo di euro per le manutenzioni, ma evidentemente non è bastato. Due operai sono morti in situazioni quasi analoghe tra fine gennaio e gli scorsi giorni: griglie “marce” che hanno ceduto al loro passaggio. E i sindacati territoriali sono tornati a tuonare due giorni fa in una lettera resa nota nelle scorse ore denunciando “grave criticità in materia di sicurezza nel reparto Tfc dell’area ghisa”, già segnalate ai capireparto. “Tuttavia, ad oggi, non risulta effettuata neppure la pulizia delle aree interessate, utile almeno a consentire un controllo visivo adeguato dello stato delle strutture”, denunciano chiedendo “un intervento immediato per la verifica tecnica” di tutte le strutture indicate e per la loro messa in sicurezza. All’interno delle aree segnalate, chiedono inoltre i sindacati, va vietato il transito del personale “fino a quando non sarà accertata con certezza l’assenza di pericoli”.L'articolo Ilva: zero risposte dal governo, avanti con Flacks ma crescono i dubbi. I sindacati: “Ottimismo sfrenato dei commissari” proviene da Il Fatto Quotidiano.