Vi dirò, la conduzione di De Martino per Sanremo 2027 non mi dispiace. Così come la direzione artistica. Stefano è tutto fuorchè uno stupido e, da scaltro qual è, oltre a prepararsi a dovere – caratteristica non comune – saprà circondarsi di persone giuste. È uno che sa fare squadra, caratteristica impagabile per impegni importanti come quello che si appresta ad affrontare. Insomma, sa farsi volere bene. Da chi dice lui!Saprà ben mixare alto e basso. La sua matrice popolare si fonderà con quella radical del suo manager e il risultato potrebbe essere interessante. Sanremo e la televisione tutta, per essere efficaci, devono essere centri di fusione tra cultura alta e popolare.Il problema, tuttavia, c’è. Ma sta da un’altra parte. Nella scelta della Rai. La più grande azienda culturale del Paese non può permettersi di affidare il palco più prestigioso della Penisola ad una new entry dello spettacolo, facendo passare un messaggio che prende a schiaffi in un sol colpo meritocrazia, sacrificio e gavetta. È il cancro delle carriere fulminee. Peggio ancora di quelle totalmente inspiegabili che infestano e mortificano lo spettacolo riducendolo a centro di collocamento di wannabe di dubbie capacità.Non è più una questione di 15 minuti di celebrità per soddisfare le più svariate forme di disperazione professionale, è proprio sistemica: lo squinziame presente ultimamente sulla tv pubblica ne è la riprova. E ha del raccapricciante. Certo, non è il caso di Stefano De Martino, ma sono state agghiaccianti le parole del Direttore Prime Time Rai che, incalzato dalla stampa, ha affermato:Dal punto di vista musicale e per altre componenti sarà sostenuto da una struttura tendenti a perfezionare e curare eventuali carenze. Insomma, Rai sceglie di mettere il palco del Festival di Sanremo 2027 e la sua direzione artistica nelle mani di uno showman carente. Un bravo showman carente.The post De moderatione Sanremi 2027 appeared first on Davide Maggio.