I tumori dei gatti aiuteranno a curare i nostri?

Wait 5 sec.

Il gatto è l'animale domestico più diffuso al mondo, addirittura più dei cani: solo nel nostro Paese ne vivono circa 12 milioni. Nonostante siano ovunque, però, ci sono ancora parecchie cose che non sappiamo sui gatti: fino all'uscita di questo studio, per esempio, conoscevamo pochissimo sui loro tumori, che pure sono una delle principali cause di malattia e morte nei felini.Ci ha pensato un team del Wellcome Sanger Institute di Cambridge, guidato dalla dottoressa Louise Van der Wayden, a fare luce sul funzionamento di queste patologie nei gatti, creando la prima mappa genetica completa dei tumori felini – che ha rivelato tra l'altro molte somiglianze con il cancro umano, e dunque la speranza che grazie ai gatti possiamo imparare qualcosa anche su di lui.. dna felino. Lo studio di Cambridge, che ha coinvolto una squadra internazionale di ricercatori da università americane, canadesi e svizzere, ha analizzato il DNA dei tumori di 500 gatti domestici provenienti da cinque Paesi diversi. In particolare, lo studio si è concentrato su circa 1.000 geni che sono legati direttamente a 13 diversi tipi di cancro felino. L'analisi ha permesso di mappare geneticamente i tumori nei gatti, ma ha anche messo in evidenza come molti dei geni che portano alla formazione di tumori siano condivisi tra gatti e umani.. Somiglianze genetiche. Questo suggerisce che dietro alla formazione e crescita di un tumore ci siano processi biologici in comune tra gatti e umani: capire come funziona il cancro nei primi potrebbe aiutarci a sviluppare cure anche per noi. Un esempio è quello del TNBC, il tumore alla mammella triplo-negativo: negli umani, il 15% dei tumori al seno che si sviluppano sono di questo tipo. Nei gatti, il TNBC è ancora più frequente che negli umani: questo permette di avere a disposizione molto materiale su cui lavorare per trovare una cura.. Cos'è la One Medicine. Oltre alle somiglianze genetiche, c'è un altro motivo per cui vale la pena studiare i tumori nei gatti (e anche nei cani, per i quali però esistono già fior di studi): sia noi sia i nostri animali domestici siamo esposti allo stesso tipo di fattori ambientali, e questo potrebbe aiutarci a identificare quelli che sono dei driver del cancro.Lo studio suggerisce quindi una strada di ricerca integrata tra medicina umana e veterinaria, un approccio chiamato One Medicine: quello che scopriamo sui gatti può essere testato e applicato agli umani, e viceversa, con vantaggi per la salute di entrambe le specie..