AGI - I lockdown durante la pandemia di Covid-19 hanno rallentato lo sviluppo di importanti capacità cognitive nei bambini piccoli, con effetti che potrebbero protrarsi per anni. È quanto emerge da uno studio osservazionale pubblicato su Child Development da John Spencer della University of East Anglia e colleghi delle università di Lancaster e Durham.La ricerca mostra che i bambini che frequentavano la scuola dell'infanzia quando sono iniziate le restrizioni hanno registrato progressi significativamente più lenti nelle cosiddette funzioni esecutive, ovvero le capacità di autoregolazione, concentrazione e flessibilità cognitiva. Lo studio ha seguito per diversi anni 139 bambini di età compresa tra due anni e mezzo e sei anni e mezzo. Tra questi, 94 famiglie partecipavano già al progetto prima dell'arrivo della pandemia, consentendo ai ricercatori di disporre di una rara base di riferimento sulle capacità cognitive dei bambini prima dei lockdown.Lo studioPer valutare lo sviluppo delle funzioni esecutive, il team ha utilizzato la Minnesota Executive Function Scale, una misura standardizzata che consente di analizzare in modo comparabile abilità come il controllo degli impulsi, la capacità di cambiare strategia o passare da un compito all'altro e l'adattamento a nuove situazioni.I risultati indicano che i bambini che frequentavano la scuola dell'infanzia quando il Paese è entrato in lockdown hanno mostrato un aumento molto più lento delle capacità di autoregolazione e flessibilità cognitiva negli anni successivi rispetto ai coetanei che frequentavano ancora la scuola materna prima della pandemia. In particolare, questi bambini hanno avuto più difficoltà a controllare gli impulsi e a cambiare attività, competenze che normalmente migliorano rapidamente con l'ingresso in ambienti scolastici strutturati.L'importanza della scuola dell'infanziaSecondo gli autori, la scuola dell'infanzia rappresenta una fase cruciale per la socializzazione e per l'apprendimento delle regole della classe. "La scuola dell'infanzia è un anno critico per la socializzazione tra pari", spiega Spencer. "È il momento in cui i bambini imparano le regole della classe e costruiscono le prime amicizie che contribuiscono alla formazione della fiducia in se stessi". Tuttavia, per la coorte di bambini che ha iniziato la scuola nel 2020, le aule sono state chiuse, le routine scolastiche si sono interrotte improvvisamente e le opportunità di interazione sociale sono state fortemente limitate.Differenze individualiLo studio evidenzia anche che le differenze individuali nelle funzioni esecutive restano relativamente stabili nel tempo: i bambini che mostravano capacità più avanzate già a due anni e mezzo tendevano a mantenere un vantaggio anche a sei anni e mezzo. Inoltre, i bambini provenienti da famiglie con livello socioeconomico più basso hanno registrato punteggi mediamente inferiori, confermando risultati già emersi in precedenti ricerche sull'importanza del contesto familiare e dell'istruzione dei genitori. Anche tenendo conto dell'età e del background familiare, tuttavia, l'impatto della pandemia rimane evidente.I bambini che frequentavano la scuola dell'infanzia all'inizio della pandemia hanno registrato miglioramenti più limitati nelle funzioni esecutive rispetto a quelli che si trovavano in una fase precedente del percorso educativo. Secondo i ricercatori, questi risultati indicano che una generazione di bambini potrebbe aver bisogno di un sostegno aggiuntivo nei prossimi anni da parte di scuole, insegnanti e servizi sanitari per recuperare eventuali ritardi nello sviluppo cognitivo e socio-emotivo. Lo studio solleva inoltre interrogativi su come proteggere lo sviluppo dei più piccoli durante eventuali future emergenze nazionali.