Il primato Usa nella scienza è in bilico, l’allarme di ‘Science’

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Mentre la Cina investe nella scienza emergendo come una superpotenza globale nella produzione di nuovi farmaci, gli Stati Uniti rischiano di auto-sabotarsi. “Nell’ultimo anno l’amministrazione Trump ha inviato un messaggio scoraggiante dopo l’altro ai giovani che aspirano a una carriera scientifica negli Stati Uniti. La retorica che deride la competenza scientifica e i tagli ai finanziamenti stanno allontanando gli studenti da carriere che potrebbero non esistere più al momento della laurea”. A sottolinearlo è un duro editoriale su ‘Science’, che si scaglia contro la miopia di politiche che rischiano di allontanare i giovani più brillanti dalla scienza.Dopo ‘The Lancet’, un’altra rivista di punta prende di mira le politiche a stelle e strisce sulle scienze della vita. “La leadership globale degli Stati Uniti negli ultimi decenni deriva dalla capacità di coltivare i migliori scienziati, sia americani che stranieri. Dopo aver commesso un errore colossale nel limitare l’ingresso di eccellenti scienziati nati all’estero, l’amministrazione – sottolinea ‘Science’ – sta aggravandolo limitando ulteriormente lo sviluppo e la carriera degli scienziati”. Misure che già “stanno ostacolando i progressi scientifici mondiali”, ma che soprattutto contribuiscono “alla perdita del potere geopolitico degli Stati Uniti, che paradossalmente è proprio ciò che l’amministrazione sembra desiderare di più”. Un boomerang i tagli ai visti per i giovani cervelli stranieriNel mirino, i “tagli ai visti concessi agli studenti stranieri: stanno erodendo le opportunità per i giovani scienziati americani di lavorare con le persone più talentuose al mondo. Forse non c’è prova più forte degli obiettivi dell’amministrazione di ridurre la qualità della forza lavoro statunitense in questo campo”, mette nero su bianco l’editoriale.Science “si concentra su due aspetti importanti: il primo è proprio l’aver tolto le borse agli stranieri, che significa non mettere la scienza nelle condizioni di arricchirsi. La ricerca per progredire non deve guardare religione, politica, colore della pelle: si arricchisce grazie all’eccellenza e alla contaminazione”, commenta a LaSalute di LaPresse Massimo Ciccozzi, epidemiologo dell’Università Campus Bio-Medico. “Dopodiché si è scelto di orientare le borse di studio su informatica e informatica quantistica, aree che piacciono molto a questa amministrazione americana”, aggiunge l’esperto. Una mossa che, scommette, finirà per penalizzare il Paese.Che cosa preoccupa Science“Non avevo mai letto un editoriale così duro nei confronti del proprio governo e, allo stesso tempo, così lucido. L’editoriale di Science – commenta Arnaldo D’Amico, medico, scrittore e giornalista – è un atto d’accusa pesantissimo e documentato contro l’amministrazione Trump che, di fatto, sta smantellando le fondamenta della leadership americana”.Nel mirino della rivista, i tagli’ al programma di punta della National Science Foundation, il Graduate Research Fellowship Program. Il GRFP, aperto solo a cittadini statunitensi o ai residenti permanenti, offre 3 anni di finanziamenti agli studenti laureati che si iscrivono alle università statunitensi. “Avviato nel 1952, il programma ha lanciato la carriera di circa 50 premi Nobel”, ricordano da Science.Inizialmente, l’amministrazione ha dimezzato il programma (storicamente forte di 2.300 borse di studio). Dopo le proteste della comunità scientifica, sono state assegnate altre 500 borse di studio, fortemente orientate, appunto, verso l’informatica e l’informatica quantistica. Quest’anno poi, sono state respinte almeno 50 domande, la maggior parte sulla biologia.Born in the Usa? I rischi di escludere i cervelli migliori“Quello che destabilizza è il fatto riservare i finanziamenti a chi è nato negli Stati Uniti. Ma i migliori scienziati che l’America ha avuto sono italiani, tedeschi, inglesi, cinesi”, avverte l’epidemiologo del Campus Bio-Medico. Cervelli del calibro di Albert Einstein o Renato Dulbecco, per fare solo qualche nome. “Ogni chiusura è nemica della scienza”, chiosa Ciccozzi. D’altra parte Michael Kratsios, direttore dell’Ufficio per la Politica Scientifica e Tecnologica della Casa Bianca, ha recentemente dichiarato a una commissione del Congresso che è importante che i fondi federali per la ricerca e sviluppo vadano a tecnologi nati negli Stati Uniti e assunti in laboratori americani.Il segreto della scienza americana“Per coloro che credono che la scienza americana abbia prosperato perché gli Stati Uniti, fino a un anno fa, hanno sempre accolto i migliori talenti da tutto il mondo, questo atteggiamento non è solo sbagliato, ma anche del tutto impraticabile, poiché quasi certamente non ci sono abbastanza studenti nazionali per soddisfare il fabbisogno di una forza lavoro scientifica altamente qualificata”, sottolineano da ‘Science’. Anche la ‘mannaia’ sulle scienze della vita è “sconcertante”, secondo l’editoriale. “Negli ultimi mesi – si legge –  i leader del settore hanno lanciato l’allarme sull’ascesa della Cina nel settore biofarmaceutico. Ben un terzo dei nuovi farmaci autorizzati proviene dalla Cina”. La mossa americana “significa solo dare alla Cina un vantaggio” in più, dicono da ‘Science’.“L’idea di una scienza ‘solo per americani’ è impraticabile e autodistruttiva in un mondo dove il talento è globale. Stiamo assistendo al sabotaggio deliberato della forza lavoro scientifica di domani. Se gli Stati Uniti smettono di coltivare l’eccellenza, il baricentro geopolitico è destinato a spostarsi definitivamente. Alla faccia del MAGA”, conclude D’Amico.Questo articolo Il primato Usa nella scienza è in bilico, l’allarme di ‘Science’ proviene da LaPresse