Referendum, Meloni: “Chi è d’accordo con la riforma Nordio vada a votare, noi la nostra parte l’abbiamo fatta. Poi non ci si lamenti”

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“Se non ci riusciamo stavolta a riformare la giustizia, non avremo un’altra occasione. I cittadini d’accordo con la riforma Nordio, che so essere la maggioranza, devono spendere 5 minuti del loro tempo il 22 e il 23 marzo per andare a mettere una croce. Se non si è disposti a fare questo, poi è difficile lamentarsi di quello che non funziona in Italia“. Sono le parole pronunciate ai microfoni di Non Stop News, su Rtl 102.5, dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che rivolge un appello al voto per il referendum costituzionale sulla giustizia, lasciando trasparire una certa tensione a meno di venti giorni dalla data fatidica.L’intervento si muove lungo una linea ormai consolidata nella narrazione dell’esecutivo: la riforma come passaggio necessario per modernizzare il Paese e correggere un sistema che da anni viene descritto come inefficiente. “Siccome la giustizia — afferma la premier — ha un ruolo determinante su moltissime questioni che impattano sulla vita quotidiana dei cittadini, dalla sicurezza alla salute, dalla immigrazione alla libertà personale, dal lavoro all’ordine pubblico, se non funziona adeguatamente, il meccanismo che serve a far camminare questa nazione si inceppa. Quindi riformare la giustizia è fondamentale per rendere questa nazione moderna e il paradosso è che non ci sia mai riusciti”.Nel racconto della premier la riforma dovrebbe migliorare concretamente la vita dei cittadini. In realtà il cambiamento costituzionale voluto dal ministro della Giustizia Carlo Nordio non incide sui tempi dei processi né sulla loro velocità. Un aspetto riconosciuto dallo stesso Nordio e anche dalla senatrice leghista Giulia Bongiorno. Il principale problema della giustizia italiana resta infatti quello delle risorse: carenza di magistrati e personale amministrativo, strutture insufficienti e ritardi nella digitalizzazione degli uffici. Questioni che incidono direttamente sulla vita quotidiana dei cittadini ma che la riforma costituzionale sottoposta a referendum non affronta.Meloni insiste sull’idea di un’occasione che il Paese non dovrebbe lasciarsi sfuggire: “Rifiuto l’idea che in Italia ogni volta che si cerca di toccare qualcosa, che si cerca di cambiare qualcosa, che si cerca di migliorare qualcosa ci sia una levata di scudi come se questa nazione non si potesse mai modernizzare”.Poi torna sull’appuntamento elettorale: “Questa è una riforma che, diciamo, corregge la questione alla base. Se non si riesce a fare questa riforma sarà molto difficile far camminare la giustizia. È importante la mobilitazione dei cittadini, noi la nostra parte l’abbiamo fatta. Noi c’eravamo presi un impegno con i cittadini a fare questa riforma, e oggi serve un referendum”.L'articolo Referendum, Meloni: “Chi è d’accordo con la riforma Nordio vada a votare, noi la nostra parte l’abbiamo fatta. Poi non ci si lamenti” proviene da Il Fatto Quotidiano.