Siamo abituati a considerarla l’ancora di salvezza delle nostre notti in bianco. Una pastiglietta, qualche goccia o una caramellina gommosa, e via nel mondo dei sogni. Ma l’ultimo allarme lanciato (anche) via social da Matteo Bassetti, direttore della Clinica Malattie Infettive dell’Ospedale Policlinico San Martino di Genova ha scosso i cuscini di molti italiani: la melatonina potrebbe raddoppiare il rischio di insufficienza cardiaca.Tutto nasce da una ricerca presentata durante un congresso dell’American Heart Association. Gli studiosi hanno analizzato i dati di oltre 130.000 persone affette da insonnia, notando un dato statistico che fa sobbalzare: chi faceva un uso prolungato di integratori a base di melatonina sembrava mostrare un rischio significativamente più alto di sviluppare problemi al cuore. Bassetti, sempre molto diretto, ha sollevato un punto cruciale: la percezione del rischio. Spesso consideriamo gli integratori come “acqua fresca” o prodotti naturali del tutto innocui. “La melatonina è un ormone, non una caramella”, ricorda il professore. L’uso indiscriminato e “fai-da-te”, senza un consulto medico, è il vero pericolo. Se la prendiamo per mesi (o anni) senza interruzioni, stiamo dando al nostro corpo un segnale chimico potente che potrebbe avere effetti collaterali a lungo termine ancora non del tutto esplorati.Ma attenzione. Prima di restare svegli tutta la notte per la paura, è fondamentale fare una distinzione scientifica: correlazione non significa causalità. Questo sognifica lo studio è di tipo “osservazionale”. In parole povere: chi soffre di insonnia grave ha già di per sé un rischio cardiaco più alto (perché dormire male logora il cuore). È la melatonina a causare il danno, o è il fatto che chi ha il cuore più fragile tende a dormire peggio e quindi a prendere più melatonina? La scienza non ha ancora una risposta definitiva. Quindi la “ricetta” è del buonsenso. La melatonina va bene se assunta per periodi brevi. Questo rimedio infatti nasce per gestire il jet-lag o brevi periodi di stress. Non è pensata per essere assunta a vita. Se l’insonnia persiste, il problema non è la mancanza di melatonina, ma qualcos’altro e per questo è bene parlarne con il proprio medico. Infine, prima di passare alla “chimica”, si raccomanda di provare con i classici consigli: niente schermi blu a letto, cena leggera e stanza fresca. La melatonina resta uno strumento utile, ma va maneggiata con cura.L'articolo “La melatonina non è una caramella”: l’allarme di Matteo Bassetti. Ecco perché l’ormone del sonno può fare male al cuore proviene da Il Fatto Quotidiano.