TIVOLI – “Il mio compagno mi maltratta”, poi ritratta in aula: lui assolto, lei denunciata

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Ai carabinieri intervenuti raccontò di essere stata picchiata dal compagno, mostrando la casa a soqquadro e i segni sul corpo di quella che sarebbe stata soltanto l’ennesima aggressione fisica.Ma a distanza di 5 anni davanti ai magistrati ha ritrattato tutto, giurando di essersi procurata da sola le lesioni e attribuendosi anche la devastazione del mobilio e delle suppellettili.Per questo ieri, mercoledì 4 marzo, il Tribunale di Tivoli ha assolto perché il fatto non sussiste un 51enne italiano accusato di maltrattamenti ai danni della convivente, una coetanea romena e mamma dei suoi figli di 10 e 16 anni.Il Collegio presieduto da Laura Di Girolamo – a latere i giudici Sergio Umbriano e Matteo Petrolati – ha accolto la richiesta di assoluzione avanzata dalla stessa pubblica accusa e ordinato la trasmissione alla Procura di Tivoli degli atti relativi alla deposizione della presunta vittima.Il caso risale al 15 agosto 2020, quando la donna presentò denuncia ai carabinieri della stazione di Agosta dopo essere finita in ospedale  con contusioni al volto, al cranio, al collo, escoriazioni al torace e alla schiena giudicate guaribili in dieci giorni di prognosi.Ai militari la 40enne raccontò che da marzo 2020 il compagno aveva reso il clima di vita tormentato e doloroso per lei e i bambini davanti ai quali l’uomo l’avrebbe insultata a più riprese.“Te ne devi andare zoccola, deficiente, ci siamo stufati di sopportarti, fatti le valigie e vattene”, “romena di merda”, “ignorante”.In sede di denuncia la donna riferì di aver subito anche minacce come “ti ammazzo”, “stasera non va a finire bene”, “se prosegui su questa strada e ti prendi mia figlia tu non esci viva”.Sempre nella denuncia la 40enne romena raccontò che il compagno le impediva di lavorare denigrandola e rinfacciandole costantemente il fatto che dipendeva economicamente da lui e le impediva di avere contatti sociali al di fuori della famiglia di lui.Inoltre giurò di essere stata picchiata in più occasioni.Una volta lui l’avrebbe spinta, facendola sbattere contro una porta dopo averla minacciata di morte sempre davanti ai figli.Una seconda e una terza volta l’avrebbe sbattuta a terra, mettendosi sopra di lei, immobilizzandola ed infine stringendole le mani attorno al collo fino a farle mancare il respiro.Fatto sta che l’unico referto medico era quello relativo alla sera di Ferragosto del 2020, quando verso le 23 i carabinieri intervennero contattati dal 51enne italiano.In quel caso, i militari trovarono la casa a soqquadro, cocci di vetro e tracce di sangue sul pavimento.Davanti alle forze dell’ordine il compagno avrebbe minacciato la donna, per cui non le fu difficile convincere i carabinieri che era stato lui a mettere a soqquadro l’appartamento distruggendo suppellettili.A distanza di anni la presunta vittima ha ritrattato.In Tribunale, a Tivoli, la donna ha giurato che tutte le sue dichiarazioni erano false, sia quelle rese ai carabinieri, che quelle rilasciate nel corso delle indagini.Ai magistrati ha spiegato che si voleva vendicare, consumata dalla gelosia verso la ex del 51enne e a causa della particolare situazione psicologica del momento: la donna ha ammesso che all’epoca soffriva di depressione e aveva intrapreso un percorso farmacologico su prescrizione del medico di base.Accuse premeditate allo scopo di recarsi in Romania con la figlia senza il consenso del compagno, il movente confessato in aula dalla donna che ha anche negato di aver mai ricevuto minacce di morte e che la sera di ferragosto del 2020 era stata lei in realtà a scagliarsi contro il compagno appena rincasato con l’obiettivo di incastrarlo.Concordanti verso l’assoluzione dell’imputato altre due testimonianze.La prima è stata quella di una conoscente della famiglia, una donna romena che ha ricordato di non aver mai assistito a episodi di violenza fisica e verbale, né di aver mai notato lividi o segni di percosse sul viso o sul corpo della 40enne.La seconda è stata quella del padre dell’imputato residente nell’appartamento attiguo: l’anziano ha confermato che la donna voleva scappare dall’Italia e tornare in Romania con la sua bambina. Davanti ai giudici ha parlato anche il 51enne italiano accusato di maltrattamenti: l’uomo ha confermato che la compagna era gelosa, che voleva andare in Romania con la loro figlia, ma anche che era depressa e dipendente dall’alcool.A parere del Tribunale di Tivoli, non c’è mai stato un regime di vita vessatorio e mortificante.L'articolo TIVOLI – “Il mio compagno mi maltratta”, poi ritratta in aula: lui assolto, lei denunciata proviene da Tiburno Tv.