Lun, 16 Mar 2026Intanto il club porta avanti i colloqui per due aree di interesse fuori dalla capitale francese, tra interesse vero e mossa per mettere pressione al futuro sindaco.DiRedazioneCondividi l'articoloIl Parco dei Principi (Foto: GERARD JULIEN/AFP via Getty Images)Il Parco dei Principi, casa del Paris Saint-Germain ma di proprietà del Comune di Parigi, è finito al centro del dibattito politico in vista delle elezioni del nuovo sindaco della capitale francese. A riaccendere il dibattito sull’impianto, con una vena molto politica questa volta, è la sempre attuale possibilità che il club presieduto da Nasser Al Khelaifi lasci lo stadio per costruirne uno nuovo, e di proprietà, in un’altra zona della città. Un tema affrontato recentemente proprio da Inter e Milan a Milano, con i due club che – prima di acquistare San Siro – hanno valutato di lasciare la città per realizzare nuovi impianti a San Donato Milanese e a Rozzano.Come riporta l’agenzia di stampa spagnola EFE, tutti i candidati a primo cittadino di Parigi hanno dovuto prendere posizione sulla eventuale vendita dello stadio costruito nel 1972 e che vede in essere, fino al 2044, un contratto di utilizzo in favore del PSG, che si è detto più volte pronto ad acquistare l’impianto. Il tutto a patto che si parli di cifre ragionevoli, dato che successivamente si dovrà procedere con un piano di riqualificazione che consentirà alla società di essere ancora più competitiva con i top club europei.Il PSG ha infatti proposto al Comune di Parigi un importante lavoro di ristrutturazione dello stadio che porterebbe, fra le altre cose, a superare l’attuale capienza di 47mila posti, ritenuta insufficiente dal club per una delle squadre più importanti del mondo, soprattutto in relazione con i competitors europei. Ma la questione, essendo l’impianto di proprietà pubblica, si è incagliata su chi dovrà pagare per questi lavori.La strada più semplice porterebbe a una vendita dell’impianto al club campione di Francia ed Europa che poi si sobbarcherebbe i costi della ristrutturazione, ma sulla cessione dello stadio non si è trovato mai un punto di incontro con l’attuale sindaca Anne Hidalgo. Ma quest’ultima non si è ricandidata alle prossime elezioni, di fatto aprendo un nuovo confronto, iniziato già in campagna elettorale. Nel frattempo, però, il presidente Al Khelaifi ha avviato le ricerche per un terreno che possa ospitare il nuovo stadio del PSG.Una ricerca che ha dato i primi frutti con due comuni dell’area metropolitana di Parigi: Poissy, vicino all’attuale centro di allenamento del PSG che si trova a nord della città, e Massy, vicino al Paris Orly Airport, nel quadrante sud. L’opzione più apprezzata dalla stragrande maggioranza dei tifosi del PSG, e anche dei cittadini parigini, è quella che il club rimanga al Parco dei Principi, come dimostra un sondaggio dell’istituto Harris pubblicato all’inizio dell’anno che indica come sei abitanti su dieci di Parigi siano favorevoli alla vendita dello stadio, piuttosto che vedere il club trasferirsi in un altro comune.Tornando alle elezioni, il favorito nei sondaggi è il socialista Emmanuel Gregoire, per anni numero due di Anne Hidalgo e suo rappresentante nelle trattative con Nasser Al-Khelaifi. Al contrario di quanto si possa pensare, dopo il sempre più probabile addio del PSG, lo stesso Gregoire ha cambiato la sua posizione, aprendo di fatto alle trattative per una cessione del Parco dei Principi.Ovviamente con delle condizioni, come quella di accettare una clausola di riacquisto in favore del Comune e finanziare la riqualificazione dell’area circostante, incluso l’interramento di parte della tangenziale per creare una zona verde e commerciale. Inoltre, Greigore è stato l’unico candidato a parlare di cifre, definendo ridicola l’offerta di 40 milioni di euro presentata in passato dal club: «Non può valere meno di quanto hanno pagato per l’argentino Leandro Paredes».La principale rivale di Gregoire è la conservatrice Rachida Dati, che si è detta completamente convinta che la cessione dello stadio sia la strada da percorrere, anche se ritiene che il PSG debba contribuire alla costruzione di un quartiere sportivo adiacente allo stadio che sia aperto a tutti. Il terzo candidato nei sondaggi, il centrista Pierre-Yves Bournazel, ritiene che il denaro ottenuto dalla vendita del Parco dei Principi possa essere destinato a finanziare una delle sue principali proposte: acquistare migliaia di parcheggi coperti per offrire posti gratuiti e eliminare quelli in superficie. Favorevole a una cessione anche la candidata ultraconservatrice Sarah Knafo.Completamente contrari, invece, sono Thierry Mariani, candidato dell’estrema destra vicino a Marine Le Pen, e Sophia Chikirou, della sinistra. Ma entrambi hanno poche possibilità di vittoria, e anzi rischiano di essere esclusi dopo il primo turno di elezioni.Mentre il dibattito politico prende sempre più piede, dal PSG mantengono il silenzio assoluto sulla questione elezioni portando avanti i propri colloqui con Poissy e Massy per un’area idonea alla costruzione del nuovo stadio. In molti ritengono che questo atteggiamento del club non sia altro che una mossa per mettere pressioni a Parigi, indipendentemente dal suo prossimo sindaco. L’eletto potrebbe essere il primo cittadino protagonista dell’addio della squadra della città alla sua storica casa, facendo perdere a Parigi un suggestivo derby fra vicini, visto che lo stadio del Paris FC, tornato in Ligue 1 grazie agli investimenti della famiglia Arnault e al supporto di Red Bull, si trova dall’altra parte della strada rispetto al Parco dei Principi.Developed by 3x1010