Apparecchiature innovative, spazi attrezzati e ‘cervelli’ eccellenti impegnati nelle “linee di ricerca più promettenti: dall’analisi del microbioma, alla profilazione genetica dei pazienti, fino all’identificazione di nuovi biomarcatori molecolari”. Paolo Ascierto, professore ordinario di Oncologia all’Università Federico II di Napoli e direttore dell’Unità di Oncologia Melanoma, Immunoterapia Oncologica e Terapie Innovative dell’Istituto Pascale di Napoli descrive così gli ingredienti del nuovo polo d’eccellenza dell’Irccs Fondazione Pascale, inaugurato questa mattina a Mercogliano (Avellino) e dedicato all’immunoterapia all’interno del Crom.Una struttura inaugurata oggi che guarda al futuro, simboleggiata da un’immagine che ricorda ‘La Notte Stellata’ di Van Gogh ma è invece la mappa vitale di un tumore ‘fotografata’ da un microscopio a scansione. Si tratta di una delle linee di ricerca di punta del primo laboratorio del Sud Italia interamente dedicato all’immunoncologia, realizzato grazie alla donazione della Fondazione Irti, presieduta da Natalino Irti. La mappa vitale di un tumore. Foto: Crom La donazione da 400mila euroLa nascita del laboratorio è legata alla storia di Nicola Irti, illustre giurista che, dopo un grave lutto familiare, ha dato vita alla Fondazione Irti. Con una donazione complessiva di 400.000 euro la Fondazione ha permesso l’acquisto di macchinari che pongono la Campania al centro della mappa scientifica europea contro i tumori. “Abbiamo fortemente voluto che questo investimento restasse al Sud e trovasse casa nel talento dei ricercatori dell’Irccs Pascale – ha spiegato Natalino Irti – Trasformare una sofferenza privata in una risorsa collettiva è il modo più nobile per onorare la memoria e il futuro. Sapere che queste tecnologie porteranno nuove opportunità di cura per i pazienti è, per la nostra Fondazione, il risultato più prezioso”.Dentro il nuovo laboratorioCome sottolinea Ascierto “la linea di ricerca più avanzata che stiamo esplorando è la biologia spaziale, una disciplina rivoluzionaria che permette di studiare il microambiente tumorale con una precisione chirurgica. Mentre la genomica tradizionale analizza i tessuti come in un ‘frullato’ di cellule, la biologia spaziale permette di mantenere intatta l’architettura del tumore, preservandone il contesto topografico”. “Grazie a strumentazioni di ultima generazione siamo quindi in grado di mappare non solo la presenza delle cellule tumorali, ma la loro interazione geografica con il sistema immunitario”, chiarisce il noto oncologo. Il centro punta dunque allo studio dei meccanismi di resistenza alle cure e alla personalizzazione dei trattamenti per rendere l’immunoterapia sempre più efficace ma anche accessibile ai pazienti. Una sorta di Silicon Valley dell’immunoncologia, come hanno suggerito nel corso dell’inaugurazione della struttura, che vede impegnato l’intero team di Paolo Ascierto, con Gabriele Madonna, Domenico Mallardo, Caterina Costa e Mariaelena Capone. Il tutto sotto la guida strategica del direttore scientifico del Pascale, Alfredo Budillon. “Con questo laboratorio facciamo un ulteriore salto di qualità nella medicina di precisione. Non ci limitiamo più a guardare le cellule tumorali in modo isolato, ma ne studiamo l’architettura spaziale. Questo ci può permettere di capire perché alcuni pazienti rispondono alle cure e altri no, nel solco di terapie sempre più personalizzate che riducono gli effetti collaterali e massimizzano l’efficacia del trattamento”, chiarisce Budillon. Un traguardo importante “che si integra in un contesto, quello del centro di Mercogliano, dove abbiamo centralizzato tutte le maggiori piattaforme tecnologiche dell’Istituto, e che rafforza ulteriormente il ruolo del Pascale come riferimento internazionale”, conclude il direttore sanitario.La speranza è che, grazie a queste ricerche e al contributo dell’immunoterapia e dell’oncologia di precisione, si arrivi finalmente a una nuova alba nella lotta ai tumori.Questo articolo La ‘notte stellata’ dell’immunoterapia: dentro il nuovo laboratorio del Crom guidato dal team di Paolo Ascierto proviene da LaPresse