AGI - Il governo cinese ha chiesto di porre fine alla "narrativa di una minaccia cinese" nei confronti di Taiwan. Dopo che un rapporto dell'intelligence statunitense ha affermato che Pechino non ha piani per invadere l'isola nel 2027 né una tempistica precisa per raggiungere la "riunificazione", il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Lin Jian, ha dichiarato che "la soluzione della questione di Taiwan è una questione che spetta esclusivamente al popolo cinese decidere" e "non ammette alcuna interferenza da parte di forze straniere". Gli Stati Uniti "dovrebbero esercitare prudenza nelle loro parole e azioni riguardo alla questione di Taiwan", ha aggiunto il portavoce, esortando "le istituzioni e gli individui statunitensi competenti" ad "abbandonare i pregiudizi ideologici e la mentalità a somma zero tipica della Guerra Fredda" e a "correggere la loro percezione della Cina".Il rapporto dell'Intelligence UsaSecondo il Rapporto annuale sulla valutazione delle minacce del 2026, pubblicato mercoledì e redatto dall'intelligence statunitense, le autorità di Pechino continueranno a cercare di "creare le condizioni per un'eventuale riunificazione con Taiwan, senza ricorrere al conflitto"."Nonostante la minaccia di ricorrere alla forza per imporre l'unificazione, qualora lo ritenesse necessario, e per contrastare quello che percepisce come un tentativo degli Stati Uniti di usare Taiwan per minare la sua ascesa, la Cina preferisce raggiungere l'unificazione senza l'uso della forza, se possibile", si legge nel documento. Questa valutazione contrasta con quella espressa dal Pentagono alla fine dello scorso anno, quando un rapporto indicava che la Cina aspirava a "combattere e vincere" una guerra per Taiwan entro la fine del 2027.L'incontro tra Trump e Xi JinpingLa pubblicazione di questo documento è avvenuta alla vigilia dell'incontro previsto a Pechino tra Donald Trump e Xi Jinping, la cui data è stata rinviata su richiesta del presidente statunitense a causa del conflitto in Medio Oriente. Tra gli argomenti che potrebbero essere discussi durante l'incontro c'è proprio la questione di Taiwan, che la Cina considera la "prima linea rossa" nelle relazioni tra le due potenze.