AGI - Cambiare una notizia per far vincere una scommessa. È la prospettiva cui si è trovato di fronte un cronista di guerra israeliano del Times of Israel, minacciato di morte dopo avere pubblicato una 'breve' su un missile iraniano caduto il 10 marzo in un'area aperta vicino a Beit Shemesh, a ovest di Gerusalemme. Dietro le intimidazioni, secondo quanto ricostruito dal Washington Post, ci sarebbero scommettitori attivi sulla piattaforma Polymarket, dove erano in gioco milioni di dollari sulla possibilità che un missile iraniano colpisse Israele proprio il 10 marzo.Il giornalista, Emanuel Fabian, 28 anni, aveva scritto in un breve lancio che un missile aveva colpito una zona aperta senza provocare feriti. Una notizia apparentemente marginale, che però avrebbe potuto determinare la vittoria di chi aveva puntato sul "sì" nel mercato aperto da Polymarket. Solo in un secondo momento Fabian ha capito perché sconosciuti cominciassero a scrivergli, prima con toni cortesi, poi sempre più aggressivi, chiedendogli di modificare il testo.La richiesta di aggiornare la notiziaSecondo il quotidiano americano, in un primo momento alcuni utenti gli avrebbero chiesto di "aggiornare" l'articolo sostenendo che l'esplosione potesse essere stata provocata non da un missile caduto a terra, ma dai frammenti di un vettore intercettato. Una distinzione decisiva per la scommessa: in base alle regole del mercato, un missile intercettato non conta infatti come "strike", cioè come impatto valido.Le minacce di morte al giornalistaCon il passare delle ore la pressione sarebbe però degenerata. Fabian ha mostrato al Washington Post messaggi ricevuti su WhatsApp da una persona che si identificava come "Haim". In ebraico, e poi in inglese, l'utente lo avrebbe minacciato dandogli "90 minuti per aggiornare la menzogna" e aggiungendo di sapere dove viveva e chi fossero i suoi familiari. In un altro messaggio, secondo la ricostruzione, il mittente affermava che se il giornalista gli avesse fatto perdere una puntata da 900 mila dollari, avrebbero investito "non meno di quella cifra" per "farlo fuori".La decisione di non cedere e la denunciaFabian ha raccontato di avere preso in considerazione, per un momento, l'idea di cambiare la notizia, dato che si trattava di un dettaglio apparentemente secondario e senza conseguenze pratiche sul terreno. Poi ha deciso di non cedere. "Se lo faccio una volta, torneranno a chiedermi di cambiare altro", ha spiegato al Post. Il cronista ha quindi denunciato tutto alla polizia e, insieme al suo editore, ha pubblicato un resoconto in prima persona dell'accaduto sul Times of Israel, nella speranza di scoraggiare nuove intimidazioni contro i giornalisti.Il ruolo dei prediction market e la reazione di PolymarketLa vicenda si inserisce nel crescente dibattito sulle piattaforme di prediction market, mercati online in cui gli utenti scommettono sull'esito di eventi futuri, dalle elezioni ai conflitti internazionali. Polymarket, che vieta formalmente l'accesso agli utenti statunitensi, ha condannato le minacce rivolte a Fabian, definendole una violazione dei termini di servizio. La società ha fatto sapere di avere sospeso gli account coinvolti e di voler trasmettere le relative informazioni alle autorità.I rischi e le critiche sui mercati predittiviIl caso ha però riacceso le critiche sui rischi insiti in questi mercati. Secondo il Washington Post, nei giorni successivi all'esplosione vicino a Beit Shemesh, altri sette milioni di dollari sarebbero confluiti nella scommessa, con alcuni utenti potenzialmente destinati a incassare oltre un milione in base alla decisione finale. Di fatto, osserva il giornale, non si scommetteva più solo sull'evento in sé, ma anche su come il sistema di voto interno di Polymarket, basato su token crittografici, avrebbe stabilito la "verità" del caso.Proposte di legge e la necessità di controlliNegli Stati Uniti, intanto, i democratici Chris Murphy e Greg Casar si preparano a presentare una proposta di legge per vietare le scommesse su operazioni sensibili e attività di governo. Per Amanda Fischer, direttrice delle politiche del gruppo Better Markets ed ex funzionaria della Securities and Exchange Commission, le minacce contro Fabian mostrano in modo "agghiacciante" la necessità di controlli più severi. E confermano, aggiunge, un rischio ulteriore per i reporter di guerra: oltre ai pericoli del fronte, anche la pressione di chi prova a piegare il racconto dei fatti per incassare una vincita.