La carica dei fuorisede, 20mila richieste per votare al referendum sulla giustizia. Il limite “aggirato” e la legge che non c’è

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Sono almeno 20mila le richieste arrivate ai principali partiti di opposizione per diventare rappresentanti di lista e partecipare come “fuorisede” al voto del referendum sulla Riforma della giustizia, previsto per sabato 22 e domenica 23 marzo. Diecimila ad Alleanza Verdi-Sinistra, 3.500 al Movimento 5 Stelle e altrettante al Partito democratico, oltre mille al comitato “Giusto dire no” e circa un migliaio alla Cgil. Lo riporta Il Fatto Quotidiano. Si tratta solo di una parte del totale, se si considerano anche le adesioni raccolte da federazioni e comitati locali. All’appello mancano però i dati delle richieste rivolte alle forze di maggioranza. «C’è tanta voglia di partecipare, di prendere posizione e dire la propria», commenta Nicola Fratoianni (Alleanza Verdi e Sinistra). Per il leader di Avs, il governo Meloni «ha commesso un errore nel negare il diritto di voto a 5 milioni di persone fuorisede».Voto fuorisede, perché in Italia non è ancora possibile?A fine gennaio, la commissione Affari costituzionali della Camera ha respinto tutti gli emendamenti presentati dalle opposizioni al decreto elezioni. La decisione riguarda circa 5 milioni di cittadini – tra studenti, lavoratori e persone costrette a curarsi fuori regione – che possono votare solo tornando nel proprio comune di residenza, sostenendo di tasca propria le spese di viaggio, con al massimo alcune agevolazioni offerte dalle compagnie di trasporto. La maggioranza ha giustificato la scelta sostenendo che non ci fossero i tempi tecnici per introdurre il voto dei fuorisede per questo referendum e che il numero di elettori coinvolti nelle sperimentazioni precedenti fosse troppo esiguo.I rappresentanti di lista e la (mancata) leggePer ovviare al problema, nell’ultimo mese i partiti hanno messo a disposizione, tramite apposite piattaforme, i propri rappresentanti di lista per consentire ai fuorisede di votare. In Italia, infatti, non esiste ancora una legge strutturale, a differenza degli altri Paesi europei, che permetta a chi vive temporaneamente lontano dal proprio comune di residenza di esercitare il diritto di voto. Alle elezioni europee del 2024 e alle amministrative del 2025 era stato possibile votare nel comune di domicilio temporaneo perché la misura era stata inserita nei decreti che regolavano quelle singole consultazioni. Una previsione che, però, non è stata riproposta per questa tornata referendaria. Nel 2023 la Camera aveva approvato una proposta di legge – a prima firma di Marianna Madia del Partito democratico – con l’obiettivo di rendere strutturale il diritto di voto nel comune di domicilio. Il testo è stato successivamente trasformato in una legge delega e, una volta arrivato al Senato, si è fermato. Ed è ancora lì, bloccato da due anni.Ma chi sono e cosa fanno i rappresentanti di lista? I rappresentanti di lista sorvegliano le operazioni di voto e lo scrutinio delle schede, garantendo il corretto svolgimento delle procedure e tutelando gli interessi del soggetto che li ha nominati, che può essere un partito, un gruppo politico, un candidato o un comitato promotore. Nel caso dei referendum, la legge italiana stabilisce che possano essere designati rappresentanti «di ognuno dei partiti, o dei gruppi politici rappresentati in Parlamento, e dei promotori del referendum», con la nomina effettuata da una persona indicata da questi soggetti. In generale, i rappresentanti di lista – così come il presidente e il segretario di seggio – hanno diritto a votare nella sezione in cui svolgono la loro funzione, anche se non sono iscritti tra gli elettori di quella sezione. Grazie a questo meccanismo, nominando i fuorisede come rappresentanti di lista, partiti e comitati permettono di fatto a chi vive in un comune diverso da quello di residenza di votare nel luogo in cui risiede temporaneamente.L'articolo La carica dei fuorisede, 20mila richieste per votare al referendum sulla giustizia. Il limite “aggirato” e la legge che non c’è proviene da Open.