Libano. Colpi d’arma da fuoco contro pattuglie Unifil: nessun ferito tra i caschi blu

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di Guido Keller –Momenti di tensione nel sud del Libano, dove alcune pattuglie della missione delle Nazioni Unite sono state bersaglio di colpi d’arma da fuoco durante le attività di controllo sul territorio. A riferirlo è l’Unifil (Forza di interposizione delle Nazioni Unite in Libano), che in una nota diffusa su Telegram ha parlato di tre episodi distinti verificatisi nelle aree di Yatar, Dayr Kifa e Qallawiyah.Secondo quanto comunicato dalla missione internazionale, gli spari sarebbero stati esplosi con ogni probabilità da gruppi armati non statali mentre i caschi blu stavano effettuando pattugliamenti nei pressi delle loro basi operative. A Yatar i proiettili sono caduti a circa cinque metri dai militari dell’Onu, mentre negli altri due casi le fonti di fuoco si trovavano rispettivamente a una distanza di circa 100 e 200 metri.Due pattuglie hanno reagito agli spari per autodifesa. Dopo un breve scambio di colpi, i militari hanno potuto riprendere le attività previste senza ulteriori incidenti. L’Unifil ha precisato che nessun membro del personale è rimasto ferito.Nel comunicato la missione Onu ha inoltre sottolineato come la presenza di armi non sotto il controllo dello Stato nell’area di operazioni rappresenti una violazione della Risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, che regola il cessate il fuoco tra Israele e Libano e stabilisce le condizioni di sicurezza nel sud del Paese.“È inaccettabile che i caschi blu impegnati in compiti autorizzati dal Consiglio di Sicurezza vengano presi di mira”, afferma la missione, ricordando agli attori presenti sul territorio l’obbligo, secondo il diritto internazionale, di garantire in ogni momento la sicurezza del personale delle Nazioni Unite e di adottare tutte le misure necessarie per proteggere anche la popolazione civile.L’Unifil ha infine ribadito che qualsiasi attacco contro i caschi blu costituisce una grave violazione del diritto internazionale umanitario e della stessa Risoluzione 1701, sottolineando che episodi di questo tipo possono configurarsi come crimini di guerra.