La Campania sta affrontando un picco preoccupante di casi di epatite A, saliti a quota 133. A Napoli, dove i dati dell’Asl 1 Centro segnalano una diffusione del virus dieci volte superiore alla media dell’ultimo decennio (passando da 3 casi a gennaio a 43 nei primi diciannove giorni di marzo), il sindaco Gaetano Manfredi ha firmato un’ordinanza urgente e perentoria: è fatto divieto assoluto di somministrare e consumare frutti di mare crudi in tutti gli esercizi pubblici.L’impennata, che gli esperti ritengono legata al consumo di frutti di mare crudi tipico del periodo natalizio, ha spinto le autorità regionali a intensificare i controlli sull’intera filiera ittica. Ma di cosa si tratta esattamente e come possiamo difenderci nella vita di tutti i giorni? Ecco una scheda pratica e dettagliata con tutte le informazioni e le raccomandazioni sanitarie per prevenire il contagio.Cos’è l’Epatite A e come si trasmetteL’epatite A è un’infezione acuta che colpisce il fegato, causata dal virus HAV. La sua diffusione avviene per via oro-fecale. Nello specifico, il contagio si verifica tramite:Ingestione di acqua o cibo contaminati.Contatto stretto con una persona già infetta.Attenzione ai tempi: il virus è particolarmente insidioso perché è presente nelle feci già 7-10 giorni prima che compaiano i sintomi. Una persona, dunque, può trasmettere la malattia prima ancora di sapere di essere malata. Il periodo di incubazione varia in genere dai 15 ai 50 giorni.I sintomi da non sottovalutareL’invito delle autorità sanitarie è di rivolgersi immediatamente al medico in presenza dei seguenti campanelli d’allarme (che nei bambini, tuttavia, possono anche non manifestarsi in modo evidente):Nausea persistente e vomito.Forte stanchezza e malessere generale.Febbre.Dolori addominali.Urine molto scure e feci chiare.Ittero: colorazione giallastra della pelle e della sclera (la parte bianca) degli occhi.Nota clinica: Nella maggior parte dei casi la guarigione è completa, ma il decorso può farsi più severo negli anziani o in pazienti con patologie epatiche pregresse.I cibi a rischio e le regole per il consumoNella trasmissione alimentare, il pericolo maggiore si nasconde nei cibi consumati crudi o non sufficientemente cotti.1. Molluschi bivalvi (cozze, vongole, ostriche)Filtrando l’acqua in cui vivono, questi molluschi possono accumulare al loro interno un’alta concentrazione di particelle virali.Cosa NON fare: evitare assolutamente il consumo a crudo, appena scottato o tiepido. La credenza che la sola apertura delle valve durante la cottura sia garanzia di sicurezza è falsa.Cosa fare: La cottura deve essere uniforme e prolungata fino a quando il prodotto risulta ben cotto. Acquistare i frutti di mare solo da rivenditori autorizzati, verificando etichettatura e provenienza.2. Frutti di boscoFreschi: vanno lavati in modo scrupoloso sotto acqua corrente potabile subito prima di mangiarli.Surgelati/Congelati: secondo l’Istituto Superiore di Sanità, devono essere consumati solo dopo la cottura, portandoli a ebollizione a 100°C per almeno 2 minuti. Non vanno mai usati a crudo per guarnire yogurt, semifreddi o macedonie.3. Acqua, frutta e verduraBere e utilizzare solo acqua di provenienza certa e controllata (anche per preparare il ghiaccio).Lavare sempre benissimo frutta e verdura destinate al consumo a crudo.Igiene quotidiana: le regole d’oroPer bloccare la diffusione del virus, la Regione Campania raccomanda comportamenti preventivi decisivi, da applicare ogni giorno in casa e in cucina:Lavaggio mani: usare acqua e sapone per almeno 20 secondi prima di cucinare, prima di mangiare, dopo l’uso del bagno, dopo il cambio di un pannolino e dopo aver assistito una persona malata.Niente contaminazioni: separare sempre gli alimenti crudi da quelli cotti. Usare utensili e taglieri diversi o lavarli accuratamente tra un utilizzo e l’altro.Sanificazione: pulire a fondo piani di lavoro, lavelli e coltelli dopo aver maneggiato alimenti crudi.Stop alla cucina: non preparare cibo per altre persone se si accusano disturbi gastrointestinali o sintomi compatibili con l’epatite, in attesa del parere medico.Vaccinazione e profilassiLa vaccinazione rimane lo strumento di prevenzione più potente, raccomandata in particolar modo ai contatti stretti dei casi confermati e alle categorie a rischio. In caso di recente esposizione al virus, la tempestività è tutto: la vaccinazione post-esposizione (ed eventualmente la somministrazione di immunoglobuline in casi selezionati) risulta tanto più efficace quanto più precocemente viene somministrata. Chiunque sia stato a stretto contatto con un malato accertato deve contattare immediatamente il proprio medico curante o i Servizi di Prevenzione dell’ASL.L'articolo Boom di casi di Epatite A in Campania: “Diffusione del virus dieci volte superiore alla media degli ultimi 10 anni”. Sintomi, cibi a rischio e cosa fare per evitare il contagio proviene da Il Fatto Quotidiano.