Gisèle Pelicot si fida ancora degli uomini

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Gisèle Pelicot si fida ancora degli uomini. Nonostante quello che le ha fatto il suo ex marito Dominique. E nonostante ci sia una parte di mondo che ha faticato a crederle. «Sono l’esempio vivente che si può sempre trovare il colore nell’oscurità più assoluta», dice lei a Roma dove ha rilasciato un’intervista a Simonetta Sciandivasci per La Stampa. E sta presentando il suo libro Inno alla vita (Rizzoli): «Mantieni la gioia di vivere malgrado le prove della vita».La vittima Pelicot«Sono stata una madre felice e, a lungo, ho creduto di essere anche una moglie felice. Ora sono una donna in pace», esordisce. «Mi sono impegnata a non farmi sopraffare dalla rabbia, anche nei momenti, e sono stati tanti, in cui ho avuto la certezza che non ce l’avrei fatta. Quando ho realizzato tutto quello che era successo, così come dissociavo me dal mio corpo stuprato, ho cercato di separare il mio ex marito dallo stupratore. Non l’ho fatto per salvare lui, ma per salvare me. Per tutti lui era il boia, per me no: è stato un boia e anche un padre e un marito affettuoso e premuroso».La figlia Caroline «a differenza mia, non ha scelto suo padre, mentre io ho scelto mio marito. Lei è stata completamente travolta da quello che è successo, mentre io ho messo un argine: se volevo proteggere i miei figli, non dovevo crollare. Può sembrare una scelta sorprendente, perché si crede che la sofferenza unisca una famiglia ma non è vero. La nostra è andata in pezzi, e per ricostruire tutto c’è voluto del tempo, e ciascuno ha dovuto trovare la sua strada per farlo. E non abbiamo ancora finito».La lite con la figliaAdesso loro due non si parlano: «Avevamo bisogno di mettere tra noi una certa distanza. Lei, come gli altri miei figli, all’inizio credeva di dovermi proteggere, mentre io avevo solo bisogno di stare sola, e capire. A lungo, io ho cercato solo e soltanto di capire. Tra me e Caroline, adesso, va tutto bene». Perché, dice, «suo padre, purtroppo, ha fotografato anche lei e le sue nuore. Nelle foto, Caroline dorme. Non è una prova sufficiente per dire che l’abbia violentata e non ho quindi mai ritenuto opportuno spingerla a crederlo: ho fatto il contrario. L’ho fatto, ancora, per salvare lei, non lui. Del resto, anche solo lo sguardo incestuoso di un padre su una figlia è intollerabile».Il primo psicologoLei ha detto che il suo primo psicologo l’ha definita «una donna sottomessa, dominata da un uomo». «E io gli ho fatto notare che il padrone non ha bisogno di addormentare la schiava affinché sia alla sua mercè. Non sono mai stata una donna sottomessa: sono sempre stata libera e indipendente dal punto di vista economico. Sono stata sottomessa chimicamente, quindi senza che potessi manifestare il mio consenso, senza che potessi rendermi conto di quello che mi veniva fatto: per 10 anni mi sono stati somministrati farmaci dall’uomo con cui vivevo, per farmi dormire e perdere coscienza. Le dosi erano tali da arrecarmi emicranie, vuoti di memoria, disturbi di ogni tipo che mi convincevano che sarei morta di cancro al cervello come mia madre. Nessun dottore capiva cosa avessi. Sono stata da una infinità di neurologi e ginecologi, perché ho avuto anche molti problemi ginecologici, e spesso mi svegliavo bagnata, e ho poi scoperto che succedeva perché, dopo avermi fatta violentare, il signor Pelicot mi faceva delle lavande vaginali».Per igieneLo faceva «per igiene: la sua, suppongo, visto che mi violentava quando gli altri finivano. A loro raccomandava di non fumare prima di stuprarmi, non mettere profumo e non indossare mai il preservativo. Uno aveva l’Hiv, è un miracolo che non mi abbia contagiata». Il marito, dice, «ha riconosciuto immediatamente la sua colpa, non ha mai rinnegato nessuna delle sue azioni. E infatti, durante il processo, non ho dovuto battagliare con lui. Gli altri cinquanta, invece, hanno rifiutato qualsiasi forma di responsabilità, sebbene fossero complici del signor Pelicot e facessero tutto quello che lui gli diceva di fare, accanendosi sul mio corpo, e stando ben attenti a non lasciare traccia».L'articolo Gisèle Pelicot si fida ancora degli uomini proviene da Open.