L’importanza delle foreste per il Wwf, in 35 anni persi 4,9 milioni di kmq

Wait 5 sec.

In 35 anni il Pianeta ha perso 4,9 milioni di km quadrati di foreste. Il Wwf celebra proprio l’importanza delle foreste in occasione della Giornata mondiale che si celebra il 21 marzo.Quest’anno l’associazione del Panda compie 60 anni. E il 28 marzo torna l’Earth hour, l’Ora della Terra.La storica campagna lanciata dal Wwf nel 1988 recitava ‘Quest’anno ci siamo giocati l’Austria’ e riguardava la superficie della foresta Amazzonica che quell’anno era stata rasa al suolo. Ma quanta foresta abbiamo perso da allora? Dal 1990 al 2025 il Pianeta ha perso 4.890.000 kmq di foreste a causa della conversione dei terreni ad altri usi. Anche considerando le aree in cui le foreste sono in espansione, “il bilancio resta drammatico: la superficie forestale globale si è ridotta di 2.035.000 kmq, pari a quasi 26 volte l’Austria, ovvero circa l’estensione della Groenlandia o di mezza Europa”.La perdita annua di foreste – rileva il Wwf – mostra un rallentamento rispetto agli anni ’90, ma resta significativa: si passa dai 107.000 kmq annui del decennio 1990-2000 ai 41.200 kmq stimati tra il 2010 e il 2020. In alcuni Paesi tropicali, come Indonesia e Brasile, i più recenti monitoraggi segnalano una leggera riduzione nella deforestazione; tuttavia, l’espansione delle superfici destinate agli allevamenti e alla coltivazione di soia, palma da olio, cacao, caffè, seguita dai tagli per la vendita del legname e da lavori per far spazio a miniere o infrastrutture, rischiano di annullare i progressi nel giro di pochi anni”.Il Wwf ricorda come le foreste siano fondamentali per l’equilibrio del Pianeta: influenzano le precipitazioni, regolano temperature e ciclo del carbonio, proteggono i suoli e ospitano l’80% delle specie terrestri. La loro distruzione comporta effetti a catena: perdita di biodiversità, crisi idrica, impatti sulle economie locali e sulle popolazioni indigene e comunità che vi dipendono. Particolarmente critica “la situazione dell’Amazzonia, dove alcune aree si stanno avvicinando a un tipping point irreversibile che potrebbe trasformare vaste superfici in un’arida savana. I danni economici stimati superano i 1.000 miliardi di dollari in tre decenni”.Il Wwf indica 10 linee di intervento prioritarie. Come accelerare l’attuazione rigorosa delle politiche e dei regolamenti in linea con l’obiettivo di fermare e invertire la deforestazione globale entro il 2030; diffondere modelli produttivi resilienti e sostenibili delle commodities a maggior impatto sulle foreste globali, e creare catene di approvvigionamento responsabile; sensibilizzare i consumatori a scelte responsabili; ampliare e trasformare i finanziamenti, garantendo la loro sostenibilità e accessibilità, e allineare i flussi finanziari verso una gestione forestale più responsabile e una produzione di commodities a ‘deforestazione zero’; assicurare maggior protezione delle foreste globali; responsabilizzare, supportare e garantire i diritti delle popolazioni indigene e delle comunità che dipendono dalle foreste; incentivare la gestione responsabile delle foreste globali e ripristinare le aree già degradate e convertite; puntare sull’innovazione scientifica e tecnologica, sia per il monitoraggio in tempo reale della deforestazione che per una gestione più sostenibile delle risorse; avviare partnership trasformative per garantire che le aziende non cedano alle pressioni politiche e supportino principi di produzione e approvvigionamento responsabili; migliorare la cooperazione internazionale con processi partecipati, inclusivi e trasparenti, per l’articolazione di una roadmap condivisa e di una visione inclusiva per una transizione equa.Questo articolo L’importanza delle foreste per il Wwf, in 35 anni persi 4,9 milioni di kmq proviene da LaPresse