Simit su epatite A: “Bene stop a frutti di mare crudi, ma il quadro è complesso”

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In cima alla lista dei ‘soliti sospetti’ ci sono i frutti di mare crudi, contaminati dopo le violente piogge invernali. Ma il focolaio di epatite A in Campania che ha coinvolto almeno 133 persone (oggi dall’ospedale Cotugno hanno segnalano nuovi ricoveri, ndr) potrebbe essere legato ad altre concause: non tutti i pazienti riferiscono di aver mangiato cozze crude, suggerendo una dinamica che può includere “la trasmissione interumana e il mancato rispetto delle norme igieniche”. A sostenerlo sono gli esperti della Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali (Simit).Se il focolaio principale è localizzato in Campania, “segnalazioni interessano anche il Lazio, il nord della Calabria e altre aree della penisola”, segnala Simit. Analizzando la vicenda, la società guidata da Cristina Mussini ricorda l’ordinanza del sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, che vieta il consumo di frutti di mare crudi. Il legame con gli eventi meteo estremiUna “decisione che trova riscontro nelle attuali indagini tecniche. Il focolaio campano potrebbe essere strettamente correlato ai fenomeni meteorologici estremi dei mesi scorsi con le forti e prolungate piogge invernali che avrebbero causato esondazioni e contaminazioni fecali in alcune aree marine, portando alla positività del virus in diversi lotti di mitili”, dice la Simit.I consigli degli specialisti: igiene e cotturaCome difendersi? “Bisogna evitare il consumo di frutti di mare crudi, cuocere adeguatamente molluschi e pesce, lavare accuratamente frutta e verdura e rispettare sempre e scrupolosamente l’igiene delle mani, attenendosi alle indicazioni delle autorità sanitarie locali. L’acqua potabile in Italia non è un fattore di rischio grazie ai sistemi di controllo e potabilizzazione” chiarisce Gianpiero D’Offizi, responsabile UOC Malattie Infettive Epatologia pressol’Irccs Spallanzani di Roma. “La vaccinazione contro l’epatite A rimane uno strumento fondamentale, sicuro ed efficace per prevenire l’infezione e limitare la diffusione dei focolai, proteggere le persone più vulnerabili e ridurre il carico sul sistema sanitario”, conclude  Ivan Gentile, direttore Uoc di Malattie Infettive dell’Università degli Studi di Napoli Federico II.Questo articolo Simit su epatite A: “Bene stop a frutti di mare crudi, ma il quadro è complesso” proviene da LaPresse